Perché collocare una base militare in un Parco naturale?

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Dopo 43 anni il Parco Naturale regionale di Migliarino, S. Rossore e Massaciuccoli è ancora sotto assedio?
La domanda sorge spontanea: perché collocare una base militare in un Parco naturale?

Con decreto del 14 gennaio 2022, pubblicato in Gazzetta il 23 marzo, il governo Draghi ha autorizzato “la realizzazione della sede del Gruppo intervento speciale del gruppo di Reggimento Tuscania e del Reparto Cinofili” nell’area della tenuta di Coltano all’interno del Parco Naturale regionale di Migliarino, S. Rossore e Massaciuccoli.

Il piano prevede una cittadella militare nell’ex centro radar di Coltano, passando da 54mila a 729 mila metri quadrati di nuove costruzioni. Un maxi intervento che prevede la costruzione di caserme, uffici, magazzini, piste di decollo, ma anche palestre, parcheggi e villette a schiera, destinate a ospitare più di mille persone. Un “opera destinata alla difesa nazionale” e pertanto sottoposta a “procedura semplificata”.

Non è un caso la vicinanza con la base di Camp Darby, base militare statunitense a San Piero a Grado, tra Livorno e Pisa posta al confine con la tenuta di Coltano e recentemente oggetto di un progetto da 40 milioni di euro nell’area ricreativa di Camp Darby, restituita ufficialmente dagli Usa all’Italia, e destinata a nuova sede del Comfose, il Comando delle Forze Speciali del Esercito, fino a poco tempo fa ospitato in una caserma di Pisa.

Sottolineando la gravità politica di tale iniziativa lascio ad altri il compito di analizzare il progetto nel suo complesso ed anche le eventuali misure di compensazione a livello naturalistico che, per la presenza del Parco, potrebbero essere messe in campo per realizzare l’opera.

Segnalo soltanto che il problema è stato sollevato sin da subito con un articolo uscito sul Fatto Quotidiano dall’ex presidente del Parco per poi allargarsi alle associazioni ambientaliste, ai Sindaci dei comuni interessati, alla Regione Toscana, fino alla petizione online per la raccolta firme e con prese di posizione dei vari partiti politici; è di pochi giorni fa la notizia della possibile sospensione su proposta del M5S al governo.

Quello che invece mi interessava approfondire e porre alla conoscenza è: cosa è il Parco Naturale regionale di Migliarino, S. Rossore e Massaciuccoli?

Il Parco si estende da Viareggio verso sud lungo la costa per circa 30 Km, nelle Province di Lucca e di Pisa, e occupa attualmente una superficie di circa 23.000 ettari. L’organizzazione del territorio a partire dal 1500 è stato caratterizzato da tenute e fattorie storiche, fra cui Coltano, con la presenza di una Villa medicea. La presenza del mare, dei fiumi Arno e Serchio, del lago di Massaciuccoli, di estese aree basse allagate per gran parte dell’anno costituiscono l’aspetto caratterizzante di questo territorio, oltre alle pinete di origine settecentesca che formano la tipologia arborea più comune.

Rappresenta quindi un’area di grande biodiversità, contraddistinta dalla presenza di valori ambientali, storici e artistici di grande pregio e di particolare rilievo paesaggistico. Sono presenti Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C.), la cui funzione è quella di conservare e ripristinare la biodiversità presente, fra cui il sito Selva Pisana, limitrofo al progetto. L’Unesco ha recentemente istituito all’interno del Parco, e non solo, una Riserva della Biosfera, denominata anch’essa “Selva Pisana”, con la finalità di promuovere e mantenere una relazione equilibrata fra l’umanità e la biosfera.

Molte sono anche le presenze incongrue: dalla base militare di Camp Darby degli anni ’50, agli impianti di golf, al poligono di tiro. Molte le minacce superate ed affrontate: dall’ampliamento dell’ippodromo, alla costruzione di nuove strade, allo stoccaggio di scorie radioattive, al porto turistico di Marina di Pisa.

Il Parco regionale fu istituito nel 1979 principalmente per salvaguardare il lago di Massaciuccoli dall’escavazione della sabbia, dalle criticità presenti nella zona intorno alla foce dell’Arno, ma soprattutto nacque a seguito di una forte pressione dell’opinione pubblica per contrastare principalmente la lottizzazione all’interno del bosco di Migliarino in località La Bufalina, nel Comune di Viareggio, con una previsione di tre milioni e mezzo di metri cubi di edificazione.

L’ambientalista Antonio Cederna paragonò quella colata di cemento a una città grande come Pavia, inserita all’interno della macchia fra Migliarino e Viareggio: si parlava infatti di passare da ottomila a ottantamila abitanti e il Consiglio superiore dei lavori pubblici espresse parere contrario alla lottizzazione.

L’istituzione del Parco fu il risultato di un lungo processo, che coinvolse forze politiche, soggetti istituzionali, quali la Presidenza della Repubblica, le associazioni ambientaliste e i comuni cittadini organizzati in Comitati.

C’è un bel libro delle Edizioni ETS che si intitola I cittadini del parco. La storia corale della lotta per il Parco Naturale di Migliarino, S. Rossore, Massaciuccoli che narra le vicende che portarono alla costituzione del parco per contrastare l’enorme speculazione edilizia che stava per abbattersi sulla tenuta Salviati di Migliarino e di un “gruppo di giovani ambientalisti” che la portò alla conoscenza nazionale fermando tale speculazione.

Era il 1979 e nasceva il Parco.

Un parco si può definire “sotto assedio” perché viene “aggredito ed inglobato in un’area fortemente antropizzata che preme per sottrargli spazi, per crescere nelle attività, per cercare nuove opportunità economiche”; l'”assedio” è così definito da Ielardi nel suo libro Viaggio nella Toscana dei parchi.

Questa è una zona che da sempre è stata, ed è tuttora, assediata da progetti che tendono a minacciare dall’interno la sostenibilità ambientali degli ecosistemi.

Il Parco dal punto di vista naturalistico e paesaggistico è però tutelato da numerosi leggi e norme:
-Il piano per il Parco che persegue e tutela i valori naturali e ambientali attraverso vincoli, indirizzi, norme;
-Il Piano paesaggistico regionale PIT attraverso vincoli, prescrizioni e direttive;
-I piani di gestione dei siti di interesse comunitario e la Valutazione di Incidenza (VIncA), che dispone misure preventive e procedure progressive per contrastare i possibili effetti negativi, determinati da piani e progetti non direttamente connessi o necessari alla gestione di un Sito Natura 2000, definendo anche possibili misure di compensazione.

Allora ritornando alla domanda iniziale:
Dopo 43 anni il Parco Naturale regionale di Migliarino, S. Rossore e Massaciuccoli è ancora sotto assedio?
La tutela del paesaggio e la conservazione della biodiversità con le loro leggi e norme di tutela che dovrebbero favorire uno sviluppo sostenibile sono sufficienti?

La modifica dell’articolo 9 della Legge Costituzionale, introdotta nel 2022, aggiunge alla tutela del patrimonio paesaggistico e del patrimonio storico e artistico i principi fondamentali della “tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.

A cosa sono serviti tutti questi anni per costruire uno sviluppo sostenibile del territorio se con progetti di questa portata, calati dall’alto, approvati con procedure semplificate imposte dal Governo, si cancella tutto?

Si deve ripartire da una partecipazione attiva e da una nuova sensibilità dei cittadini.

E’ notizia del 28 aprile la costituzione di un Comitato Permanente per la difesa di COLTANO (Parco Regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli) che raccoglie un gruppo nutrito di residenti a Coltano e di persone e associazioni interessate alla salvaguardia di un’area preziosa dal punto di vista ambientalistico e indispensabile dal punto di vista produttivo.

*Nota della redazione:

A seguito delle numerose proteste da parte di attivisti del mondo pacifista e ambientalista e di alcuni politici locali, il ministero della Difesa ha deciso che sarà costruita fuori dal parco naturale di San Rossore.
La rinuncia non era scontata. Restano comunque in piedi tutte le critiche alla costruzione di una nuova base militare sul territorio italiano, indipendentemente dal Parco che, comunque, sembra salvaguardato.

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Antonella Bonini

Nata e vissuta a Firenze, laureata in Architettura. Ho lavorato per un decennio negli studi professionali e successivamente per 26 anni in Regione Toscana occupandomi di Aree Protette, Parchi e Biodiversità. Attualmente in pensione.

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