Ornella De Zordo: “Perché voto Potere al Popolo”

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Care, cari, mi rivolgo ai lettori de La città invisibile, a chi segue l’attività del Laboratorio politico perUnaltracittà, a chi ha seguito l’esperienza della lista in consiglio comunale.

Come sapete domenica si vota, in un pessimo clima, e con una pessima legge elettorale.

In una campagna elettorale piena di veleni, con formazioni razziste e fasciste ormai sdoganate, con un improbabile centrosinistra che insegue la destra facendo leva sui peggiori istinti di un elettorato incattivito da anni di crisi e di spoliazione, di diritti negati e di guerra fra poveri, si distingue una esperienza, quella di Potere al Popolo. Esperienza, perché Potere al Popolo non è un cartello elettorale né una somma di piccoli partiti. Nasce prendendo a pretesto le elezioni ma non ha le elezioni come ragione di vita, perché queste sono solo uno degli strumenti in cui si declina un agire politico volto al cambiamento.

E’ successo che i non rappresentati hanno pensato di rappresentarsi da soli, prendere l’iniziativa e la parola. Precari, disoccupati, lavoratori sempre più sfruttati, studenti, ma anche associazioni, pezzi di sindacato, centri sociali: qualcuno ha alzato la testa e ha gridato “proviamoci”. Ed è successo quello che non era facilmente prevedibile, con l’energia della spontaneità e la forza della necessità si è messo in moto un sommovimento in gran parte autorganizzato che ha portato a decine e decine di assemblee sui territori, alla definizione condivisa e partecipata di un programma, alla scelta delle candidature che provengono tutte dalle lotte e dalle vertenze, dalle esperienze di movimento e di impegno che di quei territori sono espressione.

Nel disinteresse dei media e degli osservatori più o meno mainstream, fra il cinico e il supponente, questa strana cosa è cresciuta, si sono raccolte in pochi giorni il doppio delle firme necessarie a presentare la lista Potere al Popolo in tutte le circoscrizioni del paese, e con zero risorse è stata condotta una campagna elettorale fatta principalmente di contatto diretto con gli elettori, e fuori da una fabbrica in sciopero, nei luoghi della logistica in agitazione, fra i lavoratori dei centri commerciali, fra gli studenti o gli insegnanti, non erano stupiti di vedere i candidati che si presentavano, perché erano quegli stessi che erano sempre stati presenti quando c’era da sostenere una lotta da rivendicare un diritto, da battersi per una maggiore giustizia sociale, e perché questa società non regredisse fino alla barbarie dell’egoismo più becero.

I punti del programma sono quelli che hanno sempre caratterizzato l’azione di perUnaltracittà, su temi come il lavoro e i diritti, la redistribuzione della ricchezza, sanità, assistenza, istruzione pubbliche e gratuite, il diritto alla casa, i diritti dei migranti, la difesa dell’ambiente e dei territori.

Per tutto questo invito tutte e tutti voi a votare la lista di Potere al Popolo, a seguirne l’attività (poterealpopolo.org), e a continuare a seguirla anche dopo, perché è stato detto fin dall’inizio che le elezioni del 4 marzo servono “solo” (ed è chiaro che per questo scopo è importante riuscire a ottenere il massimo del risultato) a intercettare le persone che possono avere bisogno di noi, a coinvolgerle, a farle interessare o gettarle dentro a un processo di partecipazione. Processo che per noi deve avere una serie di requisiti: coinvolgere in tutti i modi persone diverse da quelle già presenti nei partiti, riattivare ex militanti o produrne di nuovi, privilegiare soprattutto la partecipazione giovanile, che ha più tempo ed energie e in prospettiva può diventare produttiva, scegliere le persone e i candidati non per appartenenza a un gruppo secondo una logica di spartizione, ma perché rappresentative dei territori e/o più capaci.

Finalmente lieta di andare a votare,

Ornella

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Ornella De Zordo

Ornella De Zordo

Ornella De Zordo, già docente di letteratura inglese all'Università di Firenze, e attiva nei movimenti, è stata eletta due volte in Consiglio comunale - dal 2004 al 2014 - per la lista di cittadinanza 'perUnaltracittà' portando dentro il palazzo le istanze delle realtà insorgenti e delle vertenze antiliberiste attive sul territorio. Finito il secondo mandato, prosegue con l'attività di perUnaltracittà trasformato in Laboratorio politico territoriale.

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