Agosto a Mondeggi

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Agosto è un mese vissuto molto diversamente da cittadini e contadini. In città l’agosto, con la chiusura delle scuole e le ferie per operai e impiegati, cambia puntualmente la vita di tutti i giorni. Si rompono gli schemi ordinari e generalmente si fanno cose molto diverse dal solito, o semplicemente si abbandona, con un certo gusto, la routine di tutti i giorni.

In campagna questo non avviene, anzi d’agosto il lavoro nei campi richiede molta attenzione e grande impegno se si vuole raccogliere qualcosa in seguito. Agosto è l’unico mese in cui contemporaneamente si prepara la terra, si semina, si trapianta, si raccoglie e si trasformano i prodotti per la conservazione (quest’ultima attività è resa quasi obbligatoria dalla cronica assenza dei consumatori più o meno consapevoli, tutti o quasi in ferie).

download (1)Tradizionalmente esiste anche un’altra categoria di “lavoratori” che nel mese di agosto continua alacremente a svolgere le proprie funzioni. Si tratta dei pubblici amministratori (sia locali che nazionali) che, tra altre operosissime attività, utilizzano proprio il mese in cui i cittadini disertano in massa la città e scollegano il cervello mettendolo in modalità vacanziera, per compiere le azioni e prendere i provvedimenti più “dolorosi”, cioè quelli che non portano grande consenso o che potrebbero risultare impopolari e quindi addirittura dannosi alla loro immagine. Azioni e provvedimenti che devono passare in sordina, lontano dall’attenzione dell’opinione pubblica .

É in questo clima (non solo torrido e arido) che si sta chiudendo a Mondeggi Bene Comune Fattoria senza padroni un’estate piuttosto difficile, scandita da eventi a dir poco “particolari”.

Si inizia il 12 luglio, quando scoppia un incendio all’interno dell’oliveta, che fortunatamente danneggerà solo poco più di un ettaro (ormai è certo che sia doloso). Intervengono i pompieri e i volontari antincendio della VAB a domare le fiamme: saranno poi loro a dirci che l’incendio era doloso in quanto hanno ritrovato sul posto materiale per l’innesco. A questo piccolo fatto di cronaca è stato dato un retrogusto un po’ inquietante da alcune dichiarazioni volte a screditare il lavoro di custodia del comitato Mondeggi Bene Comune ed anche a tirare fuori in modo stucchevole la solita retorica della legalità.

Si arriva così al giorno 3 agosto, quando arrivano indiscrezioni su un possibile preparativo di sgombero di Mondeggi nei giorni seguenti: è ovviamente immediata la reazione del comitato che in assemblea decide la strategia di reazione ovviamente verbale, sul piano politico e non violenta. Il giorno dopo inizia presto a Mondeggi: all’alba si forma un presidio di mondeggini con l’intento di vigilare sul possibile intervento delle forze dell’ordine. A Mondeggi non accade niente, regna per tutto il giorno la calma e il silenzio.

Invece nel centro di Firenze, in Via Toselli, con grande mobilitazione delle forze dell’ordine, questa sì violenta, va in scena lo sgombero di un edificio occupato da un collettivo giovanile, che voleva solo recuperare mediante il suo utilizzo uno spazio urbano in stato di abbandono.

Si trattava di una occupazione realizzata sia per esigenze abitative che per mettere a disposizione del quartiere questi spazi con finalità culturali e formative. “Volumi” sottratti alla speculazione e/o al degrado, che questi giovani gestivano come una vera e propria “Commons” ovvero una cellula di un mondo altro , di un nuovo modo di voler vivere e autodeterminare la propria vita. La parola d’ordine, come a Mondeggi, è “autogestione” e le finalità e gli obbiettivi sono ben diversi da quelli resi obbligatori dal sistema dominante .

Di fronte a tale azione Mondeggi non rimane indifferente: si continuano le discussioni e le assemblee e si partecipa attivamente alla mobilitazione in solidarietà dei 12 ragazzi di Via Toselli processati per direttissima il giorno sabato 6 agosto.

Come se non bastasse, il giorno 16 agosto, una folta squadra di operai della ex provincia scortati da guardie forestali, polizia provinciale e alcuni funzionari dell’assessorato al patrimonio della città metropolitana, intervengono in una casa del comprensorio di Mondeggi denominata Pullicciano, murando con cemento e mattoni gli accessi ad una parte della suddetta casa sia al piano terra che al primo. Gli operai, diretti dalle forze dell’ordine sollecitate dagli amministratori che si credono legittimi proprietari del bene, completano l’opera smantellando una scala esterna in ferro che portava direttamente al piano primo.

Il Comitato Mondeggi Bene Comune Fattoria senza padroni aveva iniziato da un paio di mesi dei lavori di ripristino e custodia intorno e dentro il fabbricato di Pullicciano, con l’intenzione di allargare il presidio contadino che da oltre due anni sta prendendosi cura dell’area e che – come abbiamo detto più volte in tutte le sedi possibili e immaginabili – ha come scopo impedire il degrado e la privatizzazione dell’area affinché possa definitivamente rimanere in usufrutto come bene comune alla cittadinanza. A casa Pulliciano sono stati eseguiti, con mezzi e lavoro del comitato, lavori di pulizia dell’area circostante, si è intervenuto sul tetto riparandolo in più punti e internamente con lavori di imbiancatura e pulizia.

Di fronte agli eventi raccontati, ribadiamo ancora una volta quanto segue:
Contrariamente a come viene definita la nostra azione dai tanti detrattori, non stiamo effettuando una “occupazione illecita di bene pubblico”. I nostri non sono “fini privati” mirati a risolvere la “nostra” situazione abitativa e lavorativa che, anche se pur lecitamente rivendicate in altre sedi e con altre modalità, non sono l’oggetto dell’azione di questo comitato.

La nostra azione, come manifestato in più occasioni anche pubbliche, si pone in aperto contrasto con la “proprietà” che continua ad arrogarsi il diritto di gestire “privatamente” il bene in oggetto e a non ascoltare la voce di una grossa porzione della cittadinanza che vuole per Mondeggi una soluzione diversa.

In nome di una situazione debitoria non ben identificata (principalmente verso le banche) si persegue unicamente la miope strategia dell’alienazione del patrimonio immobiliare pubblico. Intanto si fa quadrare il bilancio mettendo all’ attivo il piano delle alienazioni deliberato e così in questo modo si coprono da subito magagne che altrimenti risulterebbero di difficile giustificazione, poi….si vedrà.

La strategia è dunque quella di ottenere un minimo sollievo finanziario privando per sempre la collettività di una così grande e importante porzione di territorio: non si pensa che privatizzare un terreno agricolo implica la rinuncia alla sovranità alimentare della popolazione locale, perdere per sempre la possibilità di utilizzare quella terra per il bene della collettività anziché per il profitto di qualcuno.

*Mondeggi  Bene Comune Fattoria Senza Padroni

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