Abitiamo l’indefinito, moltiplichiamo l’imprevisto: presidio sonoro a Prato

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Domenica 4 gennaio 2026 si è tenuto un presidio sonoro alla Skateplaza di Prato collocata tra via Giordano, via Colombo e via Da Verrazzano: per un’intera giornata è stato montato un sound system, ed è stato abitato attraverso musica, corpi e pratiche di condivisione.

Quando la politica tace, facciamo rumore.

Come Aggregato Esplodiamo, sulla scia delle pratiche della Rete di Colletivi Wish Parade, con “presidio sonoro” intendiamo un’azione semplice e diretta: portare la musica fuori dai luoghi consueti e usarla come strumento politico, capace di riattivare spazi, far incontrare persone diverse e sostenere concretamente le lotte che attraversano il territorio.
Non occupiamo uno spazio: lo abitiamo.

Presidio Sonoro a PratoIl presidio sonoro alla Skateplaza è stata anche un’occasione di sostegno economico ai picchetti sindacali del SUDD Cobas, che da anni lottano nei distretti industriali pratesi contro lo sfruttamento nella filiera del tessile e non solo. Un gesto di solidarietà concreta per ribadire un principio semplice: senza diritti non c’è festa.

Amplificare queste lotte attraverso un soundsystem significa rendere udibili voci che vengono rese invisibili: persone migranti, senza contratti, soggettività razzializzate.

Questa iniziativa assume un peso particolare a Prato. Terza città del centro Italia per dimensione, Prato vive oggi una situazione paradossale: mentre l’industria continua a divorare il territorio della piana e il centro cittadino viene progressivamente svuotato e standardizzato, ridotto a consumo travestito da socialità, il Comune è commissariato, amministrato d’ufficio in attesa delle prossime elezioni. Se la politica è sospesa, la vita no.

Eppure, in questo contesto, resistono e fioriscono pratiche politiche vive. Realtà come Non Una Di Meno Prato, il Comitato 25 Aprile e SUDD Cobas continuano a costruire comunità attraverso incontri, mutuo soccorso e conflitto sociale; attraverso pratiche di Liberazione da repressione e colonialismo, la cui massima espressione sono il genocidio in Palestina e le decine di conflitti che sono in atto sul piano globale. Crediamo dunque che noi stessə dobbiamo vivere una nuova Liberazione attraverso esperienze diverse tra loro, ma unite dalla forza che nasce dalla presenza sul territorio e dalla cooperazione.

Vogliamo inserirci in questo solco di pratiche attraverso la musica e l’arte, portando i corpi negli spazi pubblici della città, scatenando energie in grado di creare nuovi intrecci nella trama urbana pratese. Perché ballare insieme mette in relazione le differenze, non le cancella.

L’esperienza della Rete di collettivi Wish Parade a Firenze ha dimostrato che la festa può essere una pratica politica reale: una manifestazione sonora capace di riappropriarsi dello spazio pubblico e di far convivere soggettività differenti. Aver portato a Prato la pratica del presidio sonoro è l’inizio della riattivazione di una città resa silenziosa, facendo luce sulle potenzialità di quei luoghi che sono zone di contatto tra comunità diverse.

La Skateplaza è uno di questi luoghi: uno spazio urbano in cui si incontrano giovani skater, rappers e MCs come quelli e quelle del Muretto di Prato, ragazzi e ragazze di età e origini diverse, persone che lo vivono e lo attraversano quotidianamente. Da qui può emergere una comunità meticcia, capace di portare valore e ricchezza attraverso l’eterogeneità.

La scelta di non riferirci alla piazza come “l’area playground della Chinatown” o “l’area playground del Macrolotto 0” è una scelta ben precisa: da un lato respingiamo la denominazione “Chinatown”, portatrice di stereotipi semplicistici e frutto di una categorizzazione razziale; dall’altro, rifiutiamo l’etichetta “Macrolotto 0”, risultato dell’impostazione padronale che è riuscita a trasformare una zona con un altissimo numero di abitazioni in area industriale.

Gli spazi principalmente vissuti e animati dalla comunità cinese a Prato intersecano delle aree della città con una pianificazione urbana a misura di persona di per sé già difficile; difatti, la complessa promiscuità tra spazi abitativi e produttivi ha complicato la progettazione di una sua riarticolazione con l’obiettivo di trarne più benefici possibili per il benessere della cittadinanza che la vive. Questo, oggi, si traduce nell’esigenza di un’attenta analisi di tipo qualitativo delle relazioni spaziali tra le attività umane che attraversano quei luoghi. Attenta analisi che riteniamo si debba riflettere anche in una rinominazione dell’area. Per questo noi abitiamo l’indefinito.

Durante la giornata ci siamo mossi e mosse insieme alle persone che abitano la piazza, promuovendo le attività sportive e artistiche che normalmente la animano, facendo convergere più modi di stare insieme in un momento di festa politica libera. Viste le circostanze, il presidio sonoro alla Skateplaza è stato anche il riferimento pratese per l’espressione da parte di tutte le realtà coinvolte della condanna rispetto all’aggressione USA contro il Venezuela. Contro l’imperialismo, contro il colonialismo fascista, contro il sistema della morte. Il sound system si è fermato per lasciare spazio a parole, striscioni, cartelli in solidarietà a tutti i popoli oppressi dalla guerra.

A Prato, forse per la prima volta nella sua storia, abbiamo animato una piazza pubblica attraverso la festa e l’autogestione. E l’abbiamo fatto come comunità. Una comunità che vuol continuare a riempire di rumore i vuoti di una città troppo quieta.

Moltiplichiamo l’imprevisto.

 

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Aggregato Esplodiamo

Pluralità proteiforme aggregatasi in seno alla Wish Parade 2025 nel perseguire il tentativo di costruire nuove estetiche del possibile. L'Aggregato è composto da elementi di estrazione differente: membr3 di collettivi artistici e curatoriali, nonché persone singole attive in campo sociale, politico e culturale nella piana di Prato-Firenze-Pistoia. L'Aggregato Esplodiamo intende essere una macchina di di·stùr·bo capace di commuoversi di fronte al caos.

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