In Italia, chi ha di più paga proporzionalmente di meno, non solo, cinquantamila persone, lo 0,1% della popolazione, detengono oggi quasi il 10% della ricchezza nazionale, il doppio di trent’anni fa. Eppure l’idea di chieder loro un contributo straordinario è rimasta a lungo un tabù, ma forse qualcosa sta cambiando. Ne parliamo attraverso la recensione di un libro-cassetta degli attrezzi, attraverso la proposta di legge del comitato “1%equo” (che si invita a sottoscrivere) e attraverso gli echi di stampa e le schermaglie attualmente in atto nel cosiddetto Campo largo.
“Tassando dall’1 al 3% lo 0,1% più ricco della popolazione italiana potremmo avere un gettito sui 13 miliardi di euro. […] Lo 0,1% più ricco degli italiani, circa 50.000 persone, dal 1995 al 2016 ha quasi raddoppiato la propria quota di ricchezza. Ieri deteneva meno del 6% del totale, oggi quasi il 10%”, scrive il giornalista viareggino Riccardo Staglianò nel libro Tassare i milionari, che ha per sottotitolo Prendere ai ricchi per dare ai poveri. Il volume, uscito nel gennaio 2026, è una lettura indispensabile per dissolvere tanti luoghi comuni sbagliati, ed è caldamente consigliata ai parlamentari del Campo largo e a chi vuole saperne di più sul controverso tema della patrimoniale: “una tassa sin qui considerata radioattiva solo perché spiegata malissimo”, scrive l’autore. “Non è comunismo, ma il più elementare buonsenso”, aggiunge Staglianò. Non è un caso che le tasse patrimoniali esistano da molto tempo in Svizzera e Norvegia e siano una recente acquisizione per la Spagna.
Il 7 maggio 2026 è stata depositata in Cassazione dal comitato “1%equo” una proposta di legge di iniziativa popolare per un’imposta annuale progressiva sui grandi patrimoni superiori ai due milioni di euro, che prevede in particolare aliquote fra l’1% e il 3,5% sulla quota eccedente la soglia di due milioni, oltre a un allineamento alla media europea delle aliquote dell’imposta di successione. L’obiettivo è ristabilire equità fiscale, ridurre le disuguaglianze e rispettare i principi costituzionali di capacità contributiva e progressività. Secondo le stime, il prelievo interesserebbe una platea ristretta (100–500 mila contribuenti, meno dell’1% degli italiani), e il gettito stimato è tra 26 e 65 miliardi annui. Le risorse sono vincolate al finanziamento di sanità, istruzione, politiche abitative, ambiente, sicurezza sul lavoro, disabilità, sostegno al reddito e riduzione del carico fiscale sul lavoro.
Il 15 maggio è partita la campagna firme del comitato “1%equo”, che scadrà il prossimo 15 novembre e che sta andando a gonfie vele (in linea con quanto era emerso dai sondaggi di IZI e Oxfam). Nei primi tre giorni di raccolta la proposta ha superato le 10.000 firme online. Nel momento in cui scrivo, dopo 15 giorni, è già stato raggiunto il quorum del 75%, che corrisponde a 37.508 su 50.000 (gli organizzatori però puntano a quota 500.000). La grande novità è stata l’aver abbinato alla classica raccolta firme l’utilizzo della piattaforma online con SPID o CIE, così in pochi attimi è possibile sottoscrivere cliccando su questo link:
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500014
Fra i primi firmatari di questa proposta di legge ci sono realtà politiche come Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, Sinistra Europea; il giornalista Riccardo Staglianò (vedi sopra); associazioni come Medicina Democratica, Sbilanciamoci!, il sindacato di base USB e tanti altri. Il progetto si ispira principalmente all’Imposta di Solidarietà sulle Grandi Fortune introdotta in Spagna dal Governo Sanchez. La proposta di legge, una volta raggiunto il quorum di firme, dovrà essere discussa in Parlamento e questo metterà i partiti di fronte alle proprie responsabilità.
Se è normale che la destra faccia la destra, difendendo compatta e a spada tratta chi ha in banca i soldi sufficienti a vivere cento vite, normale non è che il cosiddetto Campo largo non riesca, per il momento, a superare tatticismi e divisioni su questo tema. Alleanza Verdi-Sinistra da sempre sostiene la patrimoniale sui super-ricchi, come hanno fatto nel 2025 sette premi Nobel per l’economia (*Le Monde*, 7 luglio 2025). Il PD promuove l’idea di una patrimoniale sull’1% più ricco a livello europeo, senza escluderla a livello nazionale, una volta sentiti gli alleati. Il Movimento 5 Stelle, per ora, liquida il dibattito sul tema come “fumo negli occhi” e si dice favorevole solo a una patrimoniale europea, meglio se anche internazionale. Il che vuol dire rimandare tutto alle calende greche. Senza parlare del “mondo all’incontrario” di Matteo Renzi.
““Se sei milionario puoi, anzi dovresti, pagare molte più tasse di un impiegato. Se sei miliardario, mille volte di più. Davvero c’è bisogno di spiegarlo? E se d’ora in avanti prenderemo a farlo notare nelle conversazioni pubbliche, con «dedizione, costanza e attenzione», cosa avremmo da perdere? L’hanno già detto, piuttosto autorevolmente, quasi due secoli fa: solo le nostre catene.”
(Staglianò op.cit)
Riccardo Staglianò, Tassare i milionari, Einaudi, Torino 2026-p.158, euro 13.
Gian Luca Garetti
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