Il futuro di Mondeggi tra ritardi e silenzi delle istituzioni

  • Tempo di lettura:3minuti
image_pdfimage_print
Se talvolta il tempo scorre indolente e statico, quasi stanco di apportare modifiche all’ordine delle cose, altre volte imprime accelerazioni vertiginose, e fare fronte a tali cambi di ritmo diventa un’impresa. Per tutto il periodo autunnale, in svariati modi la realtà di Mondeggi Bene Comune ha posto l’accento sul silenzio istituzionale che era seguito alle dichiarazioni estive del Sindaco Nardella, secondo le quali la tenuta sarebbe stata completamente recuperata e ristrutturata coi soldi del PNRR. Solo all’inizio di quest’anno qualcosa si è definitivamente messo in moto: la Città Metropolitana ha infatti incaricato due squadre di tecnici, appartenenti alle Facoltà di Architettura ed Economia dell’Università di Firenze, di redigere un progetto di fattibilità tecnico-economica da inoltrare entro il prossimo 16 marzo al ministero competente. Tale progetto sarebbe finanziabile per un importo che ammonta a 50 milioni di euro. Successivamente, in caso di esito positivo, avrebbe luogo la progettazione nel dettaglio. Il mandato di interazione che il team di tecnici ha ricevuto da Nardella rappresenta il primo interesse concreto a fronte di otto anni di silenzio.
 
Abbiamo quindi deciso di condividere le idee della nostra comunità allargata, legittimati dal sostegno di un territorio del quale MBC si ritiene parte integrante. Agricoltura agroecologica, sostenibilità energetica, inclusione sociale, cura della persona, libera trasmissione dei saperi sono solo alcuni degli ambiti sui quali abbiamo lavorato concretamente in questi anni; il tutto racchiuso dal guscio poroso di “bene comune”, ovvero una forma innovativa di autogoverno partecipato e orizzontale della proprietà pubblica. In questa corsa contro il tempo che ci sta obbligando a frequenze assembleari da capogiro, entusiasmo e timori annaspano scavalcandosi a vicenda. Se da un lato la privatizzazione del bene sembra definitivamente scongiurata, dall’altro, nonostante gli incontri con i progettisti, non esistono ancora garanzie formali circa il futuro che riguarda la nostra comunità.
Il grande assente è la Città Metropolitana; dovrà essere quest’ultima infatti a chiarire gli aspetti che, nel turbinio delle scadenze, rimangono tuttora oscuri: gestione complessiva del bene, utilizzo delle risorse, modalità di accesso e molto altro ancora. Ad oggi la nostra priorità politica è la salvaguardia e la valorizzazione della proposta che a Mondeggi ha visto coesistere ambito agricolo e sociale, soprattutto nei suoi contenuti innovativi e pionieristici.
A prescindere dagli scenari che si prospetteranno, ci sentiamo in dovere di esplicitare la nostra posizione: la Dichiarazione di Uso Civico rappresenta ancora il nostro punto di riferimento, nonché una strada praticabile – adesso come in passato – per eliminare la foglia di fico dell'”illegalità” dal corpo nudo dell’istituzione metropolitana. Lo ribadiamo soprattutto nei confronti di chi si sente parte di questa lotta e mai ha fatto mancare il proprio contributo, che abiti sul territorio o dall’altra parte del mondo.
Di fatto, oggi Mondeggi è un bene comune e auspichiamo che tale rimanga; e non perché coloro che l’hanno sottratto al degrado e custodito per otto anni ne rivendicano la priorità di gestione su base di merito, bensì perché già adesso il processo inclusivo che si è dato è stato l’espressione di un intero territorio, non solo ripolese ma trasversalmente metropolitano. L’unica garanzia che abbiamo è la forza della rete sociale alla quale apparteniamo: quello che riusciremo a ottenere sarà pari all’energia che riusciremo a catalizzare, ovviamente dal basso verso l’alto; e per questo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutt*.

Also published on Medium.

The following two tabs change content below.

Mondeggi Bene Comune

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Captcha *