Sottoattraversamento TAV di Firenze – A che punto è la telenovela

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Crediamo sia tempo di fare il punto sulla situazione dei lavori al Passante AV di Firenze al di là delle chiacchiere in libera uscita dei politici della maggioranza.
I nostri dati sono rilevati da articoli di giornali (spesso fuorvianti), documenti disponibili, pareri di tecnici che collaborano con noi. Regione, Comune, Ferrovie e istituzioni, soprattutto locali, in genere sono molto renitenti a dare informazioni per cui ci manca accesso alla situazione ufficiale.

tunnel tav Firenze

Il progetto è praticamente fermo dall’inizio del 2016 dopo le inchieste della Magistratura e la decisione, poi rientrata, del sindaco Nardella di abbandonare il progetto. In quel periodo c’erano le due correnti della maggioranza in Comune di Firenze e Regione Toscana che sostenevano progetti contrapposti ed entrambi contestati dai cittadini: l’ala ex PCI voleva il sottoattraversamento e avversava l’aeroporto, l’ala ex DC aveva opposti pareri tanto da arrivare a reciprochi veti. La soluzione fu un accordo – ovviamente non pubblico – in cui fu concordato di andare avanti con entrambi i progetti e di non pestarsi i piedi.

Terre di scavo
Sui giornali ogni tanto si parla di lavori che fervono e saranno ultimati nel 2027. A noi risulta che si lavora solo nella stazione Foster per abbassare il livello dello scavo, le terre vengono portate a Santa Barbara nel comune di Cavriglia per essere usate a costruire una collina artificiale.

Sulle terre di scavo del Passante ci sono stati molti problemi tecnici e penali; quelli tecnici si dicono risolti dopo diverse modifiche della normativa esistente favorita da Matteo Renzi, prima Sindaco della città e poi Presidente del Consiglio.

I problemi delle terre di scavo riguardano quelle prodotte dal lavoro della fresa che dovrebbe realizzare i tunnel: per scavare la macchina ha necessità di additivare la terra scavata con fluidificanti e polimeri, i fluidificanti sarebbero sostanze simili ai detersivi che si dicono degradabili in circa un mese. Nelle norme di smaltimento è comunque previsto che le terre prodotte dalla fresa siano stoccate in attesa della degradazione degli additivi; poi devono essere analizzate per decidere se utilizzabili per la collina artificiale o da inviare in discarica. Le difficoltà sono state talmente grandi che ancora non si è iniziato lo scavo e ci sono molte incertezze sull’efficacia del protocollo previsto. Si prevedono anche problemi di staticità della collina da realizzare.

Le terre attualmente portate a Santa Barbara via treno provengono solo dalla stazione ai Macelli, non dovrebbero essere additivate, sarebbero “terre tal quali”, teoricamente non inquinate se non per processi industriali sbagliati (cosa da non escludere visto cosa è successo in altri cantieri TAV).

Da notizie stampa abbiamo letto le lamentazioni della CISL che lamenta solo una dozzina di lavoratori nel cantiere che va molto a rilento. Non si rendono conto dei problemi esistenti e hanno sempre rifiutato ogni confronto o dialogo.

Subsidenze, cioè cedimenti del terreno per lo scavo di gallerie
Le gallerie sarebbero scavate in terreni alluvionali di per sé piuttosto instabili; i rischi sono di movimenti del terreno in superficie, soprattutto cedimenti in interi quartieri densamente costruiti anche con edifici di vecchia realizzazione, non in cemento armato.

Negli anni passati abbiamo fatto ricorso alla Magistratura per “danno temuto da nuova opera”; il ricorso è stato respinto, ma ci ha permesso di far fare studi approfonditi sui possibili danni agli edifici che i nostri tecnici ha rilevato piuttosto importanti, sempre che non si abbiano addirittura fenomeni particolari come quelli avvenuti in altre città che hanno portato a crolli. L’ultimo di cui siamo a conoscenza è questo: https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/crollo_cimitero_poggioreale_infiltrazione_acqua-6421342.html

https://www.quotidiano.net/napoli/crollo-cimitero-poggioreale-bare-1.7215420

Il fenomeno subsidenza sarà amplificato dal fatto che sarà utilizzata una sola fresa per lo scavo in due tempi delle due gallerie previste; solitamente questi lavori sono fatti con due frese che lavorano in parallelo; è cosa accertata scientificamente che nel secondo passaggio della fresa, che troverà terreni non più omogenei, i rischi di cedimenti saranno superiori del 50%. Si dice che si ovvierà a questo pericolo aumentando la pressione sul fronte di scavo, ma questo comporta rischi di innalzamento del terreno che causerebbero gravi danni comunque.

Dal momento che ci sono possibilità di potenziare il nodo sia con nuovi binari in superficie, sia con nuove tecnologie di distanziamento dei treni, non si capisce perché Regione e Comune siano così incaponiti a voler far correre tanti rischi alla città e ai suoi abitanti. Uno, non il solo, di questa testardaggine è il fatto che alla realizzazione del Passante siano legate compensazioni per i comuni di Firenze (contrattate da Renzi sindaco), sia per i comuni di Cavriglia, San Giovanni, Figline. In particolare al momento dell’arrivo delle prime terre dalle gallerie arriverebbero diverse risorse per la viabilità nei comuni del Valdarno e per quella fiorentina. Queste risorse sono state già messe nei bilanci di quei comuni da diversi anni senza la certezza della loro disponibilità. Sempre da notizie stampa parrebbe che in Valdarno stiano per arrivare i primi soldi dopo l’arrivo delle terre della stazione ai Macelli. Ma se un Comune ha necessità di potenziare la propria viabilità perché lo si può fare solo come “compensazione” ad un progetto sbagliato? Queste dinamiche appaiono distorsione asurda.

Assicurazioni
Un problema che il Comitato ha suscitato è quello delle assicurazioni per eventuali danni dallo scavo delle gallerie. Al momento la società che lavora nel cantiere Macelli è Infrarail s.r.l., ci risulta con capitale di 5 milioni di euro; la srl sarebbe controllata da RFI. Non abbiamo idea di quali livelli assicurativi esistano. Durante i lavori passati abbiamo consultato i bilanci della società che realizzava i lavori per conto del General Contractor, Nodavia, nel frattempo liquidata a seguito del fallimento delle due società che la controllavano (Coopsette e Condotte spa). Nella relazione del bilancio, alle pagine 50 e 51 già si diceva chiaramente che le coperture erano stimate ampiamente insufficienti.

Cantieri
Attualmente i lavori nel cantiere Macelli sono molto a rilento. La promessa sbandierata di finire i lavori nel 2027 ci pare soprattutto propaganda mediatica, quella di iniziare lo scavo in autunno lo stesso: prima di iniziare lo scavo dovranno essere consolidati tre edifici presso il ponte del Pino e i bastioni della Fortezza da Basso. Per far questo occorre una iniezione di cemento sotto gli edifici con una tecnica detta di “get grouting”; sarà necessario realizzare un pozzo piuttosto profondo da cui iniettare il cemento sotto gli edifici da tutelare. A parte il fatto che questi lavori possono essere pericolosi – a Bologna hanno danneggiato fognature e reso inagibili gli edifici da proteggere – i tempi di realizzazione sono di alcuni mesi. Al momento non c’è traccia di cantieri nelle zone interessate.
Anche i testimoniali di stato che si è deciso di rifare non sono in fase molto avanzata, almeno da quello che ci dicono i tecnici che tutelano i residenti.

Normativa
A noi pare che i lavori, prima di un reale inizio dello scavo della gallerie, abbiano ancora da aspettare.
C’è un fatto che abbiamo denunciato pubblicamente e su cui abbiamo anche fatto un esposto: il Passante fiorentino rientra ancora tra le opere della Legge Obiettivo; secondo questa legge i lavori devono essere portati avanti da una impresa di dimensioni adeguate – non certo da una srl che non ha gli strumenti per realizzare l’opera – con la presenza della figura del general contractor. In questo momento la figura non esiste perché quelle esistenti prima sono entrambe fallite. Se si volesse davvero portare avanti l’opera si dovrebbero rifare le gare di affidamento.
Al momento secondo noi, se si sta realmente lavorando al “lotto 2” del Passante, siamo davanti ad un enorme abuso edilizio. Ma probabilmente i semplici lavori realizzati ultimamente sono dichiarati di manutenzione del cantiere.

Osservatorio Ambientale
L’Osservatorio Ambientale che dovrebbe sorvegliare i lavori al Passante ha il sito con gli ultimi aggiornamenti del 2015. Noi non abbiamo mai avuto molta fiducia in quest’organo che non ha terzietà, ma la sua mancanza denuncia un pressapochismo e una trasandatezza nei lavori davvero stigmatizzabile.
Comitato No Tunnel TAV di Firenze

Chiunque avesse domande, necessità di chiarimenti ci contatti, siamo a disposizione:

notavfirenze@gmail.com

338 3092948

335 1246551

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