A Livorno un referendum cittadino per riqualificare l’attuale Ospedale e difendere il Parco Pertini

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Premessa

La lobby ospedaliera toscana, nonostante l’attuale mala gestione della sanità regionale, è sempre più decisa a depotenziare l’attuale ospedale di Livorno per giustificare poi la necessità della costruzione di una nuova struttura, di cui la città non sente proprio il bisogno.

In questo senso i cittadini si stanno organizzando sia per impedirne la realizzazione che per promuovere il potenziamento e la qualificazione di quello esistente, all’interno di un piano di area vasta di promozione della sanità territoriale cui l’ASL Toscana Nord Ovest non sembra voler dedicare alcuna attenzione.

Dallo studio di fattibilità apprendiamo che in nome dell’efficienza, forse economica ma non di certo sanitaria, il numero dei posti letto è minore di quello dell’attuale ospedale, mentre la tipologia prevista è quella del monoblocco, ossia un’unica costruzione che dovrà contenere i vari reparti e servizi, concentrati in un unico immobile.

Questa è una tipologia molto rischiosa, perché come abbiamo potuto verificare durante la recente pandemia da Covid 19, proprio le strutture concentrate si sono mostrate dei veri e propri focolai infettivi, mentre meglio hanno resistito le strutture distribuite in padiglioni che garantiscono una maggiore flessibilità di uso delle stesse, un efficace grado di isolamento di eventuali pazienti infetti.

Apprendiamo anche che il costo di costruzione della nuova struttura ospedaliera si aggirerebbe intorno ai 245 milioni di euro, cifra non di secondo piano a fronte, per esempio, dell’ammontare del deficit della sanità regionale stimato in 206 milioni di euro, mentre per il 2022 la Regione prevede un taglio della spesa sanitaria di circa 300 milioni di euro, molto pesante perché arriva dopo uno simile dell’anno precedente in cui le aziende sono già intervenute su alcune voci di spesa e su cui sarà problematico intervenire nuovamente. Come al solito i tagli si concentrano sulla spesa del personale, sono sempre più numerosi e incisivi, come in questi giorni da più parti è denunciato, peggiorando la qualità dei servizi erogati.

Insomma, lo stato dell’arte, anzi della sanità toscana, non è dei migliori, ma ecco che con un tocco di bacchetta magica la lobby ospedaliera sventola sotto i nostri nasi ben 245 milioni di euro per la costruzione del nuovo ospedale! Il considerevole esborso previsto fa sorgere numerosi dubbi sulla destinazione di questi fondi che, all’interno di una programmazione sanitaria territoriale, avrebbero potuto trovare impieghi diversificati e ben più efficaci. L’ASL preferisce concentrarli in questa nuova struttura monoblocco, che tra l’altro andrà ad occupare la parte più frequentata del Parco Pertini, rinunciando sia alla riqualificazione dell’ospedale attuale che alla definizione delle destinazioni d’uso dei padiglioni che potrebbero essere dismessi. Cosa vogliono farne? Certo hanno una forte attrattività immobiliare e forse non è da escluderne l’uso in questo senso.

Il COORDINAMENTO per la tutela del parco Pertini
Già dodici anni fa la Regione Toscana, il Comune di Livorno e la locale ASL hanno cercato di abbandonare e dismettere l’attuale ospedale e trasferire le attività ai piedi della collina di Montenero. Un referendum promosso dai cittadini aveva sventato questa operazione.
Ora ci risiamo! Due anni fa il nuovo tentativo per costruirlo all’interno del parco pubblico Pertini/Parterre, occupandone la parte più frequentata. Nel frattempo il nostro ospedale è stato abbandonato al declino, non facendo la necessaria manutenzione, non aggiornando adeguatamente le dotazioni, impoverendo strutturalmente e funzionalmente questo complesso storico, patrimonio della città.

C’è un esodo di competenze, si allungano le attese, aumentano i casi di disagio sanitario. Il nuovo progetto prevede un ospedale più piccolo, concentrato in un unico edificio, collocato nell’area di un parco attrezzato, ad alto valore ambientale e paesaggistico, quindi per definizione un “ecomostro”, in mezzo alla città. Al di là dei proclami, nessuna prospettiva reale per l’ospedale che abbiamo oggi, solo demolizioni, anche dei blocchi ospedalieri più recenti e un destino incerto di possibile utilizzo di ciò che rimane. Nessun progetto serio e verificabile di politica sanitaria adeguata alle reali esigenze, nessuna speranza di avere la disponibilità di un parco accogliente per le giovani e future generazioni.

Il COORDINAMENTO per la tutela del parco Pertini e dell’Ospedale da due anni chiede che:

  • Il parco Sandro Pertini sia mantenuto e conservato integralmente nella sua sede attuale.
  • Il nuovo ospedale si sviluppi all’interno dell’attuale perimetro senza ulteriore consumo di suolo.
  • Il nuovo ospedale soddisfi pienamente i bisogni sanitari di Livorno e della sua provincia perché i cittadini non debbano diventare pendolari della salute presso altre città toscane.
  • Per fare questo le costruzioni esistenti siano valorizzate, anziché demolite, e le nuove strutture integrate ad esse funzionalmente.
  • I fabbricati ex Pirelli siano ristrutturati e destinati a servizi esterni del nuovo plesso ospedaliero e ad attività sociali e culturali del parco.

Il rifiuto delle amministrazioni di confrontarsi davvero con ipotesi diverse, di accogliere le nostre richieste di coinvolgimento reale della cittadinanza in progetti che segnano il volto della città e la vita di chi la abita, ci ha spinto a costituire un Comitato referendario, unica via per fare chiarezza sulle scelte fatte e sulle loro infauste conseguenze.

Il COMITATO REFERENDARIO
A questo scopo nei giorni scorsi si è costituito quindi un COMITATO REFERENDARIO per la difesa del Parco Pertini e dell’Ospedale Storico, riunendo varie associazioni volontarie di cittadine e cittadini.
Si pone l’obbiettivo di mettere in discussione, modificare od ostacolare le scelte della Amministrazione Comunale considerate dannose per l’intera popolazione cittadina e provinciale, richiedendo un referendum che da un lato impedisca all’amministrazione comunale di vendere all’ASL l’area del Parco Pertini su cui dovrebbe sorgere il nuovo ospedale (Referendum abrogativo) e, dall’altro, confermi le attuali destinazioni urbanistiche dell’area, cioè a verde pubblico e sanitaria (Referendum propositivo).
Tutti gli aderenti desiderano e si impegnano per avere un Nuovo Ospedale più grande e con una maggiore dotazione di servizi, di  strumentazioni e di personale. Questo è possibile senza rinunciare all’esistente, senza demolire risorse e aree di verde pubblico, nella difesa di beni comuni.
Dal confronto con altri gruppi di cittadini e di componenti politiche è emersa la sostanziale unitarietà dell’obbiettivo primario, quello cioè della necessità di interrompere l’iter avviato dalla amministrazione comunale e di riaprire il dialogo con la città per arrivare ad una soluzione meditata e condivisa sulla futura nuova struttura ospedaliera.
L’obiettivo è di raccogliere, in 90 giorni, un numero di firme, da 4.000 a 9.000, tale da abbattere o annullare il quorum necessario per confermare l’esito referendario.
info:  coordparterreospedale@pec.it  –  dlbertelli67@pec.it

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Leonardo Bertelli

Architetto e redattore del blog Osservatorio Trasformazioni Urbane di Livorno.

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