Taglio degli alberi a Firenze: l’appello a Mancuso, consigliere speciale di Nardella

Le associazioni e le realtà impegnate a difesa degli ecosistemi e del territorio e a costruire progetti di uso coerente e di convivenza reale con la Natura – coevoluzione – che hanno trascritto l’Appello dei pini di piazza della Vittoria di Firenze al Prof. Stefano Mancuso (docente di Scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali presso l’Università di Firenze e direttore del LINV: International Laboratory of Plant Neurobiology), sono convinti dell’ urgenza di fondare gli interventi di bonifica territoriale, di uso civico coerente su una logica ecosistemica e mutualistica, su impostazioni proprie dell’ecologia umana per far evolvere la Piana, le città che vi si affacciano, le colline in un Ambiente di Vita rinnovabile, sano, non precario e solidaristico.

Alberi uccisi in piazza Vittoria a Firenze

Se si vuole un coerente Total Human Ecosystem (Naveh). Per incamminarci velocemente su questa strada maestra, anche e sopra tutto in ragione della crisi climatica, della fine dei combustibili fossili, del raggiunto picco territoriale anche nella Piana FIPOPT, è indispensabile bloccare tutta una serie di interventi che, viceversa, aumentano l’ impronta ecologica: edificazioni senza fondamento, infrastrutture con in testa il nuovo Aeroporto Intercontinentale e anche quello attuale per ragioni di sicurezza, gli inceneritori e molti processi di combustione, dando spazio alla biomassa vegetale e a quella Nazione delle Piante così ben descritta dal prof. Mancuso, per avviare una reale coevoluzione locale. Il sindaco Nardella e il Pd toscano vanno in questa direzione? Abbiamo forti dubbi, prof. Mancuso.

AlterPiana FIPOPT – G.U.F.I. (Gruppo Unitario Foreste Italiane) della Piana FIPOT – Associazione Piazza della Vittoria – Graspthefuture – Assemblea Presidio NO Inc./No Aereo in Gàvine/Osmannoro – Natura E’ Ortocollettivo di Travalle, Calenzano.


Appello al Prof. Stefano Mancuso, consigliere speciale per il verde del sindaco Dario Nardella

Gentile Prof. Mancuso,
siamo una piccola comunità di pini minacciata di ‘estinzione’, oltretutto dopo aver subito negli anni recenti tagli, abbattimenti e offese; una piccola comunità di 42 pini, residuo di una bella, felice e connessa comunità più ampia che un tempo – e ancora negli anni settanta ed ottanta del Novecento – costituiva un piccolo bosco in piazza della Vittoria, a Firenze.
Siamo venuti a conoscenza – attraverso il nostro modo diffuso e non delegato ad organi specifici e centralizzati di acquisire informazioni e di scambiarcele, un modo che Lei ha così ben compreso – dei Suoi studi sulle piante e sulla vita vegetale e dei Suoi lavori. E c’è giunta voce, attraverso questa stessa nostra rete di sensori e di nodi, della Sua nomina nel gruppo di esperti messo in piedi dal Sindaco della città dove anche noi viviamo, quale consulente per la vita vegetale e anche, come dite voi umani, per il ‘verde urbano’.
Con questo nostro Appello, Le chiediamo di impedire il taglio della nostra comunità arborea che dovrebbe iniziare oggi 1 agosto 2019 e di aiutare, dando seguito alle Sue stesse impostazioni scientifiche, questa parte della “Nazione delle Piante” in modo da ricostituire il piccolo bosco di pini con prato e altri soggetti vegetali. Un aiuto che va oltre la nostra arborea vicenda di pini, ma che servirebbe a rafforzare gli elementi di connessione relazionale con altre parti arborate della città e con il resto del mondo vivente locale del quale anche voi umani siete parte.
Le chiediamo un Suo intervento autorevole e per così dire salvifico, proprio in virtù di quanto Lei ha affermato nella Carta dei diritti delle piante, art. 2, “La nazione delle piante riconosce e garantisce i diritti inviolabili delle comunità naturali come società basate sulle relazioni fra gli organismi che le compongono”. Le relazioni ecologiche tra le piante e tra piante, animali compresi voi umani, sono complesse tanto da connettersi in un’unica rete dei viventi, come Lei giustamente afferma.
Questo momento storico – storia naturale e storia umana ad essa connessa – crisi climatica ed ecoenergetica comprese, impone di aumentare la biomassa vegetale, di piantare alberi e non di tagliarli. Impone questo sia per ragioni scientifiche e biotiche, che per ragioni per così dire sociali e politiche, come Lei ha ben colto in quell’art. 8 della Carta prima citata: “La Nazione delle piante riconosce e favorisce il mutuo appoggio fra le comunità naturali di esseri viventi come strumento di convivenza e di progresso”.
Le nostre informazioni mutualistiche che nel nostro mondo vegetale si trasformano rapidamente in speranze, sono certe che Lei accoglierà questo nostro Appello e si adopererà per fermare i tagli, argomentando a favore della rinascita di un bosco in piazza della Vittoria, così come siamo sicuri che Lei vorrà farci visita e incontrarci.
p.s. Come Lei avrà saputo, il taglio che avrebbe posto fine ai nostri giorni è stato momentaneamente bloccato grazie alla lotta e alla determinazione degli abitanti dell’Associazione Piazza della Vittoria che ci sono molto vicini, tanto da essersi legati/connessi ai nostri tronchi in un abbraccio amorevole e vitale.

*Hanno trascritto la voce dei pini
AlterPiana FIPOPT – G.U.F.I. (Gruppo Unitario Foreste Italiane) della Piana FIPOT – Associazione Piazza della Vittoria – Graspthefuture – Assemblea Presidio NO Inc./No Aereo in Gàvine/Osmannoro – Natura E’ Ortocollettivo di Travalle, Calenzano.

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