Un bonus di 80 euro per inquinare il giornalismo. Storia della proposta indecente arrivata in redazione

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Oggi vi raccontiamo una cosa capitata alla redazione de La Città invisibile in questi giorni. Una storia che aiuta a capire come sia semplice inquinare il giornalismo se ci si allontana da una deontologia solida e se le testate piegano al profitto facile la loro etica editoriale.

Ci scrive Maria (nome di fantasia):

Salve,
il mio nome è Maria e lavoro per l’azienda online XXX.
Vorremmo commissionarle un articolo a prezzo fisso. L’articolo dovrebbe essere pubblicato su https://www.perunaltracitta.org e tratterebbe un argomento in tema con il sito.

E’ interessato? Mi contatti e le fornirò ulteriori dettagli in merito alla nostra proposta e a cosa facciamo.
Spero di sentirla al più presto.
Cordialmente
Maria
Agente di Marketing

Questa mail suona strana. Perché un agente di marketing vuol commissionarci un pezzo sul “nostro” giornale? E per di più a pagamento. Non si tratta infatti di una di quelle solite proposte – ne arrivano tante in redazione – con cui qualcuno si offre di scrivere su questo o quell’argomento. Non si tratta ad una prima analisi nemmeno di pubblicità, almeno per quella regolata dalla professione giornalistica.

Decidiamo di rispondere, siamo curiosi.

Buongiorno Maria, può spiegarci nel dettaglio e via mail la vostra proposta?
Grazie

Maria replica

Salve,
la ringrazio per la risposta! Le illustro le nostre linee guida per una eventuale collaborazione. In sostanza, vorrei pubblicare un nuovo articolo sul suo sito.
L’articolo dovrebbe adattarsi al sito ed ai lettori, è per questo che preferisco che a scriverlo sia lei o i suoi redattori.
Dovrebbe avere almeno 350 parole e con contenuti unici (non copiato da nessun altro sito).
Non dovrebbe menzionare “pubblicità”, “sponsor” o “PR”. Dovrebbe avere lo stesso stile di scrittura di tutti gli altri articoli e dovrebbe restare online fino a quando il sito sarà live.
Il link che porta al mio sito deve essere “follow”.
Alla bozza dell’articolo che mi dovrebbe inviare prima della pubblicazione aggiungerò altri due link esterni, non al sito del mio cliente, se possibile uno interno al suo e uno come fonte.
Il mio sito va nominato una volta: https://www… .
Per quanto riguarda l’argomento avevo pensato ad un articolo sulla situazione del gioco in Toscana da inserire nella categoria Dal Palazzo.
Mi faccia sapere se è possibile e in caso la cifra per l’articolo.
Grazie mille e buona giornata!
Maria

Vogliamo capire quanto sono pronti a pagare. Sorvoliamo sull’ultima sua richiesta e rilanciamo apertamente.

Noi quali vantaggi avremmo? Volevo sapere quanto pagate, con quale frequenza vorreste pubblicare e su quali argomenti.

Maria adesso è esplicita. Il dado è tratto.

Ah, mi scusi! Allora, possiamo pubblicare un solo articolo l’anno su ogni sito, quindi se ha altri siti sarei felice di prenderli in considerazione. L’argomento sarebbe quello che le ho indicato nella mail precedente. Il budget per il progetto è di 80 euro da pagare su PayPal entro 48 ore dalla pubblicazione.

Tutto chiaro? La conversazione finisce con la promessa di risentirci… Intanto ne parliamo con voi, lettori de La Città invisibile. E poniamo delle questioni su questa che sembra essere una prassi consolidata, almeno per l’Agente di marketing Maria e per la sua società.

Quanto “giornalismo” del genere è presente in Italia sui siti di informazione? Quante persone che gestiscono testate online, blog, siti vari cedono al business facile di un bonus di 80 euro?

Quanti di loro conoscono e applicano la Carta dei doveri del giornalista in sui si sottolinea che “I cittadini hanno il diritto di ricevere un’informazione corretta, sempre distinta dal messaggio pubblicitario […]. I messaggi pubblicitari devono essere sempre e comunque distinguibili dai testi giornalistici attraverso chiare indicazioni“. E quanti giornalisti si impegnano a non assumere responsabilità in contrasto con l’esercizio autonomo della professione e si prestano per iniziative pubblicitarie incompatibili?

L’Ordine dei giornalisti è a conoscenza di questa prassi? Intende attivarsi per fermarla?

Prescrizioni del genere valgono naturalmente anche per le imprese “clienti” della società di marketing di Maria. Il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale prescrive infatti che la pubblicità deve essere onesta, veritiera e corretta. Non deve essere ingannevole e che deve essere sempre riconoscibile come tale.

Il cliente di Maria, come si evince dal merito della sua richiesta, appartiene ad un settore economico – quello del gioco d’azzardo, tra l’altro concessionario dello stato – che nel 2016 ha raccolto ben 96 miliardi di euro. Con una fiches di 80 euro pare abbia deciso di accrescere il danno già enorme provocato dalle ludopatie.

Anche il giornalismo ha quindi bisogno di cure. Come se non bastassero i tanti problemi economici, di credibilità, di assoggettamento al dominante di turno, di visione del futuro che lo assillano. Sappiate solo che su La Città invisibile questa pratica subdola e ingannatrice non la troverete mai. Buona lettura e se vi va di sostenerci, anche economicamente, visitate questa pagina https://www.perunaltracitta.org/sostienici/.

*La redazione de La Città invisibile


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