I sogni si spiegano da soli

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Disimparare ciò che si è imparato all’interno di un sistema di competizione è violenza istituzionalizzata; disimparare la cosiddetta ’lingua padre’ – quella del potere, maschile ‘che non è la lingua nativa di nessuno’ – e sostituirla con la ‘lingua madre’ – quella delle donne, ‘la lingua altra, quella inferiore’, che ispira valori di non violenza, e solidarietà […] ‘Forse abbiamo avuto fin troppe parole del potere e discorsi sulla vita come battaglia. Forse quello che ci manca sono le parole della debolezza […] I termini “olocausto” e “genocidio” oggi vanno di moda, ma non vengono applicati molto spesso alla Storia americana’. Questi alcuni dei tanti temi del libro I sogni si spiegano da soli, una raccolta di saggi dal 1972 al 2014 di Ursula Le Guin, che parlano di immaginazione, utopia, femminismo, curata da Veronica Raimo.

Ursula Le Guin ( 1929-2018) è scrittrice di grande successo internazionale, non solo di fantascienza. ‘ Il posto dove sono nata e cresciuta, e che ho amato più di ogni altro –

il mio mondo, la mia California – deve ancora essere creato.’ Una figura poliedrica di intellettuale, femminista, anarco-pacifista, ambientalista, che scardina in particolare le narrazioni della storia piena di stupri ed uccisioni dell’Eroe, la storia assassina. ‘Il problema è che siamo diventati tutti parte della storia assassina, e quindi la sua fine potrebbe coincidere con la nostra. E’ per questo che cerco con una certa urgenza la natura, l’argomento, le parole dell’altra storia, quella taciuta, la storia della vita […] Sono una sostenitrice di quella che Fisher chiama la Teoria del sacchetto della spesa, per l’evoluzione umana […] Perciò quando mi sono messa a scrivere romanzi di fantascienza, mi sono portata dietro questo grosso sacco stracolmo e pesante, il mio sacchetto della spesa pieno di fifoni, imbranati, granellini di cose più piccole di un seme di senape, pezzetti di stoffa ….Un sacco pieno di inizi senza fini, di iniziazioni, di perdite…e molti più trucchi che conflitti, molti meno trionfi che trappole e delusioni. Un sacco pieno di navicelle spaziali che restano incagliate, missioni che falliscono, di persone che non capiscono’, un sacco pieno di tè rushwash. ‘Ci sono parole come il tè rushwash, per le quali non ho alcuna spiegazione. C’è questa gente che beve il tè rushwash, perché si chiama così, come dire lapsang souchong o Lipton. Rushwash è una parola hardica ovviamente.[…] Cosa c’è dentro un nome? Di tutto, ecco cosa’.

Siamo noi gli alieni

Esperimenti di pensiero, narrazioni frammentarie, che rendono possibile rompere gli schemi ordinari con cui guardiamo il mondo, interrompendo la coazione a ripetersi, e aprono a nuovi scenari e a possibili spazi di cambiamento, orgogliosamente caotiche, ad andamento circolare, procedono per vie laterali senza mai sfociare in guerre. I personaggi sono soprattutto: ‘ le persone sul lato yin del capitalismo: casalinghe, cameriere, bibliotecarie, custodi di piccoli motel squallidi. Gente che vive nelle riserve, si potrebbe dire, nel mondo devastato che i conquistadores si lasciano alle spalle’. E’ una narrativa che amplia lo spazio dell’immaginazione, ‘senza suggerire niente di definito’, senza fare previsioni, che ‘sono compito di profeti, chiaroveggenti e futurologi’, e che ci fa sentire diversi da come eravamo prima di leggerla. Le Guin ci accompagna attraverso le terre del coyote, per fresche strade mai attraversate prima, alla ricerca di una nuova utopia, ‘perché non si può andare avanti senza speranza. […] Per poter credere all’utopia, diceva Bob Elliot….Bisogna avere un tipo di fede che la nostra Storia ha reso quasi inaccessibile’.

Usà puyew usu wapiw

“Cammino all’indietro e guardo avanti, come fa il porcospino”, è la formula di apertura di un racconto cree, che descrive il pensiero di un porcospino quando si ritira in una cavità fra le rocce. ’Non credo che giungeremo nuovamente all’utopia continuando ad avanzare, ma soltanto per strade traverse, laterali […] L’utopia è stata euclidea, è stata europea, ed è stata mascolina […] Sembra che l’immaginazione utopica sia intrappolata, come il capitalismo, l’industrializzazione e la popolazione umana, in un futuro a senso unico che consiste in pura crescita. Vorrei soltanto trovare un modo per mettere un maiale sulle rotaie di questo treno […] Non-europea, non- euclidea, non-mascolina, sono tutte definizioni al negativo….l’ultima definizione è insoddisfacente perché potrebbe lasciar credere che l’utopia a cui sto cercando di avvicinarmi possa essere immaginata solo dalle donne-cosa possibile-oppure abitata solo dalle donne: cosa intollerabile. Forse è yin la parola che sto cercando.[…] Cercare l’interiorità, cercare la yinteriorità. Come sarebbe un’utopia yin? Sarebbe buia, bagnata, debole, cedevole, passiva, partecipativa, circolare, ciclica, pacifica, nutriente, ritraente, ripiegante e fredda’.

L’utopia fin qui è stata yang

‘In un modo o nell’altro, da Platone in avanti, l’utopia è stata il grande viaggio yang in motocicletta. Luminoso, secco, chiaro forte, deciso, attivo, aggressivo, diretto, progressivo, creativo, espansivo, inarrestabile e caldo. Adesso la nostra civiltà è così intensamente yang che qualsiasi idea di ripararne le ingiustizie o eluderne l’autodistruttività implica un rovesciamento […] “la fabbricazione del progresso”, come la chiama Lèvi-Strauss-è il principale veicolo dello yang, o “stato di calore” della nostra società’ […] Una sorta di treno elettrico yang superveloce, nei cui vagoni letto e vagoni ristoranti yin la vita sia serena, tanto che persino la rosa sul tavolo non si metterà a tremare…un vecchio tema fantascientifico: un mondo in cui i robot lavorano mentre gli esseri umani se ne stanno seduti a giochicchiare’. […] Un luogo creato dal Coyote dopo aver chiacchierato col suo sterco.

Ci vuole una rinfrescata radicale

C’è la necessità di ampliare il concetto di realtà, di diventare ‘realisti di una realtà più grande’. Ma cos’è questa realtà più grande ? In uno dei venti saggi che compongono questo libro intitolato ‘Una visione non–euclidea della California come luogo freddo’, si cita Chuang-tzu per postulare che una conoscenza suprema, ovvero la massima ambizione umana, possa essere raggiunta solo da “chi sa fermarsi al punto in cui ogni ulteriore conoscenza è impossibile […] Se uno non accetta questo limite naturale, il corso del cielo lo terrà in scacco”.

Qui il discorso si ferma, inciampa, Le Guin in cerca del suo limite naturale non sa più come andare avanti e chiede all’I Ching, di descrivere un’utopia yin. Si affida agli esagrammi che vengono fuori tirando le monete, che le indicheranno la strada: ‘Se l’utopia è un luogo che non esiste, allora sicuramente (come direbbe Lao Tzu) ci si arriva con un cammino che non è un cammino. E similmente, la natura dell’utopia che sto tentando di descrivere implica che, se mai arriverà, allora deve già esistere […] appartiene al qui ed ora.[…] Un tipico impaccio da coyote. Ci siamo messi veramente nei casini e dobbiamo tirarcene fuori, ma dobbiamo essere sicuri di approdare dall’altra parte; e che quando ci riusciremo, non saremo più gli stessi. Non ho idea di chi saremo una volta arrivati dall’altra parte, né come sarà, ma credo che ci troveremo già della gente. Persone che ci hanno sempre vissuto. Una casa. Canzoni. Una della canzoni si chiama “Dancing at the Edge of the World”, danzare sull’orlo del mondo.

Trickster

Il trickster, letteralmente “imbroglione, truffatore”, è una figura presente nel folklore di molte culture. Spesso raffigurato come animale antropomorfo, è dotato di grande astuzia ed è caratterizzato dalla tendenza a ingannare gli altri o a sovvertire l’ordine costituito. [n.d.t]

Chuang-tzu,’ il primo grande trickster della filosofia, che faceva una pernacchia all’Imperatore Giallo, il leggendario modello di controllo razionale. Anche all’epoca di Chuang-tzu le cose erano calde, e quindi proponeva una rinfrescata radicale’

Il coyote è una figura mitologica comune a molte popolazioni native del Nord America. Ha una natura antropomorfica e tratti caratteriali tipici del trickster. [n.d.t]

‘ Viviamo nel capitalismo. Sembra che non si possa sfuggire dal suo potere. Ma lo stesso valeva per il diritto divino dei re. Gli esseri umani possono opporre resistenza a qualsiasi potere umano e cambiarlo.’

‘Dissolversi nella fonte è ritrovare la pace.

Ritrovare la pace è riacquistare la propria vera natura’

Lao Tzu

Ursula K. Le Guin, I sogni si spiegano da soli, BIGSUR, 2022, pp.243, euro 18

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Gian Luca Garetti

Gian Luca Garetti, è nato a Firenze, medico di medicina generale e psicoterapeuta, vive a Strada in Chianti. Si è occupato di salute mentale a livello istituzionale, ora promuove corsi di educazione interiore ispirati alla meditazione. Si occupa attivamente di ambiente, è vicepresidente nazionale di Medicina Democratica e membro di ISDE (International Society of Doctors for the Environment).

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