La mente è piatta di Nick Chater

Non ci possiamo tuffare in acque profonde, perché non esiste una sorta di mare interiore, un luogo meraviglioso, fonte di ispirazione e di senso, ma anche di oscure inquietanti profondità.  Questo il motivo dominante di La mente è piatta, l’ultimo libro di Nick Chater, professore di scienze comportamentali presso la Warwick Business School e cofondatore di Decision Technology Ltd. Dalla sintesi di duecento articoli e da quattordici libri di cui Chater è autore e coautore, nasce questo modello ‘cervello-centrico’ di mente’, dove è il cervello che crea la mente istante per istante, dove i nostri pensieri, le nostre azioni altro non sono che trasformazioni improvvisate di pensieri ed azioni precedenti. Il falso presupposto, da cassare, secondo l’autore, è che sotto una superficie mentale di consapevolezza cosciente si trovi un insieme profondo e complesso di credenze, valori e desideri interiori che governano i nostri pensieri, idee e azioni. 

La mente, crediamo noi, non è solo in-scatolata nel cranio, è qualcosa di più del prodotto della scarica di neuroni del cervello, e qualcosa che va al di là di tante psico-confabulazioni filosofiche, letterarie, mitologiche, matematiche.

Non conosciamo la nostra mente, parliamo come se avessimo la possibilità di scrutare/sondare il nostro mondo interno, per attingervi un significato più profondo, come se  conoscere questa profondità fosse conoscere noi stessi, scrive Chater, sottolineando che  il mondo interiore, l’inconscio è un miraggio. Non esiste altro che la superficie. ‘Quel mondo mentale così ricco sul quale immaginiamo di affacciarci momento per momento, è solo una storia, che momento per momento inventiamo’.

Il libro è suddiviso in due parti: ad una prima parte destruens, in cui si parla di come sgombrare il terreno dalla pervicace ed errata illusione della profondità mentale, fa seguito una seconda parte, in cui si prende in considerazione il cosiddetto stile ‘cooperativo’ di calcolo usato dal cervello ed il funzionamento della mente, il modo in cui il flusso di pensieri emerge dal congegno cerebrale.

Il cervello è un fantastico instancabile motore d’improvvisazione, che non cessa di creare significati, pensieri a partire  dagli stimoli sensoriali, dai ricordi, secondo un processo sequenziale. Un narratore così avvincente da indurci a credere che anziché inventarli sul momento, e uno alla volta, vada a pescare i pensieri, che si trovano già pronti, in qualche oceano profondo di colori, oggetti, ricordi. Ma non esiste la profondità della mente, la mente è piatta, la superficie è tutto, ribadisce Chater. ‘Siamo tutti vittime di una bufala montata ad arte’.

Se seguissimo la cosiddetta ‘malia freudiana’,  ‘potremmo credere, ad esempio, di essere il prodotto di uno scontro fra un “sé conscio”  ed un “ sé inconscio”, nascosto, magari oscuro, atavico’. Il celebre ‘Caso del Piccolo Hans’, di Freud, è portato come esempio ‘di questa capacità umana di proiettare spiegazioni esotiche e immaginifiche’, di  confondere la psicologia con la letteratura.

La mente è come un cantastorie

 ‘un cantastorie così bravo-fluido, convincente – da ingannarci del tutto’, che improvvisa fantasiosamente il presente riferendosi ai ricordi del nostro passato, cioè ‘i pensieri e le azioni di ciascuno di noi si fondano su una ricca tradizione di pensieri ed azione passate che il cervello imbriglia e rielabora per rispondere alle sfide contingenti’. Così anche le emozioni, forse non sono altro che storie, che non sgorgano da abissi interiori, come infallibili messaggeri del mondo interiore, ma prodotti di ambigue interpretazioni momentanee, dei nostri stati fisiologici e delle situazioni che stiamo vivendo.

La mente va coltivata

Non possiamo sempre lasciare scegliere il cervello per noi. Se i pensieri, le emozioni non sono dettati da una realtà interiore ma sono nostre invenzioni momentanee, e potenzialmente  ingannevoli, è necessario imparare a monitorarli, a riconoscere questi moti illusori, a disidentificarsi, a distanziarsi. A questo possono giovare le tecniche ‘mindful’, per creare spazio mentale, e trovare il silenzio interiore.

C’è un paesaggio mentale interiore

‘Nell’arco di una vita, il flusso del pensiero forgia schemi complessi e ne è a sua volta forgiato: le abitudini della mente, il nostro repertorio mentale. Questi schemi di pensiero del passato, e le loro tracce nella memoria, sostengono le nostre straordinarie abilità mentali, plasmano il nostro comportamento e rendono unico ciascuno di noi[…] Quindi in un certo senso è vero che possediamo un qualche paesaggio mentale interiore[…] una registrazione dell’impatto dei passati cicli di pensiero’.

Non vediamo mai il mondo con occhi nuovi

‘Se la mente è un motore di pensieri e azioni precedenti che vengono rimodellati di continuo per affrontare il presente[…] siamo come coralli che si stratificano, polipo dopo polipo, in forme infinitamente diverse […] Insomma siamo tutti unici, grazie all’infinita varietà delle nostre storie stratificate di pensieri ed azioni.’ Ma non siamo creature dell’abitudine, ‘a renderci liberi da una cieca reiterazione è la nostra incredibile capacità di fare salti immaginativi, sia grandi che piccoli.’

Il segreto dell’intelligenza: i salti immaginativi

Siamo portati a considerare l’immaginazione nient’altro che un “gingillo” della mente, considerevole, eppure decisamente superflua’. Invece al contrario: ‘Questi salti immaginativi sono, credo l’essenza stessa dell’intelligenza umana. L’abilità di selezionare, ricombinare e modificare le esperienze precedenti per affrontare quelle attuali ci aiuta a misurarci con un mondo indeterminato, che a stento comprendiamo. Il ciclo di pensiero non si rifà passivamente a quanto già vissuto: l’immaginazione crea il presente con le materie prime del passato’.

Spostando l’attenzione alla società

‘Se la mente è piatta-se siamo noi a immaginare la nostra mente, la nostra vita e la nostra cultura-allora abbiamo il potere di immaginare un futuro migliore, e di farlo diventare realtà’.

Gian Luca Garetti

Nick Chater, La mente è piatta, Salani, 2021, Milano-316 pagine, 20 euro.

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Gian Luca Garetti

Gian Luca Garetti, è nato a Firenze, medico di medicina generale e psicoterapeuta, vive a Strada in Chianti. Si è occupato di salute mentale a livello istituzionale, ora promuove corsi di educazione interiore ispirati alla meditazione. Si occupa attivamente di ambiente, è vicepresidente nazionale di Medicina Democratica e membro di ISDE (International Society of Doctors for the Environment).

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