Firenze. Il contrappunto del Sindaco

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C’è un uomo a Firenze che ama molto far parlare di sé: il Sindaco, che essendo anche musicista lo fa ricorrendo al contrappunto.

Fino a ieri minaccioso e deciso a tutto per imporre luce e contemporaneità alla “sua” città. Prima delle feste se l’era presa con i professionisti del no, i professori e in generale quelle persone che si erano permesse di contrapporre alla vendita di illustri immobili – Costa S.Giorgio, le Poste Nuove… – e aree strategiche come le ex Officine Grandi Riparazioni di Porta al Prato, una maggiore dedizione e cura contro i destini implacabilmente speculativi e fortemente entropici promossi dall’Amministrazione Comunale. Ieri l’anatema contro il Soprintendente ai Beni Culturali e Architettonici, colpevole di non aver concesso la proroga alla Ruota panoramica nel giardino della Fortezza da Basso, spingendosi il sindaco molto oltre i limiti delle sue competenze istituzionali e il buon gusto. Riflettendo su “chi deve governare la città, i sindaci eletti o altre persone che non rispondono ai cittadini ma a sé stesse?” l’attacco al Soprintendente è violento, anche se viene da pensare che Nardella parli davanti allo specchio.

Gli effetti di deregolamentazione sul patrimonio architettonico storico, le ruote, gli sponsor delle luci, cominciano a manifestare la “contemporaneità” dei consumi di suolo, di immagini, dei riti del dio denaro che investe la città antica. La smart city tanto citata, è in fondo un po’ figlia di Las Vegas, non c’è posto per una Magistratura (la Soprintendenza) che ha a cuore il valore, il senso e la modernità della storia.

Il contrappunto è di oggi in una intervista sulla Nazione dove il sindaco si fa metropolitano e mostra con toni pacati e regionali il fascino di una multi-utility toscana – vedi Emilia-Romagna – per tutti i servizi un tempo pubblici, a partire dagli acquedotti, per finire con lo smaltimento dei rifiuti, con gli inceneritori. Ma il punto davvero commovente è il riconoscimento – per la prima volta – del primato dell’aeroporto di Pisa nella Regione che il suo segretario Letta aveva ritenuto raggiungibile in mezz’ora da Firenze. Un pensiero recepito a metà: bene il primato di Pisa dopo che si sarà realizzata la nuova pista (e il nuovo scalo) a Firenze Peretola. Infine un lamento per la lentezza dei lavori al passante sotterraneo del TAV a Firenze, quello dove si è speso più di un miliardo senza avere scavato un metro di tunnel. I suoi interlocutori sono i Presidenti di Regioni, i sindaci dei capoluoghi di provincia e ove occorra i Ministri. Innominabili i cittadini, le Associazioni, le minoranze politiche. La città dello spreco e degli affari deve andare avanti; di ecologia e di ambiente è meglio parlarne nei convegni, magari a Palazzo Vecchio.

Tutta mia la città… si cantava a Sanremo.

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Roberto Budini Gattai

Urbanista, attivo in perUnaltracittà e nei Comitati fiorentini di resistenza alla speculazione

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