La prossima rivoluzione, di Murray Bookchin

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Alla Polveriera di Firenze verrà presentato martedì 20 marzo alle 18 il libro di Murray Bookchin La prossima rivoluzione (BFS edizioni-Biblioteca F. Serantini di Pisa), saranno presenti Martino Seniga, curatore e traduttore dell’edizione italiana, e Debbie Bookchin (Murray Bookchin Legacy Foundation) curatrice dell’edizione inglese.

Murray Bookchin (1922-2006), è stato un filosofo, anarchico, saggista, e ambientalista statunitense. Dopo un’esperienza giovanile nel marxismo rivoluzionario è approdato all’anarchismo sociale e negli anni Sessanta del Novecento è stato uno dei pionieri della controcultura e dell’ecologia sociale: un tentativo di elaborare una sintesi tra il pensiero socialista libertario e quello ecologico. Nel 1971 ha fondato, con altri studiosi, l’Institut for Social Ecology a Plainfield (Vermont), centro attivo nel campo delle teorie sociali e dell’eco-filosofia e delle tecnologie alternative.

I saggi di Murray Bookchin, pubblicati in questo libro, partono dall’analisi impietosa dello scenario desolato della società capitalista del XXI secolo, dal disastro ecologico all’aumento delle diseguaglianze e delle ingiustizie sociali, ma hanno il coraggio di proporre un percorso nuovo, rivoluzionario e democratico, per tutti coloro che credono che il progresso si possa associare alla giustizia sociale e al collettivismo.

Senza immaginare, in modo elitario, di abbattere la società globalizzata, Bookchin propone una strategia fattibile per la sinistra sociale internazionale, una strategia che rilanciando il rapporto tra cittadini e comunità locali trova proprio nella democrazia diretta e nelle assemblee popolari gli strumenti per rilanciare le politiche sociali, democratiche e progressiste nell’era del capitalismo globale. Quella proposta da Bookchin e una democrazia libertaria e glocale che aspira a cambiare in meglio il futuro del genere umano e del pianeta in cui viviamo. Un’«utopia» che ha già ispirato il popolo curdo che, anche dalle tesi di Bookchin, ha attinto la spinta ideologica per realizzare in Siria e in Turchia nuove comunità libertarie ed egualitarie unite nel progetto Confederalista democratico. Un progetto politico e sociale che nel Rojava ha contribuito alla battaglia vittoriosa degli uomini e delle donne curde contro l’esercito dei tagliagole e stupratori dello Stato islamico e nel Bakur sostiene la resistenza alla durissima repressione dello stato turco nelle città e nei liberi municipi del Kurdistan del nord.

Gli otto saggi che compongono questo libro rappresentano la sintesi del lavoro di Bookchin: le fondamenta teoriche per una società ecologica, egualitaria e democratica, con un approccio pratico alla sua realizzazione. Analizza i fallimenti dei vecchi movimenti per il cambiamento sociale, rilancia la prospettiva della democrazia diretta e, nell’ultimo capitolo, disegna il suo progetto per trasformare la crisi ambientale globale in un’opportunità di superare le stantie gerarchie di genere, razza, classe e nazione, l’occasione di trovare una cura radicale per il “male” che governa il nostro sistema sociale. Come ha scritto Ursula K. Le Guin nella postfazione «Bookchin è stato un vero erede dell’Illuminismo, con il suo rispetto per la chiarezza di pensiero e la responsabilità morale, e con la sua ricerca senza compromessi di una speranza realistica».

Al termine della presentazione seguirà aperitivo di autofinanziamento per la terza edizione del Festival di letteratura sociale (17-20 maggio 2018) di Firenze.

Murray Bookchin, La prossima rivoluzione: dalle assemblee popolari alla democrazia diretta, prefazione e cura dell’edizione italiana di Martino Seniga; introduzione di Debbie Bookchin e Blair Taylor; postfazione di Ursula K. Le Guin, Pisa, BFS edizioni, 2018, pp. 188

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