Stop voucher/2 – Aperta a Firenze la Camera Popolare del Lavoro

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Ma almeno fanno emergere il lavoro nero! O no?

Già, il lavoro nero! Non ce ne siamo dimenticati, tant’è vero che i voucher sono nati proprio per combatterlo. In uno studio dell’INPS reso pubblico all’inizio dell’autunno 2016, si afferma testualmente che più che di un’emersione del lavoro nero, si può parlare di “una regolarizzazione minuscola (parzialissima) in grado di occultare la parte più consistente di attività in nero. In questo senso si può pensare ai voucher come la punta di un iceberg: segnalano il nero, che però rimane in gran parte sottacqua”.

Ciò che si verifica, in realtà, è spesso la coesistenza, nelle forme più diverse, di voucher e lavoro nero. Può capitare di essere pagati parte a voucher e parte in nero, oppure che il rapporto tra voucher e ore lavorate non sia di 1 a 1, come dovrebbe essere. Fino a ottobre queste forme di lavoro “grigio” erano facilitate dal fatto che i datori di lavoro non erano tenuti a comunicare con precisione quando un voucher sarebbe stato utilizzato: bastava indicare un arco di tempo entro cui la prestazione lavorativa avrebbe avuto luogo. Da qui i casi di voucher acquistati e tenuti nel cassetto per coprire agevolmente lavoratori in nero in caso di un’ispezione o di un infortunio. Da qui, anche, l’intervento legislativo del governo Renzi, che offre un palliativo, ma non risolve il problema.

Bisogna inoltre considerare che il voucher, introducendo nelle forme di lavoro consentite le caratteristiche tipiche di un lavoro senza contratto, a nero, informale, in cui è massimo il potere dispotico dell’impresa, di fatto permette – che sia tracciato o meno – un suo utilizzo praticamente universale, tant’ è vero che si è diffuso anche in settori, come quello metalmeccanico privato, o quello dell’amministrazione pubblica, dove il lavoro nero è pressoché inesistente. Come infatti sottolinea la ricercatrice Marta Fana, i voucher stanno avendo un impatto tutt’altro che insignificante sul mercato del lavoro: l’incidenza del lavoro voucherizzato rappresenterebbe il 31 per cento della nuova occupazione! Altro che riemersione del lavoro nero.

Ma allora, cosa possiamo fare?

Innanzitutto, va detto senza se e senza ma, se ci sarà il referendum abrogativo richiesto e ottenuto dalla CGIL, bisognerà votare SI all’eliminazione dei voucher, impegnandosi in una campagna capillare. Se è vero che il referendum è molto meno “coperto” rispetto a quello del 4 dicembre, è anche vero che nei confronti delle politiche sociali dell’attuale governo – fotocopia del precedente – esiste un risentimento che va ben oltre le capacità mobilitative della CGIL, un risentimento che, emerso proprio in occasione del referendum costituzionale, potrebbe regalarci nuove sorprese.

Non possiamo però fidarci di chi – la dirigenza CGIL in primis – solo poco tempo fa rinunciava alla battaglia quando era veramente possibile fermare il Jobs Act e quindi anche la liberalizzazione dei voucher. Di chi ci aveva raccontato che avrebbe combattuto il Jobs Act sui posti di lavoro ed invece ora si limita ad organizzare un referendum, per altro dall’esito rischioso come ci racconta la storia di questo genere di consultazioni, con il principale intento di riguadagnare un po’ di credibilità agli occhi dei lavoratori.

Le battaglie importanti non si vincono semplicemente con petizioni, raccolte firme, ricorso alle urne. Soprattutto se la battaglia è bella grossa, si vincono se si combatte nel corpo vivo della società. Se non si rinuncia alla lotta. In primis nei posti di lavoro. Ma anche fuori. Se non si accettano le logiche di fondo del sistema.

Quindi, a fianco della giusta campagna di sostegno ai referendum si riapre la necessità di dare battaglia su ogni livello disponibile. Per questo a Firenze, il 2 marzo prossimo, alle ore 18.30, inaugureremo proprio con un’iniziativa sui voucher la Camera Popolare del Lavoro di via de’Pilastri 43/r. Un luogo di incontro e dibattito, ma anche di sostegno concreto e di organizzazione politica per TUTTI i lavoratori, a partire da quelli del centro di Firenze, per i quali il precariato è una costante di vita quotidiana.

Stop Voucher/1:

Stop voucher/1 – A Firenze apre la Camera Popolare del Lavoro

*Clash City Workers

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