L’abolizione del Reddito di Cittadinanza ha generato migliaia di invisibili. Il caso di Firenze.

Parlare oggi di Reddito di cittadinanza sembra qualcosa di estremamente anacronistico.

Nella narrazione mediatica la sua eliminazione viene spesso derubricata ad un fatto inevitabile e prevedibile.

Il dibattito politico non sembra più interessarsi di certe problematiche. Il reddito di cittadinanza è scomparso e con lui anche i suoi furbetti, i suoi fannulloni e tutti coloro che fino a qualche mese fa venivano individuati come la causa dei problemi dell’economia italiana.

Anche la retorica classista che ha accompagnato l’eliminazione di tale misura sembra essere svanita. La narrazione volta a dipingere i percettori come parassiti è stata propagandata a reti unificate per anni ed è servita, come si è visto, a giustificare lo smantellamento di una misura di sostegno sociale a vantaggio di un mercato del lavoro privo di tutele e condizioni dignitose.

A questo proposito, in relazione alla concezione del sussidio che l’attuale cultura neoliberista oggi diffonde, Roberto Ciccarelli nel suo saggio “L’odio dei poveri” afferma:

“L’obiettivo è valorizzare il tempo. Il sistema installa nell’individuo l’idea che il tempo pagato con un sussidio è proprietà della società che lo assiste e lo guida verso l’emancipazione. La perdita del tempo, o peggio la violazione di una regola, è un’offesa alla società, la violazione di un patto e del rispetto che si deve a se stessi”.

Abolizione del reddito di cittadinanza

COSA DICONO I NUMERI

Secondo il report del 2022 stilato dalla Regione Toscana i beneficiari del RdC nel Comune di Firenze erano 14.536, tra questi la componente maggioritaria era quella femminile (53%).

All’interno di tale rilevazione la provincia di Firenze deteneva il primato in termini di maggior numero di beneficiari, pari al 20% su tutto il territorio regionale. Ulteriore dato rilevante che emerge dalle statistiche risiede nelle classi d’età che maggiormente hanno beneficiato del sussidio: in Toscana la fascia d’età inferiore ai 29 anni risulta essere quella che più di altre ha tratto sostegno dal RdC. Dato, quest’ultimo, che se considerato in rapporto ai numeri relativi alla precarietà economica e lavorativa che affligge le giovani generazioni risulta essere significativo.

L’Inps, nel suo Osservatorio sul Reddito di Cittadinanza, fornisce dati emblematici in materia di famiglie che hanno beneficiato di tale misura. Nel mese di settembre 2022 a Firenze vi erano 7.240 nuclei percettori di reddito o pensione di cittadinanza. Numeri, questi, che collocavano Firenze al 1° posto tra le città toscane aventi il maggior numero di famiglie percettrici di tale misura.

STORIE INVISIBILI

Per comprendere lo scenario sociale post-RdC è necessario porre qualche domanda a chi vive sulla propria pelle le contraddizioni di questo processo di smantellamento. Chi, cioè, si è ritrovato in balia di un cambiamento le cui conseguenze sono ben più drammatiche di quelle che il governo Meloni descrive.

Marta e Giulia sono due ex-percettrici del sussidio. Le loro storie rappresentano ciò che migliaia di precari e disoccupati vivono quotidianamente sulla propria pelle. Tali dinamiche, seppur diverse, sono accomunate dal medesimo filo conduttore: vivere le giornate in attesa che qualcuno risponda o che qualcuno offra un aiuto.

Marta ha 35 anni. Ha beneficiato del RdC per più di un anno, quando non riusciva a trovare lavoro e fare fronte alle spese era un’impresa impossibile.

Mi racconta che passava le sue giornate ad inviare curriculum, spesso senza ricevere alcuna risposta. Il RdC le ha permesso di andare avanti.

Quando hai iniziato a percepire il sussidio?

Durante la pandemia, nel gennaio 2022. Prima facevo la commessa in un negozio di cosmetici ai Gigli. Dopo l’ultima ondata ¾ del personale è stato lasciato a casa. Da quel momento trovare un lavoro è diventato sempre più difficile. Percepire il reddito è stata una cosa strana per me, in tutti quei mesi ho continuato a cercare lavoro, a contattare aziende e rispondere agli annunci. Ma niente.

Cosa intendi per “strano”?

Cioè, da un lato era un sollievo perché mi permetteva di pagare l’affitto e fare la spesa. Dall’altro lato non è certo un orgoglio. Ti sentivi comunque immobile. Poi ad agosto è finito tutto.

E ora cosa fai?

Ora si aspetta che mi diano notizie. Un po’ mi danno una mano i miei. Ma non è vita.

Giulia ha 38 anni, vive all’isolotto e ha una figlia. È una delle tante persone che ad agosto ha ricevuto un SMS in cui le veniva comunicata la fine del sussidio.

Ci tiene a dirmi che di burocrazia non se ne intende e che se non fosse stato per il lavoro dei vari Caf che l’hanno assistita non avrebbe mai compreso le modalità di erogazione del sussidio.

Ma questo non è l’unico problema.

“Anche la piattaforma del ministero sembra si diverta a escludermi”, dice Giulia riferendosi al portale creato per favorire la ricerca di annunci lavorativi sul territorio.

Come funziona la piattaforma del ministero? Chi posta le offerte?

Non funziona, semplicemente. Guardavo l’altro giorno che in tutta la Toscana ci sono solo 70 annunci sparsi su tutta la regione. Cercano, ad esempio, una cassiera a Lucca, una portiera a Empoli e via dicendo. A Firenze c’era solo un annuncio per un parcheggio notturno se non sbaglio.

Gli annunci vengono messi da agenzie interinali o cooperative, non c’è mai scritta la paga o il tipo di contratto. È tutta propaganda per fare credere che il problema non esista e che la situazione sia risolta.

Io ho perso la speranza. Trovare un lavoro sembra impossibile, sono iscritta da 20 anni al centro per l’impiego. Sai quante volte mi hanno chiamata? Una sola, per dirmi che c’era bisogno di aggiornare i documenti.

E per quanto riguarda i corsi di formazione? Il Governo Meloni subito dopo aver abolito il RdC ostentò fieramente il ruolo di questi corsi. Quindi mi viene da chiederti: esistono? Sono utili?

Ah guarda, per ora non si sono visti. Sapevo che ne stavano organizzando uno per fare i giardinieri ma non ho avuto altre informazioni. Poi anche lì: magari fai il corso ma non ti viene data la garanzia di trovare un lavoro.

Questo è utile però perché nel momento in cui inizia il corso percepisci anche 350 euro al mese. E ora come ora sono utili. Spero partano questi corsi, il Caf mi ha detto partiranno a breve ma non sanno dirmi altro.