La nuova grande strada di collegamento tra Via Pistoiese e viale Rosselli: Un’opera devastante per l’ambiente e dannosa per i cittadini.

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Se vi è un progetto che contraddice radicalmente ogni politica di mobilità sostenibile, di difesa dell’ambiente e di pianificazione orientata alla riconversione ecologica, è quello relativo alla nuova strada a scorrimento veloce prevista fra la Via Pistoiese e il Viale Rosselli. Progetto che è stato deliberato dalla Giunta Comunale nel 2020 con il quale si è stabilito che esso debba procedere in parallelo, anche nel senso della contiguità del tracciato fino allo sbocco con lo svincolo all’Indiano, con la realizzazione della prima tratta Leopolda-Piagge della linea tramviaria 4.1. Se l’obiettivo strategico, in ordine alla gravissima crisi ambientale in atto, che ha manifestato i suoi effetti con tutta evidenza proprio in questi ultimi tempi, con l’intensificarsi dei fenomeni meteorologici estremi: siccità, tempeste, nubifragi…, dovrebbe essere quello della riduzione tendenziale degli attuali volumi di traffico, per limitare progressivamente le emissioni di CO2 e di inquinanti in città, la realizzazione di questa nuova grande arteria di penetrazione verso il centro cittadino, va palesemente nella direzione opposta. In considerazione del fatto che, come asseriscono gli stessi esperti della mobilità e dei trasporti delle persone, in rapporto all’enorme e potenziale parco di veicoli che possono circolare, aumentare l’offerta di infrastruttura viabilistica risulta, a parte rari casi particolari, una scelta inutile e anzi controproducente, che anziché favorire un decongestionamento del traffico non fa altro che attrarre nuove auto, incentivando l’utilizzo per lo spostamento del mezzo privato.
Con Pistoiese-Rosselli, dove è prevista una frequenza di ben 1700 auto all’ora, la nuova arteria di comunicazione in parte convoglierà il traffico spostandolo da altre direttrici parallele, ma in parte, aumentando l’offerta di mobilità, svilupperà nuova domanda e nuovo traffico. Il risultato è quello di spostare spazialmente il problema del congestionamento e dell’intasamento del traffico, non di ridurre efficacemente l’ammontare complessivo dei flussi veicolari in questo quadrante della città. Né di conseguenza abbassare il livello dell’inquinamento, sia atmosferico che acustico. Che viceversa impatterà pesantemente, data la collocazione della strada, da un lato sul tessuto urbano che va dalla zona del Barco a Porta a Prato, e dall’altro, ciò che per taluni aspetti è anche più grave, sulla limitrofa area naturalistica più importante della città: il Parco delle Cascine. Per non parlare della sconsiderata distruzione, sul piano ecologico e paesaggistico che la realizzazione della strada comporta, sconvolgendo il volto storico di un lembo di territorio costituito dal pregiato corridoio verde del Fosso Macinante, il quale una volta tombato scomparirà con le sue alberature e la sua biodiversità per dare spazio, lungo tutto il suo percorso, alla nuova pavimentazione stradale. Altro che contrastare il cambiamento climatico e le isole di calore, come si vanta a parole il Sindaco, questo nuovo corridoio, d’asfalto e non più di verde, non può che peggiorare le condizioni climatiche dell’ambiente circostante: è acquisito che nelle aree urbane il suolo è in grado di determinare il microclima, un aumento della superficie asfaltata riduce la traspirazione dovuta alla sua impermeabilizzazione e accresce l’assorbimento di energia solare dando origine alle cosiddette isole di calore urbane. Con queste risposte ai problemi della mobilità, tutt’altro che sostenibili, si nega alla radice il diritto dei cittadini ad avere un’aria pulita in città, meno rumori, una maggiore sicurezza stradale, la prospettiva di un ambiente urbano più sano e vivibile. Come hanno ben compreso gli abitanti che vivono in prossimità dei previsti svincoli stradali che dovrebbero collegare la futura arteria con la viabilità cittadina all’altezza di via Pergolesi e di via Boito, e che hanno a suo tempo vivamente protestato contro l’eventualità, assai probabile, di un aumento considerevole del traffico nella loro zona di residenza. Una politica della mobilità portata avanti dall’attuale Amministrazione Comunale contraddittoria (a cosa serve un’altra costosissima linea tramviaria se per alleggerire il traffico occorre abbinarla all’apertura di una nuova strada) e contraria agli interessi dei cittadini oltre che inadeguata alle sfide poste dalla crisi climatica, con i suoi ristretti margini di tempo e le scelte radicali e di progettualità alternativa che essa richiede per fermare il surriscaldamento del pianeta. Occorrono invece scelte di carattere strutturale e sistemico fondate soprattutto su un’adeguata politica di trasporto pubblico locale (con agevolazioni tariffarie come sta avvenendo in Germania e Spagna) accompagnate da una speculare politica di disincentivazione del trasporto privato ed in particolare di quello su auto.

1 commento su “La nuova grande strada di collegamento tra Via Pistoiese e viale Rosselli: Un’opera devastante per l’ambiente e dannosa per i cittadini.”

  1. Roberto Renzoni

    Ottimo articolo che centra il problema consumo del suolo ed inquinamento. Una sola osservazione per il cosiddetto Parco delle Cascine: esso non esiste più da anni. Esso è diventato un luogo dove c’è di tutto e si fa di tutto: dalla prostituzione nell’ora tarda del giorno, al giro della droga, al mercato, alla trasformazione del luogo in un via vai di macchine che lo percorrono da cima a fondo e non mi viene a mente altro se non che da qualche anno “accoglie” un ponte sull’Arno per consentire alla tranvia di passar di là……

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