Pubblichiamo l’intervista che Ornella De Zordo ha fatto a Roberto Checcucci, storico attivista di Mondeggi già intervistato nell’aprile 2022, all’inizio del percorso che ha portato Mondeggi Bene Comune a partecipare al bando di manifestazione di interesse della Città metropolitana di Firenze.
Come si arriva da Mondeggi Fattoria senza Padroni alla partecipazione al bando di manifestazione di interesse della Città metropolitana?
Circa tre anni fa la Città metropolitana di Firenze decide di escludere la tenuta di Mondeggi dai beni alienabili e di destinare a tale tenuta un consistente fondo del PNRR, in particolare circa 50 milioni di euro per ristrutturare tutta la tenuta, ovvero gli immobili, per poi assegnarli, tramite un processo di coprogettazione, agli enti che dovranno gestirla. La prima cosa da dire è che questi fondi, nonostante Mondeggi abbia una vocazione fortemente agricola, derivano dalla Missione PNNR inerente il terzo settore, quindi finalizzati all’erogazione di servizi di vario tipo alla persona e alla cittadinanza.
Sulla scorta di questa sollecitazione, la comunità di Mondeggi ha attivato al suo interno una discussione estremamente lunga e dolorosa che ha portato alla scissione della comunità stessa. In particolare si sono allontanati coloro che avevano una visione molto radicale inerente Mondeggi e non intendevano neanche provare a interloquire con la città metropolitana per dare una veste più istituzionalmente visibile alla nostra esperienza senza snaturarla. La parte più dialogante ha prevalso, ci siamo quindi costituiti in APS, condizione indispensabile per partecipare al bando, e abbiamo cominciato a avere contatti con i tecnici universitari capitanati dal professor Mario Biggeri che aveva avuto dalla città metropolitana l’incarico di eseguire una sorta di master plan di questo enorme progetto.
Con loro abbiamo avuto una interlocuzione lunga, proficua e il risultato a cui sono arrivati loro riflette quasi completamente tutti i nostri desiderata circa la distribuzione degli spazi all’interno degli immobili. Infatti il progetto prevede che il pieno terreno di ogni casale sia adibito alle attività delle associaioni e ad attività comuni in genere, come ad esempio i laboratori di trasformazione agricola. per le attività associative, per le attività comuni, per i laboratori di trasformazione agricola. I primi piani sono invece adibiti a residenza permanente o a residenza temporanea tipo foresteria.
Nel frattempo la Città metropolitana ci ha contattato e abbiamo cominciato a interloquire con loro per vedere come fare a conciliare la nostra esperienza, in particolare la nostra occupazione che tuttora persiste, con questo enorme pachiderma istituzionale che stava mettendosi in moto.
In cosa consiste la coprogettazione che riguarda i casali (la Villa di Modeggi ne è esclusa) siti nell’area della tenuta e che vedrà Mondeggi Bene Comune APS come capofila?
Al momento attuale siamo nel pieno dei lavori edili e siamo circondati da cantieri: la nostra comunità di Mondeggi è concentrata solo nel casale di Cuculia (prima dei cantieri il presidio comprendeva anche i casali di Sollicciano e Conte Ranieri), perché gli altri sono ormai tutti oggetto di ristrutturazione.
Le interlocuzioni con la Città metropolitana hanno portato all’accordo – solo verbale – che avremmo proseguito il presidio di Cuculia finché non avremmo avuto la certezza dell’esito positivo del procedimento amministrativo della coprogettazione. Inoltre siamo riusciti ad ottenere – quando sarà obbligatorio lasciare Cuculia per poterla ristrutturare – la realizzazione di un presidio abitativo tramite l’installazione di strutture temporanee che ci potranno consentire di mantenere la presenza costante sul territorio. La disponibilità di spazi che possano essere individuati come punto di riferimento per le nostre attività è un elemento essenziale per la sopravvivenza della nostra comunità nel periodo di cantieri. Inoltre, è la nostra arma migliore per esercitare pressione politica sulla Città metropolitana e per monitorare sul posto il corretto svolgimento dei cantieri.
L’avviso per coprogettazione che la Città metropolitana ha fatto uscire più o meno un mese fa riguarda tutti e sei i casali che compongono la tenuta di Mondeggi, esclusa la villa e le sue pertinenze. Questo perché la villa sarà oggetto di un procedimento completamente separato, perché – secondo la Città metropolitana – la locazione della villa ad un ente ancora non individuato dovrebbe consentire di affidare i casali oggetto di coprogettazione in comodato gratuito.
Un aspetto fondamentale da mettere in evidenza è che l’avviso riguarda solo i casali e non la terra, dato che secondo i tecnici della Città metropolitana, una assegnazione di terreni con finalità esclusivamente agricole non era possibile seguendo il canale del Codice del Terzo Settore (che regola l’avviso uscito).
Questo ci ha messo in grandissima difficoltà in quanto il nostro progetto individuava nella terra il minimo comune denominatore per tutte le attività che si potranno sviluppare a Mondeggi. Siamo stati quindi costretti a rimodulare i contenuti progettuali facendo comunque intendere che i terreni – al termine di tutte le procedure amministrative – potranno essere nella nostra disponibilità. In realtà tutti i terreni della tenuta saranno oggetto di un bando separato – che dovrebbe uscire al più presto – aperto a tutti, che quindi rende concreto il rischio che i terreni siano assegnati a realtà terze.
Quali sono le finalità del vostro progetto?
Entrando nel merito, il nostro progetto ha come finalità l’assegnazione di tutti i casali della tenuta, in modo da sviluppare attività legate assieme da due principi fondamentali che hanno contraddistinto la comunità di Mondeggi da sempre: la gestione agroecologica del territorio e della comunica e la gestione della stessa tenuta come un bene comune basato su processi decisionali in più possibile orizzontali e aperti.
Per poter realizzare questo obiettivo abbiamo contattato e coinvolto 10 realtà associative territoriali più o meno grandi (tra cui anche ARCI Firenze), che hanno sottoscritto i due principi-base precedentemente citati. Di questo raggruppamento di ETS, Mondeggi Bene Comune di propone di essere il capofila della costituenda ATS (Associazione Temporanea di Scopo), nonché il garante della gestione di tutto il sistema, lavorando affinché Mondeggi non diventi un condominio di associazioni che svolgono le loro attività completamente slegate le une dalle altre.
Quali attività prevede ogni casale al proprio interno?
In estrema sintesi, secondo il nostro progetto il casale di Cuculia – storicamente casa nostra – costituirà il centro agricolo della tenuta, essendo adiacente al capannone che conterrà tutte le attrezzature agricole. Il casale di Pulizzano verrà adibito a osteria contadina e punto vendita dei prodotti della tenuta dei piccoli produttori del territorio. Due casali saranno destinati alle attività con i minori e al disagio mentale, un altro sarà destinato all’ accoglienza di migranti e attività riguardanti il fine vita: infine il casale Cereto sarà destinato alla cittadinanza, in particolare alle scuole, quindi attività sportive, centri estivi, attività culturali etc. Inoltre, ogni casale avrà una pertinenza di circa un ettaro di terreno, in cui viene prevista la realizzazione di orti, eventualmente pollai, alberi da frutto. Come detto, tutto il resto del terreno sarà oggetto appunto di assegnazione separata, tramite apposito bando.
Avendo come riferimento questa impostazione progettuale, la comunità di Mondeggi intende costituire nel futuro un “presidio diffuso” che consenta – come detto – di mantenere unite e coerenti tra loro tutte le attività previste. Per fare queste abbiamo immaginato di poter disporre di una residenza permanente in ogni casale per la figura del custode/referente, che magari si potrà occupare anche della gestione delle pertinenze esterne. Laddove sono presenti locali ampi, abbiamo immaginato lo svolgimento delle attività di cucina popolare rivolta ai futuri lavoratori dei varai casali e a chi in futuro lavorerà la terra: inoltre questi ampi spazi saranno necessari per lo svolgimento delle attività assembleari collettive e per accogliere attività proposte ad realtà esterna rivolte a tutta la collettività.
Quale il collegamento con le attività che si sono svolte finora a Mondeggi?
Lo scorso 28 novembre abbiamo finalmente consegnato questo enorme progetto nei tempi previsti, accompagnandolo con tutte le nostre speranze sul futuro di Mondeggi e della nostra comunità, che dovrà allargarsi ed aprirsi a realtà che sinora ci hanno solo supportato dall’esterno. Ci aspetta un mese di attesa per sapere se saremo ammessi al tavolo di coprogettazione, poi lo stesso durerà circa 45 giorni durante i quali si svolgeranno almeno 3 incontri in presenza. Quindi, circa a metà febbraio 2026 (se i tempi saranno rispettati) sapremo quale finale (o nuovo inizio) dare alla nostra storia, che vanta ormai 12 anni di presidio attivo e di sperimentazione della gestione condivisa del bene comune.
La nostra volontà è quella di poter avere la possibilità di rendere l’esperienza di Mondeggi – unica nel suo genere – leggibile ed apprezzabile anche da chi sinora ci ha osteggiato solo perché eravamo “occupanti abusivi”. Mondeggi Bene Comune dovrà invece costituire un modello di gestione condivisa – totalmente alternativo alle metodologie di amministrazione pubblica – da poter essere applicato anche ad altri contesti.
Intanto, pur tra i mezzi di cantiere, continuiamo a raccogliere le olive e a presidiare questa collina che ormai sentiamo come casa nostra.
Ornella De Zordo
Ultimi post di Ornella De Zordo (vedi tutti)
- Affaire Montedomini: parte l’esposto alla Magistratura - 28 Luglio 2026
- ‘20.000 alloggi in affitto’: un successo per i costruttori, non per la città. Funaro rimedi agli errori del passato - 8 Giugno 2026
- “Abitare scenari di guerra”: il premio Bargellini dedica la VII edizione al popolo palestinese - 2 Giugno 2026





