Scrocifiggiamo l’Università

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aula-universitaSu proposta degli Studenti di Sinistra, l’Università degli Studi di Firenze è stato il primo ateneo italiano a discutere della presenza dei simboli religiosi nei propri ambienti (in particolare crocifissi appesi al muro, in ossequio alla confessione dominante). Abbiamo promosso in Senato Accademico una discussione sul tema, chiedendo esplicitamente che fosse messa all’ordine del giorno. Abbiamo presentato una mozione per la rimozione dei simboli religiosi in tutti i luoghi dell’Università di Firenze.

Sappiamo bene che per gli articoli 2, 3, 7, 8, 9, 20 della Costituzione la religione di Stato è implicitamente abolita di diritto già nel 1948 e che l’Accordo di Villa Madama del 1984 conferma esplicitamente questo mutamento. Riteniamo quindi che il muro bianco spoglio di simboli religiosi incarni proprio quegli aspetti di morale dell’equidistanza e di rispetto reciproco, di pluralismo non discriminante che lascia il confronto dei cittadini e delle cittadine tra pari.

L’Università e le istituzioni non possono dare preferenze proprio affinché non si creino differenze. Riteniamo che i luoghi consoni all’esposizione di simboli religiosi siano i luoghi di culto o le proprie abitazioni private, non le aule, le sale e gli ambienti delle Università, e che non possano essere concordati spazi privilegiati, nemmeno in minima parte, a nessuna confessione – a meno di violare i principi costituzionali.

Siamo consapevoli che la loro presenza nelle nostre università è secondaria rispetto agli effetti ben più gravi della loro esposizione in luoghi ancora più drammatici perché frequentati da soggetti da tutelare (bambini degli asili, ragazzi delle scuole, malati negli ospedali, imputati e vittime nei tribunali), ma la battaglia per il “muro bianco” negli Atenei deve essere solo un punto di partenza per un progetto più grande che preveda la rimozione di ogni suppellettile religiosa in tutte le strutture pubbliche e che realizzi compiutamente la laicità dello Stato.

In seguito alla discussione avvenuta il 15 ottobre in Senato Accademico, che ha fatto partire un censimento dei crocifissi e che ha rimandato la decisione ad una prossima seduta del Senato, stiamo assistendo ad una particolare risonanza mediatica della questione. Se da una parte ci rende soddisfatti il fatto che la notizia della nostra mozione sia arrivata perfino dalle parti di Parma dall’altra tutta questa risonanza ci sembra un sintomo di una società poco attenta al carattere laico dei suoi luoghi e delle sue istituzioni e al contempo innervosita e spazientita da chi prova a ricordare i principi costituzionali, in questo caso noi Studenti di Sinistra. Volendo pensare male potremmo anche vedere un’unità di interessi non solo speculativi dietro a questa levata di scudi, ma non è il momento né il luogo per le dietrologie.

Sembra ancora lontano il giorno in cui tutti smetteremo di sorprendersi per una mozione come quella da noi presentata ed è proprio questa sorpresa che la lotta per la laicità si impegna a spegnere. Noi stiamo facendo la nostra parte, ma chiunque secondo noi dovrebbe ancora una volta interrogarsi sui simboli religiosi che gli si parano davanti: ti rappresenta? Sei sicuro/a che non abbia alcuna influenza toglierlo piuttosto che mantenerlo? Se non fa differenza, perché scaldarsi tanto se viene tolto?

Per noi fa una grande differenza: scacciare il controllo ideologico sulle istituzioni delle confessioni religiose passa necessariamente da scacciarne i simboli.

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