Dalla quattro giorni di Carnevale all’utopia della città che cura

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Dal 14 al 17 febbraio 2026 a Firenze si è respirata unaria colma di euforia, rumore, ebrezza ed estasi. La Polveriera Spazio Comune è stata al centro di un processo di riappropriazione popolare della festa di carnevale grazie alla convergenza di numerosi collettivi e altrettante persone singole.

Per quattro giorni abbiamo vissuto in un quadro di aggregazione festosa, una situazione conviviale dove si è espressa quella pratica di cura orizzontale che ha permesso a corpi di connettersi, a lotte di intrecciarsi e soprattutto a tutt3 noi di amplificare quel desiderio comune di un mondo migliore. Un mondo in cui arte, consenso, cura e resistenza sono in grado di fare cerchio contro le ingiustizie sociali. Un mondo in cui si possa immaginare la realtà oltre loppressione colonialista che oggi soffoca le popolazioni in ogni angolo del pianeta, oltre la repressione neofascista che attacca le popolazioni già schiave del tecno-capitalismo e succubi delle nuove forme di neoliberismo digitale. Un mondo in cui si possa guardare effettivamente oltre, e iniziare a raccogliere le energie per costruire collettivamente nuove alternative. A partire da quella che possiamo definire l’utopia della città che cura. Tale utopia coinvolge l’idea di una città/comunità accogliente che sa attingere a quella capacità di ascoltare e assistere tutte le persone che la abitano/vivono. E in una simile utopia i progetti di cura sono collocati proprio al cuore della città, nel centro nevralgico del territorio cittadino. Un pocome La Polveriera Spazio Comune.

Il processo di estrazione di valore ad opera di fondi speculativi e piattaforme digitali che investe Firenze ha marginalizzato e sfiduciato la cittadinanza, e si è ben sposato con lincapacità decisionale e di intervento delle istituzioni rappresentative a livello municipale e regionale. A questa prospettiva di marginalizzazione e impotenza, contrapponiamo dal basso l’utopia della città che cura. E abbiamo deciso di farlo proprio a partire da La Polveriera, spazio libero l’unico in uno dei centri città più gentrificati dItalia dove poter riunire desideri e necessità.

Ci siamo riappropriat3 della festività del carnevale, e non intendiamo certo accontentarci di quattro giorni; per alimentare lutopia della città che cura, infatti, c’è bisogno di presenza costante, gioiosa, piacevole, plurale e intersezionale. Solo così riusciremo a innestare un podi umanità in un quartiere desertificato dalla turistificazione e dalle esigenze di decoro delle cittadelle del lusso trapiantate a scapito dell3 residenti.

Per tutti questi motivi è stato importante che la quattro giorni di carnevale si sia diffusa nella città, e che cioè si sia aperta e chiusa attraverso momenti di piazza: il corteo di sabato 14, nonostante la pioggia battente, è riuscito a raccogliere alcune centinaia di persone e varie realtà organizzate La Casa dei Diritti dei Popoli, Firenze per la Palestina, Rete Jin, Mediterranea, Salviamo Firenze X Viverci, Collettivo di Fabbrica ex-GKN, La Piana contro le nocività, SuddCobas, Workers in Florence, CPA, Rete Antisfratto Fiorentina, Sinistra Progetto Comune e ha reso possibile un ingresso situazionista in Polveriera alla presenza della Venere Biomeccanica sui ritmi dei tamburi della Brigata Sonora; infine, la passeggiata rumorosa di martedì 17 ha portato spontaneamente diverse decine di persone a seguire le melodie intonate dai Fiati Sprecati e a festeggiare il martedì grasso in piazza Santissima Annunziata in modo istintivo, autentico, regalando alla città una sana dose di ballo, divertimento, giocoleria, disturbo e antifascismo.

Il movimento che si è formato durante questa quattro giorni è estremamente variegato, e le attività che si sono svolte in Polveriera ne sono una prova: bioarchitettura, astrologia, arte-terapia, auto-produzioni, costruzione di maschere, fanzine, serigrafia, danza, fotografia, poesia, musica e cucina popolare sono ciò che diverse anime hanno condiviso con la collettività nel corso del carnevale. Questo intreccio di interessi, culture e attività era lunica risposta che poteva esserci in opposizione alle voci di sgombero che avevano interessato La Polveriera a fine dicembre 2025. Agli sgomberi voluti da politicanti in cerca di becero consenso e da quelli ordinati da speculatori frustrati sullorlo della bancarotta noi risponderemo sempre ampliando la rosa delle potenzialità degli spazi. La Polveriera oggi è a tutti gli effetti un cantiere aperto a tutte le realtà ed individualità che desiderano un centro di Firenze un mondo migliore: più inclusivo, solidale, intergenerazionale, oltre tutte le discriminazioni, gli abusi e le violenze che ci circondano.

Come Rete Wish Parade ci siamo moss3 in sinergia con lassemblea di autogestione de La Polveriera, con lassemblea venerala.org e con tutte le persone singole e i collettivi che hanno contribuito alla realizzazione di questa fantastica quattro giorni di carnevale.

È pur vero che, come sempre accade quando gli spazi pubblici si aprono a tutta la cittadinanza, purtroppo si sono registrati alcuni episodi di furti e molestie. Ci assumiamo la responsabilità collettiva di quanto accaduto. L’assenza di cura continua a regnare sovrana nella nostra società. Il sistema neoliberista lha infatti ridotta a questione individuale, da comprare sul mercato, con una progressiva privatizzazione dei servizi sanitari e sociali. Se durante la sera di sabato 14 febbraio abbiamo potuto contare sul supporto dell3 professionist3 della Cooperativa Sociale CAT, nei giorni successivi la riduzione dei rischi è stata autogestita; al netto di alcuni passi in avanti compiuti rispetto alla gestione dell’after dell’ultima street parade al Parco delle Cascine, evidentemente dobbiamo sviluppare più consapevolezze e adottare migliori strategie di comunicazione delle buone pratiche. È dunque essenziale continuare a rafforzare le nostre reti di supporto, affinando gli strumenti di prevenzione, condividendo con sempre più persone gli esiti dei percorsi di autoformazione fin qui svolti. In modo che ogni corpo possa sentirsi accoltə e protettə.

In conclusione, aspettando di comprendere quale forma assumerà la Wish Parade 2026, nelle ultime settimane ci siamo res3 conto di qualcosa di importante: abbiamo trascorso tutto il 2025 in Polveriera, e abbiamo affrontato percorsi di autoformazione sulla riduzione dei rischi insieme allassemblea de La Polveriera; insomma, la maggior parte delle nostre necessità possono trovare realizzazione nel processo che pone La Polveriera come avamposto di cura e resistenza, ossia un orto comune a disposizione di tutt3 per la fioritura di una nuova rete di desideri e per la maturazione dei frutti di uninedita comunità fiorentina contemporanea che ponga le proprie fondamenta sui seguenti princìpi: mutuo soccorso; liberazione degli spazi pubblici; condivisione di energie, pratiche e risorse.

L’etica della cura universale è l’unico antidoto
verso l’incuria che il sistema attuale ha per gli esseri viventi e per il pianeta.

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