Dirigenti e organismi politici: tutte le sperequazioni in Regione Toscana

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Un’analisi dettagliata e inquietante di come la Regione Toscana ha riorganizzato le direzioni generali, i bonus e le premialità per i direttori. Non solo, un’attenzione particolare è stata rivolta anche alle strutture di supporto degli organismi politici. La sperequazione con i lavoratori “normali” è evidente. A compiere lo studio i Cobas della Regione che conoscono molto bene la macchina regionale. Ecco cosa hanno scoperto.


 

Le direzioni della Giunta passano da 8 a 14 ma non si è risparmiato quanto si poteva

Lo stipendio del Direttore generale della Regione Toscana è da sei a sette volte e quello dei direttori è da cinque a sei volte quello di un dipendente (nella maggior parte dei casi laureato) della Regione Toscana.

Fino ad oggi gli uffici della Giunta della Regione Toscana erano strutturati con 8 direzioni generali (una di presidenza e le altre sette) e 14 aree di coordinamento di cui la legge regionale sul personale (LR1/2009 con modifiche del 6/3/2015) prevede la soppressione.
Dal 1 agosto 2015 ci sarà una Direzione Generale della Giunta Regionale (170.000 euro annui lordi) e 13 direttori (130.000 euro annui lordi). Quindi si passa da 8 Direzioni Generali a 14 direzioni (un DG e 13 Direttori).

Il comunicato della regione “La Regione si riorganizza” afferma: “un solo direttore generale invece di otto, tredici direttori (con l’aggiunta di uno in scadenza, fino alla fine del 2015) al posto degli altri sette ex direttori generali e dei 14 dirigenti di area di coordinamento, che era l’attuale assetto”.

Il risparmio c’è, ma avrebbe potuto essere molto maggiore. Non si capisce perché le direzioni sono state moltiplicate riducendo di molto il significato di sopprimere le aree di coordinamento. Va notato che i coordinatori d’area erano nominati dai direttori generali (previa comunicazione alla giunta regionale), invece il direttore generale e i direttori sono nominati con decreto del presidente della giunta regionale.

L’aumento dei tabellari dei direttori

Il comunicato della regione del 13 luglio “La Regione si riorganizza, ecco le nuove direzioni. Scompare il premio di risultato” afferma: il Direttore generale avrà uno stipendio annuo (lordo, al netto degli oneri riflessi) di 170.000 euro, meno di posizioni di pari livello in altre amministrazioni. La metà se ne andrà in tasse”.

La figura del direttore generale di presidenza percepiva un totale annuo lordo di 164.436 (così composto: tabellare 142.000; retribuzione di risultato 22.436) e quindi senza retribuzione di risultato la nuova figura percepisce di più di prima (170.000). Certo la sua direzione “è gerarchicamente sovraordinata alle direzioni e ne assicura l’esercizio organico e coordinato delle funzioni” e quindi ha maggiori poteri delle altre che si concretizzano nella differenza fra 130.000 e 170.000.

Lo stipendio del Direttore generale è da sei a sette volte e quello dei direttori è da cinque a sei volte quello di un dipendente (nella maggior parte dei casi laureato) della Regione Toscana. Noi pensiamo invece che sia necessaria un po’ di redistribuzione del reddito fra dirigenti e comparto perché la differenza è davvero spropositata e non giustificata né dal carico di responsabilità, né dal curriculum.

I lavoratori della Regione Toscana hanno questi redditi:
B in categoria iniziale 19.358 annue lorde
C in categoria iniziale 21.783 annue lorde
D in categoria iniziale 23.725 annue lorde

A questo si aggiunge la produttività annuale lorda che è condizionata dalla valutazione dei risultati e ammonta a 3000 – 4000 euro lordi annui. Il totale di tabellare e produttività è quindi fra i 24.000 e i 28.000 euro lordi annui. In sostanza il riconoscimento della produttività ai lavoratori fa raggiungere uno stipendio appena accettabile per le competenze che sono loro richieste (per i D la laurea) e che sono accertate con concorso pubblico.

E veniamo alle Posizioni Organizzative (500 circa) possono arrivare a 31.000 e al massimo (piuttosto raro) a 40.000 euro annue. Ben lontano dai redditi dei dirigenti.
Secondo noi oltre a riequilibrare questa ingiusta sperequazione, bisognerebbe sancire il fallimento del sistema della responsabilità dirigenziale che porta ritardi ed inefficienze e rischia di essere la porta di ingresso delle lobby. Così si eviterebbero le rigidità insite in un ordine gerarchico e antiquato, contro cui si scontrano spesso le giuste aspettative di efficienza dei cittadini toscani. La società va avanti, richiede risposte rapide e qui siamo rimasti all’ancien regime con prebende, vassalli, valvassori e nepotismo. A proposito di premio di risultato: non c’è ma…è incorporato!

Il comunicato afferma che è cancellato il bonus sui risultati “i direttori continueranno ad essere valutati rispetto agli obiettivi annuali assegnati, ma il lavoro svolto bene non comporterà alcun premio. In caso di valutazione negativa decadranno invece dall’incarico”. Eppure c’è un aumento consistente del tabellare del direttore generale e dei direttori che equipara quello che è stato tolto con l’abolizione del bonus.
Lo stipendio tabellare (senza retribuzione di risultato) era al giugno 2015 per tre DG di 135.000; per altri tre 107.937 e per il DG presidenza e il segretario generale del consiglio era 142.000 euro.

Con il nuovo assetto il DG presidenza passa da un tabellare di 142.000 (senza premio di risultato che non c’è più) a 170.000 (senza premio di risultato). Un bell’aumento. Gli altri Direttori passano da 107.000 e 135.000 a 130.000: una lieve riduzione per tre e una grosso aumento per gli altri tre.

Con il premio di risultato quest’anno dati di giugno 2015 i tre con tabellare a 135.000 avevano 155.000 euro lordi e quelli con tabellare 107.000 arrivavano a 123.000 lordi. Insomma alcune direzioni costeranno di più con il nuovo assetto teso al risparmio e senza retribuzione di risultato di quanto costassero quelle di prima.

In particolare il DG presidenza dal 1 agosto percepirà 170.000 e simile è di solito la paga del segretario generale del consiglio regionale. Vedi i redditi degli incarichi di vertice giugno 2015:

Le aree di coordinamento prendevano stipendio tabellare 43.626 euro; retribuzione di posizione: 64.311 euro; 16.457 di retribuzione di risultato, per un totale di 124.394.

Per approfondire vedi la pagina dedicata ai dirigenti sul sito della Regione

Le strutture di supporto degli organismi politici in Regione Toscana

Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso salvo i casi stabiliti dalla legge. Il consiglio regionale ha varato con Delibera n.44 del 7 luglio 2015 la dotazione organica delle strutture di supporto degli organismi politici del consiglio regionale.

Titolo di studio
Il titolo di studio richiesto per il responsabile dell’ufficio di gabinetto o responsabile di segreteria può limitarsi al diploma di scuola superiore, infatti la delibera afferma “tenuto conto del peculiare carattere di fiduciarietà dell’incarico, della funzione di supporto al ruolo istituzionale avente natura di indirizzo politico e tenuto conto che l’attribuzione del medesimo non prevede lo svolgimento di attività gestionale: diploma di laurea ed esperienza professionale, compresa quella di amministratore, non inferiore ad un anno oppure diploma di scuola secondaria superiore con esperienza professionale, compresa quella di amministratore, non inferiore a tre anni”.

Equiparazione alle categorie economiche superiori all’iniziale e l’emolumento che integra
Per il personale di supporto degli organismi politici viene prevista l’equiparazione ad un livello economico superiore a quello iniziale della categoria di riferimento, molte figure sono equiparate alla categoria D5, D6, C5, C3, B7. Per i dipendenti entrati con concorso pubblico e con rapporto “non fiduciario” il contratto prevede l’ingresso solo e soltanto in categoria iniziale. Va notato inoltre che per figure come architetti e geologi con abilitazione professionale sono stati indetti concorsi pubblici per D1 e non D3, (come era stato fatto in precedenza) si dice per risparmiare. Inoltre i non fiduciari si vedono attribuire la produttività solo a condizione di aver superato una certo voto nelle valutazioni, invece c’è chi l’emolumento lo riceve tutto intero senza che sia sottoposto a valutazione. E le cifre ci sembrano incomparabili.

L’emolumento che integra le altre voci stipendiali fisse e continuative nonché l’eventuale equiparazione ad un livello economico superiore a quello iniziale della categoria di riferimento è:

D6: 19.517,15;
D5: 18.376,67;
D1: 12.587,12;
C5: 13.455,00;
C3: 11.887,36;
C1: 10.784,02;
B7: 12.920,57;
B3: 11.134,77.

Qui nasce la questione. Perché? In base a quali considerazioni il lavoro fiduciario viene pagato di più di quello dei dipendenti assunti per concorso?

I dipendenti non fiduciari ma assunti con concorso della Regione Toscana hanno lo stipendio bloccato dal 2009 e non godono di progressioni orizzontali dal 2010.

La fastidiosa differenza

Quindi appare particolarmente odiosa questa fastidiosa differenza fra:
– chi entra su chiamata, senza alcun concorso e chi lo deve affrontare;
– chi appena assunto è categoria superiore a quella iniziale e chi viene assunto in categoria iniziale e non ha alcuna possibilità di progredire;
– chi deve avere la laurea per fare il funzionario semplice e chi può essere diplomato ed avere una retribuzione equiparata al dirigente di settore;
– chi è valutato ogni semestre (con procedure che dire farraginose è dire poco) e chi ha il reddito massimo senza che sia condizionato dalle valutazioni.

Per concludere

Infine la storia del carattere fiduciario dell’incarico come base per la scelta insindacabile dei politici lascia perplessi perché era proprio quello che i padri costituenti volevano evitare: che si creasse un filo diretto fra burocrazia e politica che può essere in potenza foriero di collusione e in alcuni casi di corruzione. Quale miglior controllo contro la corruzione di funzionari e dirigenti autonomi che servono l’istituzione e non il politico? Art. 97 “Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”.

Tra l’altro o un incarico è politico e allora dovrebbe essere attribuito attraverso il voto degli elettori oppure è di supporto tecnico organizzativo e allora le qualità da possedere per svolgerlo possono e devono essere sempre verificate attraverso concorso pubblico, come avviene per la maggior parte dei dipendenti della Regione Toscana.

*Marvi Maggio, Cobas Regione Toscana

https://rtcobas.wordpress.com/

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Marvi Maggio

Marvi Maggio, Architetta (laurea in Architettura Politecnico di Torino); abilitazione alla professione di architetto; Dottoressa di Ricerca in pianificazione territoriale ed urbana (Università di Roma La Sapienza); Master post lauream in Scuola di Governo del Territorio (SUM e Università di Firenze); Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di professore di seconda fascia per il settore disciplinare 8/F1 pianificazione e progettazione urbanistica e territoriale; funzionaria pianificatrice territoriale presso la Direzione Urbanistica e politiche abitative della Regione Toscana; rappresentante eletta dai lavoratori nell'RSU della Regione Toscana per i Cobas; socia fondatrice dell'International Network for Urban Research and Action.

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