Elezioni regionali, i commenti utili

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La Città invisibile ha deciso di pubblicare alcuni dei commenti che ritiene più interessanti sulle recenti elezioni regionali, oltre naturalmente ad aver commentato direttamente il risultato del PD e di Enrico Rossi, con l’articolo intitolato “Regionali in Toscana: i dati “reali” nel Paese “reale”, bocciato il Pd, per decostruire la prevedibile e puntuale retorica della vittoria. Ecco i pezzi scelti.


I tweet non votano, le casalinghe sì

di Alessandro Gilioli
È interessante il ritratto dell’Italia del 2015: dove Internet non conta niente, funzionano meglio gli spot, il target decisivo è quello delle casalinghe e l’impresentabilità di un candidato non modifica di un millimetro il voto, tanto lo sa solo chi è più informato, insomma basta parlarne il meno possibile, e ciao. Leggi tutto…

Rossi presidente. Avanza l’astensione ed emerge la Lega

di Redazione Senza Soste
In Toscana la vittoria di Rossi non è mai stata in discussione. Dal punto di vista politico tutti i poteri forti della regione ed i media erano alleati in un blocco monolitico di una classe dirigente che oggettivamente non aveva una reale alternativa di governo che la potesse impensierire. Dalle banche, alle associazioni datoriali e di categoria fino all’associazionismo diffuso il blocco di potere di Rossi ha retto ed ha poi anche sfondato nella cittadinanza con una campagna fatta di promesse, opere e infrastrutture pompata da giornali e tv. Leggi tutto…

Regionali 2015, una prima battuta d’arresto del renzismo?

di Redazione InfoAut
Una tendenza evidente appare confermata dalla tornata elettorale regionale appena conclusasi, ma non è quella che in molti si aspettavano. Non c’è la tenuta dell’illusione renziana, non c’è la ripetizione 40% delle Europee, bensì si verifica il consolidamento dell’astensionismo (la media dei votanti è stata solo del 52%), che emerge a variabile caratterizzante del quadro emerso dalle urne. Intorno a Renzi, intorno alla Troika, intorno al Partito della Nazione non c’è nulla di nulla: c’è un cittadino su due che non vota e un elettorato disilluso sempre più dalla partecipazione elettorale, che questa volta non aveva neanche la promessa di 80 euro a potergli fare turare il naso. Leggi tutto…

La Toscana si è addormentata

di Tomaso Montanari
È passato sotto silenzio il record negativo della Toscana. È proprio la regione del Presidente del Consiglio quella in cui si è votato di meno: con l’affluenza inchiodata a un clamoroso 48,24 per cento, in una specie di crollo verticale (aveva votato il 60,92 alle Regionali del 2010; e il 66,7 alle Europee dell’anno scorso: il che vuol dire che in dodici mesi ben 530.896 toscani hanno deciso che non val la pena di andare al seggio). Solo qualche mese fa chi avesse pronosticato questo drammatico disincanto per la rossa, civilissima, politicissima Toscana sarebbe stato considerato un eccentrico menagramo. E invece ora la maggioranza assoluta dei toscani urla di averne le tasche piene dei toscani Matteo Renzi ed Enrico Rossi: il Pd perde in un anno 454.773 voti. Leggi tutto…

Il giocattolo si è rotto

di Piero Bevilacqua
Lo hanno scritto e affermato in molti. Queste elezioni regionali consegnano una certezza non camuffabile: Matteo Renzi è stato seccamente sconfitto. E’ stato sconfitto il segretario del PD e il presidente del Consiglio, non solo perché egli è stato un protagonista della campagna elettorale in prima persona e sino all’ultimo giorno. Ma perché le cifre mostrano, al di fuori di ogni dubbio, il forte arretramento numerico e politico del PD, analizzato dai commentatori di ogni tendenza. Dove vince, significativamente, è per il peso specifico di singoli candidati, eccezione che conferma la regola. Leggi tutto…

Vassallo, valvassori e valvassini

di Luigi Di Gregorio per Gli Stati Generali
L’analisi del voto di queste elezioni regionali è diventata una specie di gioco di società. Tutti armati di calcolatrici e di pallottolieri per portare acqua al proprio mulino e dimostrare, numeri alla mano, che il loro partito ha vinto. Tutti, nessuno escluso, as always. Come sempre però, la parte del leone spetta a chi governa. Tanto più se chi governa ha campato di rendita per un anno rispondendo a ogni critica, obiezione o punto di vista “gufesco” che LUI era quello del 40,8%. Della serie: “sciacquatevi la bocca” (cit., sempre LUI). Leggi tutto…

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