Scoprifuoco

Una serie di dialoghi che tentano di fare luce sulla crisi pandemica con interventi in diretta Facebook, a cura del Laboratorio politico perUnaltracittà, per mettere a fuoco ipotesi di uscita dal buio presente, immaginando futuri convincenti e alternative desiderabili. L’indice della rubrica è qui.

Scoprifuoco/1, perUnaltracittà incontra Vittorio Agnoletto

Il laboratorio politico perUnaltracittà il 21 gennaio ha avviato “Scoprifuoco“, una serie di dialoghi che tentano di fare luce sulla crisi pandemica. I dialoghi, rigorosamente online, in forma di dirette Facebook cercano di mettere a fuoco ipotesi di uscita dal buio presente, immaginando futuri convincenti e alternative desiderabili.

Il primo degli incontri che ha dato il via alla serie ha visto come protagonisti Vittorio Agnoletto, medico, attivista ed ex parlamentare europeo, e Gianluca Garetti, medico di medicina generale e attivista di perUnaltracittà.

A partire dall’ultimo libro di Vittorio Agnoletto, Senza respiro, un’inchiesta indipendente sulla pandemia Coronavirus, in Lombardia, Italia, Europa. Come ripensare un modello di sanità pubblica (qui la recensione) sono stati tantissimi i temi toccati: dai vaccini alle cure per il coronavirus, fino ai tamponi e al ruolo giocato dalla politica e dal mercato in questa crisi sanitaria.


Agnoletto ha osservato la prima ondata della pandemia dalla città di Milano dove vive, la Lombardia è stata insieme a Wuhan l’epicentro del contagio ed ha avuto la mortalità da Covid rispetto alla popolazione più alta di tutto il mondo: 250 decessi ogni 100.000 abitanti. Non a caso la Lombardia è la regione d’Italia dove meglio è stato applicato il liberismo al settore della sanità, una regione dove si possono trovare cure d’eccellenza e all’avanguardia ma dove la medicina territoriale è stata devastata. Basti pensare che il 40% degli investimenti pubblici in sanità vanno al privato.

Come il libero mercato possa influire sulla salute delle persone risulta chiaro da un’inchiesta che proprio Agnoletto sta realizzando nella trasmissione radiofonica 37e2 che conduce su Radio Popolare. Risulterebbe che, in piena prima ondata, un aereo militare statunitense sia decollato da Aviano carico di tamponi prodotti in Italia, mentre nel nostro paese i tamponi erano introvabili e questo ha pesato moltissimo sulla mancanza di tracciamento nel nostro paese. Qui trovate il podcast dell’inchiesta.

Nonostante i mesi che ci avrebbero dato il tempo di prepararci alla seconda ondata, ha continuato Agnoletto, non è stato fatto nulla né per il settore sanitario né per le scuole né tantomeno per i trasporti che sono stati il vero disastro al quale abbiamo assistito a partire da settembre. Si sarebbe dovuto applicare il principio di precauzione e prepararsi per la seconda ondata, cosa che non è stata assolutamente fatta.

Infine l’ultimo tema, quello più attuale, i vaccini, la cui distribuzione in Europa sta subendo un forte stop da parte delle case farmaceutiche produttrici come Pfizer, Moderna e Astrazeneca. Se paesi come gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita offrono di più per i vaccini dell’Unione Europea, saranno i paesi europei a non poter rispettare la tabella di marcia decisa per le vaccinazioni. Dopo che le ricerche sono state finanziate con fiumi di denaro pubblico i brevetti sono invece rimasti in mano alle case farmaceutiche e adesso il rischio è che la maggior parte dei cittadini europei non si possa vaccinare entro la fine dell’anno. Ancora il libero mercato e i guadagni di pochi vanno a discapito dei diritti e della salute dei molti.

Proprio per questo Agnoletto sta promuovendo insieme ad altri scienziati e attivisti l’iniziativa NO PROFIT ON PANDEMIC per chiedere all’Unione Europea la moratoria sui brevetti dei farmaci per il Covid e per rendere pubblici i dati sui costi di produzione, i contributi pubblici, l’efficacia e la sicurezza dei vaccini e dei farmaci. E’ possibile firmare a questo link https://noprofitonpandemic.eu/it ed è necessario raggiungere il milione di firme in tutta Europa.

Qui trovate il video integrale dell’incontro.

 

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Francesca Conti

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