I paraplegici al Comune di Firenze: “Basta propaganda, non si può morire per una buca”

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L’Associazione Toscana Paraplegici scrive al presidente della Consulta comunale degli invalidi e handicappati, Michele Cirincione, dopo l’assurda morte di Niccolò Bizzarri, deceduto dopo una caduta in una delle 47 buche “tollerate” da anni dalla giunta comunale in piazza Brunelleschi a Firenze.

È la Prof.ssa Manuela Cappellini, in qualità di presidente dell’ATP a prendere carta e penna per rappresentare, anche a nome delle persone disabili di cui si fa portavoce, tutto il disappunto per la morte di Niccolò. 

Scrive a Cirincione e a tutti i componenti della Consulta “Le ribadisco la necessità sempre più impellente di avviare un percorso condiviso e fattuale (non propagandistico), tra il Comune ed i rappresentanti delle associazioni disabili con problemi motori, anche non facenti parte della consulta. Nella speranza che non sia necessaria la morte di altri soggetti disabili per far comprendere all’Ente la necessità di intensificare gli interventi di manutenzione e abbattimento delle barriere architettoniche presenti in diverse zone del nostro Comune, senza la volontà di fare una sterile polemica, le ricordo che la nostra associazione è uscita dalla Consulta appunto per la scarsa attenzione, o comunque non risolutiva, da parte del Comune verso i problemi di mobilità, accessibilità e sicurezza, dei cittadini disabili e non, rappresentati dalla Consulta e dalla stessa A.T.P. nel corso degli anni”.

Cappellini chiede a Cirincione e a tutte le associazioni della Consulta “il pieno appoggio nella richiesta di un profondo cambiamento di rotta nell’affrontare l’argomento”. Chiede inoltre “che venga adottato dall’Ente pubblico un codice di premialità e punizione per chi esegue interventi sui punti citati. Siamo stufi di segnalare lavori fatti male, non eseguiti, rinviati e molte volte rifatti, perché non si sono volute ascoltare le nostre istanze, in nome di una presunta superiorità tecnica del personale”.

“I disabili non mettono mai in dubbio le capacità tecniche del personale del Comune o degli addetti, pubblici e/o privati. Chiedono solo che tali competenze vengano messe a disposizione per risolvere, con la nostra collaborazione, i problemi”, conclude la lettera Manuela Cappellini. Troverà una risposta utile ad evitare altre tragedie?

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Redazione

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