La carovana dei mutualismi arriva in fabbrica. Seconda tappa al presidio ex-GKN

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La parola d’ordine è ancora convergenza. E dallo scempio industriale nasce la proposta di un mondo nuovo

“Noi non abbiamo paura, perché non siamo soli. Quelli che sono scappati il 9 luglio avevano paura. Loro sì che erano soli”. Inizia così la seconda tappa della carovana dei mutualismi, che lo scorso 9 luglio ha fatto tappa a Campi Bisenzio, al presidio ex-GKN, nell’ambito della due giorni organizzata in occasione del secondo anniversario dell’inizio dell’assemblea permanente. Ad aprire l’assemblea sono i padroni di casa, la società operaia di mutuo soccorso SOMS Insorgiamo, uno degli esperimenti più avanzati di mutualismo oggi, proprio perché coniuga l’assistenza ai propri soci con progetti di riconversione ecologica e recupero in autogestione della fabbrica metalmeccanica, ponendo le basi per un’idea alternativa di produzione e di società: “All’inizio ringraziavamo chi veniva ad aiutarci e ci veniva risposto ‘grazie a voi’. Questo ritorno per noi era difficilissimo da metabolizzare, perché pensavamo solo di ricevere e invece piano piano ci siamo accorti che qualcosa davamo al territorio. È questa l’essenza del mutualismo. A volte abbiamo avuto paura di mollare, perché non è facile stare due anni in una fabbrica che è chiusa e spiegare a casa perché ti ostini ad andare in una fabbrica che è chiusa, che ultimamente non ti pagava più nemmeno. Se non abbiamo mollato è perché l’operazione mutualistica più grossa in Italia nell’ultimo periodo ci è stata intorno, ci ha dato coraggio, ci ha dato la possibilità di andare avanti con aiuti concreti, ma anche solo con una pacca sulla spalla o un sorriso”. È grazie a questo sostegno diffuso che la lotta è potuta andare avanti, con il microcredito per risolvere le situazioni più urgenti dal punto di vista economico, ma anche con lo sportello di ascolto psicologico, il bar e la mensa con il loro valore aggregante, le iniziative culturali, i concerti. Insomma, una rete che in questi due anni ha reso possibile la tenuta della lotta, permettendo che proprio da uno scempio industriale nascesse l’idea di un nuovo modo di produrre e lavorare, con il solito chiodo fisso che scava come un tarlo fin dai primi mesi della mobilitazione nata intorno alla GKN: convergiamo!

Carovana del mutualismo

A convergere il 9 luglio scorso a Campi Bisenzio sono state realtà diverse, fabbriche recuperate e contadini, circoli Arci e autorecupero abitativo, la società di mutuo soccorso più vecchia d’Italia, quella di Pinerolo, classe 1848, ancora attiva e con tanta voglia di rinnovarsi e rispondere alle nuove esigenze, tanto che l’ultima tappa della carovana si terrà proprio lì, il 14 e 15 ottobre. Si è parlato di ambulatori popolari, orti collettivi e empori di comunità, di mutualismo finanziario con la MAG Firenze, di autogestione contadina con Genuino Clandestino, dell’occupazione di via del Leone e di come questa sia un presidio contro la gentrificazione del centro storico di Firenze, dell’autogestione operaia di Ri-maflow a Trezzano sul Naviglio, della rete Fuori Mercato e di molto altro ancora.

Partecipare a quell’assemblea è stato come guardare oltre la singola esperienza, che magari già conoscevamo, e scoprire che c’è un mondo nuovo in costruzione, che ha bisogno di mettersi in rete, scambiare conoscenze, progettare in maniera condivisa, portare avanti rivendicazioni comuni, attrarre sempre nuove energie. Sono questi gli obiettivi che la carovana si pone in questo viaggio in largo e in lungo per l’Italia, attraverso una traccia del manifesto dei mutualismi, che trovate in rete https://carovanadeimutualismi.wordpress.com/ e che sarà discusso nella giornata conclusiva a Pinerolo, gravido di tutti gli spunti raccolti in giro per lo stivale. “È necessario concepire le pratiche di mutuo aiuto, come il punto di partenza di rivendicazioni e campagne, capaci di ottenere come diritto universale ciò che oggi eroghiamo sotto forma di prestazioni mutualistiche”, si legge nella traccia del manifesto. In due parole: mutualismo conflittuale. Lo spiega bene l’intervento di apertura, quello di Brad and Roses che riporta le conclusioni della prima tappa della carovana, quella di Bari: “Ci si mette insieme per aiutarci ma anche per criticare e mettere in discussione il sistema in cui viviamo, secondo tre direttrici: mutualità, rivendicazione e autogestione. Mutualità per soddisfare bisogni immediati, rivendicazione per chiedere servizi pubblici, autogestione per costruire dal basso la soddisfazione di quei bisogni. Le istituzioni dicono che dobbiamo rispondere della sostenibilità economica di queste attività. Ma noi rivendichiamo una redditività civica! Queste attività di mutualismo non devono rispondere di entrate e uscite ma devono essere finanziate dalle istituzioni, che gli riconoscono una funzione sociale e pubblica. Noi ci riappropriamo di beni e immobili pubblici, rivendichiamo il riconoscimento delle attività di mutualismo, ma vogliamo continuare ad autogestirle dal basso, perché queste alludono ad una trasformazione sociale e mettono in discussione il sistema capitalistico e patriarcale in cui viviamo”.

 

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Valentina Baronti

Giornalista per passione, ha iniziato la sua attività nel giornalismo di base. Oggi lavora nella pubblica amministrazione e occupa il suo tempo libero raccontando storie, alla continua ricerca di nuovi punti di vista, di angolature diverse, di prospettive alternative per interpretare il mondo nel quale viviamo.

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