Le crociere, concausa della crisi energetica. Ma a Livorno 50 approdi in più nel 2026

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Anche quest’anno la Fondazione LEM, riccamente sostenuta dal Comune di Livorno (cioè dalle nostre tasse) è andata in quel di Miami per portarsi a casa un altro po’ di crociere.

È accaduto al Seatrade Cruise Global 2026, il principale evento mondiale del settore crocieristico, dove lo scorso anno i nostri amministratori avevano già ottenuto oltre 50 crociere in più del 2024, arrivando (entro i prossimi mesi di quest’anno) a quota 428.

Una nave da crociera emette inquinanti tossici in misura abnorme: causano ad esempio 4 milioni di euro di costi sanitari (per decessi, malattie, terapie, giornate di lavoro perse) secondo la stima del prof. Tattara di Ca’ Foscari. In un solo anno, nella sola città di Livorno.

Inoltre, a causa del carburante fossile usato per la navigazione (e anche quando la nave sta ferma in porto) l’impatto climalterante di un crocierista è 4 volte più alto di un passeggero in aereo.

Oltre che un problema per la salute, quindi, le crociere sono una concausa importante e immediatamente riconoscibile del riscaldamento climatico. Basta alzare gli occhi, a Livorno, per identificare uno dei motivi del caldo feroce di questi giorni. Forse non il principale, ma concreto, visibile, meritevole di indignazione e di interventi locali concreti, anziché rifugiarsi sempre nel benaltrismo per poi non agire mai contro nulla.

Aumentare di oltre 50 crociere un impatto già pesantissimo sulla salute e sulla temperatura è già stato un atto incomprensibile del Comune. Non è un caso che quest’ultimo a Miami, attraverso la predetta Fondazione LEM, accompagni l’A.D. di Livorno Porto 2.000 (Società in mano a MSC e alla Moby che gestisce tutti gli arrivi). Continuare a spingere per ottenere altre crociere nel 2027 è un atteggiamento ancor più irresponsabile.

Anche perché le famose banchine elettrificate, che dovrebbero consentire alle navi di spengere i motori in porto, non saranno ancora disponibili per tutto quest’anno, in barba alle assicurazioni e alle previsioni fornite (giugno 2026). Né lo saranno, se lo saranno, prima della fine del 2027.

Una sola nave da crociera consuma circa 10 Megawatt/ora. Una spaventosa enormità, a causa dell’energia elettrica necessaria a mantenere in funzione i servizi di bordo, anche quando la nave è ferma. Una parte dei passeggeri preferisce infatti restare a bordo a godersi l’aria condizionata a palla nelle migliaia di cabine, nei centri commerciali, bar, ristoranti, palestre, ascensori, illuminazioni sfarzose e locali di intrattenimento vari, con relativo fabbisogno elettrico.

In tempi di feroce crisi energetica, in cui le persone, i servizi pubblici a valenza sociale e le piccole attività economiche stentano a pagare le bollette, si tratta di un vero e proprio insulto alla miseria.

Anche per questo motivo, domenica 28 giugno siamo di nuovo scesi e scese in piazza, lì dove i crocieristi scendono dalle decine di navette per salire sulle decine di pullman diretti a Firenze e a Pisa (dei 56.000 pullman turistici arrivati nel 2025 nel capoluogo regionale, una parte non irrilevante proveniva sicuramente da Livorno).

Né saremmo contenti che i crocieristi si trattenessero in misura più significativa qui in città: qualche bar e ristorante del centro certo ne sta beneficiando, ma quanto costano questi vantaggi economici di pochi alla popolazione tutta, in termini di salute?

Quanto possono compensare le ulteriori ondate di calore, visto che ogni crociera, secondo uno studio compiuto al Pireo, è anche un enorme motore termico a ridosso delle case?

Senza contare che le crociere producono un quarto di tutti i liquami dispersi in mare, pur essendo solo l’1% del naviglio. Usano spesso bandiere di comodo per pagare le tasse (poche) in paradisi fiscali. Impiegano mano d’opera in condizioni lavorative non di rado vicini alla schiavitù. Sprecano una gigantesca quantità di cibo a causa del modello “all inclusive”.

Di tutto questo, da quasi quattro anni, l’Associazione Livorno Porto Pulito chiede ragione alle amministrazioni pubbliche di Livorno (Comune e Autorità Portuale in primis) senza ricevere alcuna risposta se non quella che fa riferimento a benefici economici di nicchia ed occupazionali.

A Livorno le crociere portano soprattutto lavoro dequalificato (camerieri, bigliettai, accompagnatori ai pullman) precario, stagionale, a chiamata, magari al nero o “grigio”, senza reali prospettive per i giovani e le giovani che sono costretti e costrette ad accettarlo.

Il solito ricatto occupazionale: non a caso, Livorno ha salari più bassi della media Toscana.

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Esponente dell'Associazione Livorno Porto Pulito APS e referente Attac Livorno.

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