GameStop o Game Over?

Elezioni: Draghi, Italia continuerà riforme, c’è pilota automatico, titolava il Corriere della Sera del sette marzo del 2013. Il pilota automatico è il comando di scopo che sopravvede e governa la catena agenziale del capitalismo neoliberista. È la possibilità che ha il sistema di dichiarare lo stato di eccezione che scippa i comandi alle istituzioni di governo. È l’algoritmo neoliberista, che si sostituisce al comando umano. La parola greca antica kybernetes (κυβερντης) indica il pilota di una nave, è dunque l’attuazione cibernetica del comando capitalistico. Gli umani possono giocare, ma al momento opportuno il comando passa di mano. A questo punto, Draghi stesso è il pilota automatico che prende il comando.

Robinhood è un’applicazione di trading on line la cui semplicità d’uso l’ha fatta diventare la App più usata dai piccoli investitori, ma pochi giorni fa, il pilota automatico ha fatto sì che Robinhood non facesse quello che l’apparenza legata al suo nome sembrava la destinasse a fare, e cioè a rubare ai ricchi per dare ai poveri, cosa proibita in questo regime, ma a fare proprio il contrario, chiudendo loro l’accesso durante un’operazione che li vedeva scontrarsi con i grandi speculatori, i cosiddetti squali di Wall Street. Ma vediamo cosa è successo. Per prima cosa alcuni termini tecnici che comunque sono di facile comprensione.

Lo short selling (o vendita allo scoperto) è una strategia di trading che ha l’obiettivo di speculare sul calo del prezzo di un titolo azionario o altro asset quotato sui mercati. L’investitore apre una posizione prendendo in prestito le azioni del titolo (o altro asset) che ritiene diminuiranno di valore entro una data futura stabilita. Lo stesso vende queste stesse azioni prese in prestito ad altri investitori disposti a pagare il prezzo di mercato. Prima che le azioni prese in prestito debbano essere restituite (alla data futura stabilita), l’investitore scommette che il prezzo continuerà a scendere e che si potrà acquistare le azioni a un costo inferiore.

Se le cose vanno per il verso giusto ci si potrà guadagnare, con però l’effetto secondario di affossare completamente, e spesso definitivamente, l’azienda che sta dietro il titolo preso di mira. Questa va dunque scelta con cura tra quelle che difficilmente potranno nel breve termine fare qualcosa che cambi in termini positivi la loro posizione. Ora nel “gioco in borsa”, lo dice l’espressione, si sa che si rischia, ma normalmente se uno acquista delle azioni sperando di rivenderle a un prezzo maggiore, quello che si rischia ha però soltanto la dimensione massima della cifra investita, ma in una scommessa al ribasso, se succede il contrario, le cifre in gioco saranno dei moltiplicatori del valore della risalita. Nel caso infatti di una operazione di short selling siamo obbligati a restituire le azioni che abbiamo preso in prestito e per farlo le dobbiamo comprare sul mercato ad un prezzo che è salito con l’effetto poi di spingerle ancora più in alto. Se abbiamo venduto allo scoperto a 10 euro a azione e questa sale a 100 perdiamo 90 euro a azione. Ovviamente quando si parla di grandi fondi speculativi (hedge fund) il numero delle azioni sarà consistente, così tanto consistente che, nel caso di cui stiamo parlando, si parla di 6-7 miliardi di dollari persi da alcuni fondi speculativi.

La storia è quella di GameStop, l’azienda, gli attori sono i piccoli “speculatori” da una parte e gli hedge fund dall’altra. Quando un gruppo dei primi che si consultavano

all’interno di un forum specifico (wallstreetbets) all’interno della piattaforma sociale Reddit si è accorto che alcuni grandi fondi avevano preso di mira l’azienda GameStop per una sporca operazione di short selling, ha messo in atto una contro mossa: si sono messi ad acquistare quelle azioni e quindi a fare rialzare il loro valore. Il fatto di essere, seppur piccoli, in tanti, ha permesso loro di avere una potenza tale da avere un effetto importante e da attirare l’attenzione tanto da far sì che se ne aggiungessero ancora in una sorta di alleanza dal basso, contro i grandi speculatori finanziari.

A questo punto Robinhood (la App di accesso al trading) toglie l’accesso ai titoli di GameStop, operazione che suscita le ire di Alexandria Ocasio-Cortez che si schiera in favore dell’azione di alcuni cittadini in contrasto con quella dei grandi fondi che specula sulle disgrazie delle aziende.

La storia è emblematica. L’azienda in questione vendeva principalmente giochi su supporto fisico ed è entrata in crisi perché quella merce si è dematerializzata venendo ormai venduta soltanto on line. Certamente poteva aggiornare il suo modello di business, ma i segnali di una ripresa in questo senso non erano così espliciti e avrebbero avuto tempi lunghi, per potersi aspettare la crescita del valore delle sue azioni. Insomma un’azienda perfetta per un’operazione di short selling. Gli attori: una moltitudine teoricamente insignificante a cui veniva permesso di giocherellare in borsa a spartirsi – quando andava bene – le briciole del sistema capitalistico e i grandi fondi speculativi che invece di investire nell’economia reale le scommettevano contro. In borsa il denaro produce denaro ma soltanto quando si è ricchi. E qui lo stato di eccezione diventa quello di chiudere l’ingresso a coloro che disturbano le manovre del conducente, al pilota, a quelle espressioni del capitalismo digitale che “ciberneticamente” governano il mondo. Lo scontro non è più sul posto di lavoro, i soldi si fanno chiudendo le aziende e mandando a casa i lavoratori. Il comando (il pilota) è automatico e senza aperture, quelle infatti che si aprono negli interstizi si richiudono senza nemmeno porsi il problema di rimetterci la faccia, tanto che Robin Hood invece di rubare ai ricchi per dare ai poveri, al momento giusto impedisce ai poveri di avvicinarsi ai ricchi.

*Gilberto Pierazzuoli

Per una Critica del Capitalismo Digitale: una glossa legata all’attualità (Firenze, inizi febbraio 2021)

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Gilberto Pierazzuoli

Gilberto Pierazzuoli

Attivista negli anni 70 . Trasforma l'hobby dell'enogastronomia in una professione aprendo forse il primo wine-bar d'Italia che poi si evolve in ristorante. Smette nel 2012, attualmente insegnante precario di lettere e storia in un istituto tecnico. Attivista di perUnaltracittà.

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