La Polveriera è antifascista. Provocatori e violenti neofascisti non sono benvenuti

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A Firenze intorno all’ora di pranzo di martedì 16 giugno 2026 c’è stata un’incursione neofascista nel chiostro di Sant’Apollonia a Firenze.

Sei persone si sono avvicinate con fare squadrista verso l’ingresso de La Polveriera, entrando pure nei locali della mensa universitaria, per disturbare studenti e studentesse con domande insistenti a proposito dello spazio autogestito.
Questi “dodici piedacci” si sono poi diretti verso la bandiera della Palestina presente nel chiostro, accanto alla struttura in bamboo. L’hanno rimossa, sostituendola con due bandierine italiane. La classica mossa di quei sovranisti incoerenti e ignoranti.

Il fare provocatorio è stato quello tipico dei (neo)fascisti. Ma la provocazione è stata inutile: questi soggetti sono stati ignorati dallx studentx presenti. Considerando inoltre che si sono rivelati essere affiliati al partito capeggiato da quel generale sospeso dall’esercito, è facile giudicare che l’azione sia stata un disastro dal punto di vista tattico. L’unico obiettivo portato a termine è stato un match a rubabandiera. Una partita molto breve, visto che la loro visita è durata 5 minuti. Evidentemente non c’era la serenità di godersi il divertimento aspettando altri giocatori e/o giocatrici.

La Polveriera è e rimane un presidio antifascista: provocatori violenti non sono benvenuti in uno spazio universitario e intersezionale.

Inoltre il chiostro della Badessa è una preziosa isola verde pubblica in un centro cementificato e privatizzato: l’orto sociale, gli alberi, il loggiato (e la sua ombra), il pratino, la struttura in bioarchitettura e la Venere Biomeccanica sono a disposizione di tutte e tutti. Tranne che per i neofascisti. Per loro non ci può e non ci deve essere spazio.
È necessario ricordare che nonostante il chiostro sia pubblico, è La Polveriera che si occupa costantemente e faticosamente della sua pulizia e manutenzione, fornendo un servizio pubblico alla comunità e alla mensa. L’assemblea di autogestione de La Polveriera si occupa direttamente anche di gestire le problematiche sociali che quel chiostro si porta dietro (e che le istituzioni fanno finta di non vedere). Le nostre pratiche di cura e ascolto non sono compatibili con la presenza di piedacci razzisti.

Ribadiamo con urgenza l’adesione popolare alla chiamata al corteo popolare che raccolga il sentimento diffuso di ripudio al neofascismo. Ci vediamo venerdì 19 giugno alle ore 18:30 in via Uguccione della Gaggiola.

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La Polveriera

Nel centro di Firenze, all’interno del Chiostro di Sant’Apollonia in via Santa Reparata 12, La Polveriera è rinata il 23 maggio 2014 dopo quindici anni di abbandono. Oggi è uno spazio occupato e autogestito, restituito alla comunità come laboratorio politico e culturale. Lontana da logiche di profitto e speculazione, La Polveriera si oppone al modello capitalistico che permea ogni aspetto del quotidiano. Qui si condividono idee, saperi ed esperienze, costruendo insieme forme alternative di convivenza. L’autogestione è prassi concreta, tra attività quotidiane, iniziative pubbliche e cura degli spazi. Un esperimento di partecipazione radicale che punta a rimettere in circolo una ricchezza comune, sottratta al mercato.

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