La Piana, e non solo, ricorre alla Commissione Europea contro la V.I.A. renziana alle Grandi Opere

Cementificare il territorio e attentare alla salute umana oggi, in Italia, è un fatto ampiamente autorizzato! Distruggere impunemente risorse ambientali ed economiche, oggi è concesso!

Azzerare la cultura che movimenti e associazioni di base stanno consolidando in difesa degli ecosistemi naturali, contro la loro devastazione e per la transizione verso modelli di coesistenza sociale ed economica non distruttivi, oggi è auspicato!

Come non interpretare in questo modo l’approvazione della controriforma della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) voluta dal governo Gentiloni, complici Carlo Galletti, ministro contro l’ambiente, e Dario Franceschini, ministro della privatizzazione dei beni artistici e culturali?

Dallo scorso 21 luglio la controriforma è ufficialmente entrata in vigore (D.Lgs. 16 giugno 2017, n. 104).

L’occasione è stata fornita dal creativo/distorto recepimento della Direttiva europea del 2014 sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) necessaria per la realizzazione delle cosiddette grandi opere, inutili e dannose.

Le nuove norme in realtà si muovono semplificando le regole del gioco a favore del cosiddetto proponente l’opera stessa, riducendo la partecipazione dei cittadini, intensificando il controllo politico sugli organismi tecnici, consentendo ai progetti già presentati di sottrarsi alle precedenti norme, decisamente più rigorose delle attuali, per affidarsi ai nuovi dispositivi molto più vantaggiosi.

Numerosi sono i dubbi circa la rispondenza del nuovo decreto allo spirito e al dettato della Direttiva europea, in particolare proprio per quanto riguarda il coinvolgimento dell’opinione pubblica e il rafforzamento della qualità delle informazioni rese disponibili durante il processo autorizzativo. Questi obiettivi sono ampiamente disattesi perché le nuove norme, permettendo di presentare elaborati di progetto sempre più generici, deteriorano la qualità delle informazioni rese al pubblico e ai privati, le cui osservazioni quindi non potranno cogliere il reale impatto dell’opera in questione. Non solo, ma il proponente, ottenuta l’autorizzazione di VIA, potrà introdurre in modo arbitrario ulteriori modifiche, anche sostanziali, rispetto alle quali è esclusa la possibilità, da parte dei cittadini, di presentare ulteriori osservazioni.

La controriforma VIA prevede la Valutazione di Impatto Sanitario per le sole “centrali termiche e altri impianti di combustione con potenza termica superiore a 300 MW”, in evidente contrasto con gli obiettivi della Direttiva europea che impone una valutazione degli effetti del progetto sulla salute della popolazione in via preminente in tutti i casi e non solo negli impianti sopra una determinata soglia (300 MW).

Le sanzioni previste in caso di inadempienza sono una istigazione a delinquere: tutto potrà essere “sanato” a posteriori con una multa inconsistente. Se scoperti ad operare senza aver svolto la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale i lavori non saranno sospesi. Si tratta di un palese svuotamento degli obiettivi della normativa comunitaria, secondo i quali le sanzioni “sono effettive, proporzionate e dissuasive”.

Cave, industrie insalubri con emissioni in atmosfera, impianti per rifiuti e decine di altre tipologie di attività con impatto negativo sull’ambiente e sulla salute potranno quindi essere realizzati a partire da progetti semplificati, generici, facilmente modificabili, che non consentiranno di poter valutare la reale portata dell’opera proposta, impedendo di fatto la partecipazione della popolazione al processo decisionale.

E’ da tenere presente che le nuove procedure di VIA, come si evince dal sito del Ministero, potrebbero sbloccare in tutta Italia più di un centinaio di opere in attesa di autorizzazione.

Nel caso della Piana Firenze – Prato – Pistoia, la realizzazione della Terza corsia dell’autostrada A11, dell’inceneritore di Case Passerini, del nuovo aeroporto intercontinentale, del tunnel TAV, della Cittadella Viola con annesso contorno della Mercafir e della lottizzazione di Castello, potrebbe essere semplificata e si corre il rischio di veder aperti i cantieri, cosa che i vari comitati dell’area hanno sinora saputo caparbiamente evitare. Non dimentichiamo che questa è una delle zone più inquinate d’Europa, come affermato dall’OMS, in cui sarebbe necessaria la salvaguardia delle ultime aree inedificate e l’attivazione di progetti di ripristino ambientale che la previsione del Parco della Piana potrebbe avviare.

La portata delle modifiche approvate va ben oltre i limiti delle direttive europee, in alcuni casi ne contraddice lo spirito, incrinando quel che resta della già limitata credibilità internazionale dell’Italia.

A fronte di questo deciso attacco alle condizioni di vita delle popolazioni auspichiamo non solo un’estensione e un consolidamento delle mobilitazioni già in corso, ma anche la presentazione da parte di comitati, associazioni, singoli cittadini, di ricorsi alla Commissione Europea e alla Commissione “petizioni” del Parlamento europeo perché verifichino la rispondenza o meno del Decreto legislativo n. 104/2017 alla normativa comunitaria sulla Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.).

Il ricorso, NON ONEROSO, può essere presentato

  1. usando una normale casella di posta elettronica,
  2. inviando il facsimile presentato dal GRIG di Cagliari (download facsimile)
  3. compilando il modulo sul sito della Commissione Europea al seguente link: https://ec.europa.eu/assets/sg/report-a-breach/complaints_it/  (download breve guida alla compilazione del modulo)
  4. per chiarimenti e adesioni inviare a: info@perunaltracitta.org

Alterpiana
Assemblea per la piana contro le nocività
Comitato Campigiano “No al Nuovo Aeroporto di Firenze” – Campi Bisenzio
Comitato No Tunnel TAV – Firenze
Comitato pistoiese contro la terza corsia sull’autostrada A11
Comitato San Salvi chi può – Firenze
Laboratorio politico “perUnaltracittà” – Firenze
Mamme No Inceneritore – Firenze
Medicina Democratica – Firenze
CUB Sanità – Firenze e provincia
CUB Trasporti – Firenze e provincia

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