Comunicato de La Polveriera dopo incontro con assessora Manetti e assessore Danti

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Mercoledì 7 gennaio 2026 si è tenuto un incontro presso i locali de La Polveriera Spazio Comune a cui hanno partecipato:

  • l’assemblea di autogestione dello spazio;
  • realtà studentesche organizzate;
  • Dario Danti (assessore del Comune di Firenze le cui competenze riguardano Università e Ricerca, Patrimonio non abitativo e manutenzione e valorizzazione, Partecipazione e Beni comuni);
  • Cristina Manetti (assessora della Regione Toscana le cui competenze riguardano Rapporti con Università e centri di ricerca, Politiche per lalta formazione e DSU, Diritto alla felicità, Turismo culturale);
  • altre persone che erano presenti all’assemblea pubblica del 27 dicembre 2025 di mobilitazione contro l’ipotesi sgombero.

Il 7 gennaio sono stati discussi diversi temi, che principalmente possono essere riassunti nei seguenti punti:

  • verifica della fondatezza della volontà (da parte de la Regione Toscana) di sgombero de La Polveriera Spazio Comune;
  • protezione della forma di autogestione all’interno del plesso come continuazione storica del diritto allo studio e forma legittima di espressione, formazione e aggregazione della comunità studentesca (ma non solo);
  • comprensione della tipologia di lavori che verranno effettuati nel Plesso e come e quando inizieranno;
  • comprensione delle tipologie di finanziamenti che sosterranno i lavori e possibile redirezionabilità degli stessi.

    Foto di Cesare Dagliana

In apertura, è significativo citare la risposta dell’assessore Danti all’interrogazione urgente n. 1651 /2025 posta dal consigliere comunale Dmitrij Palagi a proposito del posizionamento del Comune di Firenze rispetto alle condizioni dell’esperienza autogestita de La Polveriera.
Da parte comunale viene confermata «la massima disponibilità al dialogo, al confronto e a costruire percorsi comuni per arrivare ad una soluzione positiva e condivisa». Tale posizione, dichiara Danti, è la medesima manifestata recentemente all’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio (ARDSU) e all’assessora Manetti: se «da una parte vi è la necessità di svolgere i lavori previsti, che se non eseguiti porterebbero alla perdita di un importante finanziamento», dall’altra, continua Danti, «è necessario salvaguardare un’esperienza di autogestione studentesca importante che lì trova spazio da molti anni». A tal proposito, conclude Danti, «si sono tenute anche in queste ultime settimane delle interlocuzioni con l’Azienda per il Diritto allo Studio, sia col presidente dott. Marco Del Medico che col direttore, dott. Enrico Carpitelli».
Di seguito a questa risposta, l’incontro del 7 gennaio ha dimostrato una presenza pratica e interessata alla partecipazione cittadina, ma è ancora allinizio il percorso tra istituzioni, La Polveriera e la rete di supporto che si è creata attorno allo spazio in questi anni.

Entriamo adesso nel dettaglio di ciò che è emerso durante l’incontro del 7 gennaio.

Per iniziare, oltre a sondare leffettiva volontà di sgombero trapelata sui giornali, sono stati ribaditi i punti salienti de lesperienza di autogestione de La Polveriera Spazio Comune Comune: La Polveriera è l’espressione dell’autorganizzazione e autogestione politicizzata studentesca, cittadina e intersezionale.

Nel Plesso di SantApollonia, a partire dai tumultuosi anni ’60, si sono consumate molte battaglie sociali per un diritto allo studio sempre più inclusivo e per una politica sempre più rispondente alle reali necessità della popolazione studentesca e cittadina. Basti pensare alle esperienze della mensa e della stamperia autogestite.
Inoltre, tra il 1967 e il 1974, studentesse e studenti greci, iraniani e spagnoli presidiavano il plesso e manifestavano animatamente per denunciare i regimi autoritari che attanagliavano i rispettivi paesi d’origine (ancora oggi sono visibili simboli e frasi sui muri che perimetrano il chiostro risalenti proprio a quel periodo).
Negli ultimi 12 anni, grazie alla presenza de La Polveriera nel plesso, ci sono stati numerosi esempi di rivendicazioni e mobilitazioni legate a temi quali l’accessibilità, il diritto allo studio (soprattutto per quanto riguarda antiabilismo, refezione e alloggi), unitamente alla denuncia dei processi di iperturistificazione, privatizzazione, speculazione immobiliare, gentrificazione e marginalizzazione.

Per rilevare con ancora più chiarezza il valore del contributo sociale de La Polveriera, sono state ricordate anche le numerose attività che lesperienza de La Polveriera ha reso accessibili allx studentx, al quartiere e a tutte le persone che volessero partecipare e attraversare il plesso.
Sono stati citati: festival di letteratura, cinema e musica; laboratori di autoformazione (di tipo politico, creativo, di riduzione dei rischi e gestione di situazioni di molestie); una palestra pololare (tessuti aerei, yoga e mindfulness, salsa e bachata, forró, improvvisazione teatrale); eventi con concerti e djset; mercatini di autoproduzionni artigianali; pasti popolari (e relativi benefit); un’aula studio autogestita; servizi alla comunità (test rapidi e gratuiti per HIV e HCV, orto comune, sportello del lavoro). Queste iniziative, di intrinseco valore sociale, sono rese ancora più necessarie dal contesto sociale fiorentino, desertificato dalle logiche capitalistiche di speculazione immobiliare contro cui La Polveriera lotta da sempre.

Proseguendo nell’esposizione, lassemblea di autogestione dello spazio ha ricordato a Danti e Manetti che La Polveriera non vuole piegarsi a nessun percorso di istituzionalizzazione forzato, e che vuole che le sia riconosciuta la propria dignità di esistere, nel rispetto della dimensione attuale che tenta di rispondere a diverse necessità sociali.

Infine, lassemblea de La Polveriera ha ribadito alcune richieste a proposito della cantierizzazione del plesso: gli attuali finanziamenti dei prossimi lavori nel Plesso di SantApollonia devono essere destinati a ristrutturazioni strettamente necessarie per il rispetto e la valorizzazione del diritto allo studio, ovvero: ripristino delle condizioni e delle norme sulla sicurezza; accessibilità paritaria antiabilista; ripristino delle scale di accesso; ripristino di servizi igienici aperti; ripristino di aule studio aperte; accessibilità economica della mensa.

Prima dellintervento delle figure istituzionali, hanno preso parola anche alcune realtà studentesche. È stata evidenziata la disponibilità di alcuni edifici pubblici inutilizzati che potrebbero eventualmente accogliere la nuova sede degli uffici del DSU, corredandola con la denuncia della continua volontà di dislocazione dei vari poli dell’Università degli Studi di Firenze fuori dal centro città (l’ultimo caso riguarda lAccademia di Belle Arti e il piano di parziale riorganizzazione che prevederebbe una sua sede a Pratolino).

Dopo aver ascoltato i vari interventi, lassessora Manetti ha dichiarato che, per quello che rappresenta la sua istituzione nella giunta regionale, non si rintraccia alcuna volontà di sgombero; a tal proposito, Manetti e l’assessore Danti hanno aggiunto che i recenti casi di sgombero di spazi sociali, come LeonCavallo e Askatasuna, siano stati frutto di decisioni prese a livello nazionale, dove il governo ha scavalcato il volere e il potere delle amministrazioni locali.
Questi esempi sono stati riportati per spiegare che, forse, un dialogo può evitare che questo accada anche a La Polveriera.

L’assessora Manetti ha continuato mostrando il proprio supporto alla socialità libera, condividendo la propria volontà di tutelare il valore della storia del Plesso di SantApollonia soprattutto dal punto di vista politico , pur ricordando la necessità inderogabile di utilizzare entro la fine del 2026 i 5 milioni di euro di fondi statali destinati al plesso per non perdere questo importante finanziamento pubblico (a cui si aggiungerebbero ulteriori fondi stanziati dalla Regione stessa).

Manetti ha inoltre riportato che i cantieri dovrebbero coinvolgere l’intero plesso; per quanto riguarda il destino della mensa, invece, l’assessora si è riservata di informarsi a riguardo.
Certo è che se questi lavori coinvolgessero l’intero plesso, allora sarebbe di fatto impossibile proseguire con l’esperienza de La Polveriera come invece lassemblea di autogestione e la rete di supporto si auspicano.
Di conseguenza si aprono nuovi scenari possibili, come quello rappresentato dall’assegnazione di un altro spazio, transitorio o fisso. Affinché sia possibile un passaggio di questo tipo, La Polveriera si dovrebbe dotare di un inquadramento giuridico (seppur orizzontale) a cui sia possibile di fatto assegnare uno spazio.
L’assemblea de La Polveriera ha sottolineato che, in ogni caso, considera improponibile e inaccettabile l’eventuale concessione di un plesso in una posizione decentralizzata.

In conclusione, lassessore Danti e lassessora Manetti si sono resx disponibili a:

  • valutare il riconoscimento e lappoggio politico dellesperienza de La Polveriera Spazio Comune nei rispettivi organi consiliari;
  • raccogliere informazioni puntuali riguardo alla destinazione effettiva che lARDSU ha in mente per il plesso a seguito dei lavori;
  • capire cosa ne sarà della mensa universitaria di via Santa Reparata 12/r durante i lavori.
    (La questione della mensa è un punto fondamentale per l
    assemblea di autogestione de La Polveriera, le realtà studentesche solidali e lx altrx convenzionatx con la mensa. Non è pensabile che lARDSU decida semplicemente di chiuderla senza provvedere a mettere in piedi unalternativa nella stessa zona della città. Ad oggi le informazioni a riguardo sono contrastanti).

Danti e Manetti si sono resx anche disponibili per un nuovo incontro ad inizio febbraio.

Sull’onda dell’interesse che sembrano dimostrare nel rimanere in un rapporto di dialogo e apertura con La Polveriera Spazio Comune, lassemblea si augura che al prossimo incontro si possano risolvere le incongruenze di informazioni riguardo allo stato dei lavori, quali zone interesseranno i cantieri, e il destino della mensa. Intanto l’assemblea de La Polveriera continuerà ad informarsi, organizzando la mobilitazione studentesca e cittadina.

Invitiamo quindi tuttx lunedì 26 gennaio 2026 alle ore 21:00 presso La Polveriera Spazio Comune a unASSEMBLEA DI MOBILITAZIONE E CONVERGENZA che tratterà sia le questioni de La Polveriera, sia lo stato della repressione in atto, sia lo stato della mobilitazione nazionale in previsione della manifestazione del 31 gennaio a Torino.

Per questa occasione, eccezionalmente, lassemblea gestionale dello spazio di lunedì 26 gennaio sarà anticipata alle ore 18:00 e non si protrarrà oltre le 21:00.

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La Polveriera

Nel centro di Firenze, all’interno del Chiostro di Sant’Apollonia in via Santa Reparata 12, La Polveriera è rinata il 23 maggio 2014 dopo quindici anni di abbandono. Oggi è uno spazio occupato e autogestito, restituito alla comunità come laboratorio politico e culturale. Lontana da logiche di profitto e speculazione, La Polveriera si oppone al modello capitalistico che permea ogni aspetto del quotidiano. Qui si condividono idee, saperi ed esperienze, costruendo insieme forme alternative di convivenza. L’autogestione è prassi concreta, tra attività quotidiane, iniziative pubbliche e cura degli spazi. Un esperimento di partecipazione radicale che punta a rimettere in circolo una ricchezza comune, sottratta al mercato.

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