A Prato continua lo sciopero delle grucce e le provocazioni ai lavoratori

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Nella giornata del 19 Maggio il secondo tavolo di trattativa con la Ruentex/Gruccia Creation è finito in un nulla di fatto. Dopo che la Digi e la Meta hanno firmato l’accordo all’inizio di questa settimana, la Ruentex non vuole accettare di far lavorare i suoi operai 8×5. Lo sciopero continua con il presidio in Via della Gora Bandita e in Via dello Sprone.

Sciopero delle grucceNella giornata dello Sciopero Generale, il 20 maggio, indetto dai sindacati di base, il Sicobas con i lavoratori del distretto tessile si sono mossi con un secondo picchetto davanti alla Gruccia Creation in Via dello Sprone. La Gruccia Creation è stata sospesa per mesi dall’Arpat per problemi legati alle emissioni. Dal 18 Maggio è tornata in attività quindi lo sciopero delle grucce si è allargato con un picchetto anche davanti alla seconda fabbrica. Via dello Sprone nel 2019 è già stata teatro di una aggressione da parte di squadraccia dell’ azienda contro i lavoratori allora in sciopero. Dopo due anni i lavoratori tornano davanti a quei cancelli, perché dove si continua ad utilizzare lavoro nero e il sistema delle 12 ore al giorno 7 giorni, prima o poi i lavoratori torneranno a scioperare.

Ma metodi intimidatori e le aggressioni non sono certo finite nel 2019. Ad ottobre dello scorso anno davanti alla Dreamland (azienda della stessa proprietà) una squadra di picchiatori ha assalito gli operai in picchetto. Una abitudine che ritorna anche in questa vertenza. Già Domenica sera un lavoratore era stato seguito tornando a casa e accerchiato da sette persone e solo grazie alla sua prontezza il peggio è stato scampato. Ieri notte dalle 22 si sono susseguite minacce e provocazioni di fronte alla Ruentex. Minacce con un estintore, urla e spintoni, culminati col la distruzione di bandiere e striscioni con lo slogan 8×5. I padroni dell’azienda sono arrivati ad utilizzare i loro bambini, fatti scende appositamente e aizzati a taglaire le bandiere del Sicobas.n
Da giorni si susseguono ronde e provocazioni intorno al presidio sindacale, l’azienda in tutto modi cerca di trovare una soluzione alternativa per la fine della vertenza, che non preveda il lavoro 8×5 giorni cercando di spaventarci. Ma lo sciopero continua e si allarga alle altre ditte della stessa proprietà.


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