La disfatta delle RSA, anche in Toscana

La disfatta delle RSA anima il dibattito e la riflessione di questi giorni.

Peccato essere arrivati a questo punto, peccato che anche nella nostra Regione si siano persi tanti anziani.

Il Presidente Rossi dice “Dovremo rivedere il sistema di accreditamento e il modello gestionale” riporta Luigi Caroppo su La Nazione del 18 aprile, il quale prosegue: “è stato subito interpretato dall’Assessore regionale Stefania Saccardi che ha dato compito di creare un team ad hoc. Sarà formato da un geriatra di chiara fama, rappresentanze degli infermieri, dei gestori delle RSA e dei sindacati”.

E’ verosimile che la composizione di un team non sia sottoposta al Consiglio regionale, alla sua discussione, ma dipenda esclusivamente dalla decisione dell’Assessore, ma è legittimo chiedersi se corrisponda alla necessità.

Secondo la nostra Associazione no, non corrisponde; non contestiamo la presenza di un geriatra, sebbene lo riterremmo altrettanto utile se fosse presente nelle RSA almeno ogni tanto, mentre neppure la presenza di un medico di medicina generale è prevista all’interno delle RSA; non contestiamo la presenza del rappresentante degli infermieri, sebbene riterremmo altrettanto utile la presenza degli infermieri in RSA su tutte le 24 ore e non solo di giorno ed in numero adeguato alle patologie degli anziani, sempre più avanti negli anni e sempre più malati e bisognosi di assistenza; non contestiamo la presenza dei gestori, sebbene sarebbe più opportuno che la loro partecipazione avvenisse in un momento successivo perché le necessità organizzative ed economiche di gestione non dovrebbero far parte del modello ma confrontarvisi nella fase della convenzione; non contestiamo infine la presenza dei sindacati, ma vorremmo che vi fossero presenti non in quanto organismi nazionali firmatari, ma come rappresentanti dei lavoratori presenti anche meno qualificati come OSS e addetti alle pulizie, comprendendo in sostanza sindacati che rappresentino lavoratori in forza alle varie RSA.

Contestiamo però la mancanza di rappresentanti degli ospiti ricoverati e delle loro famiglie.

E’ fin troppo semplice ricordare che da oltre un mese e mezzo nessun familiare è entrato dentro una RSA, come prudentemente previsto dalle norme anti Covid, ma è legittimo chiedersi se qualche familiare non avrebbe potuto sollevare il problema della sicurezza dentro la struttura se avesse potuto vedere quello che succedeva.

Forse non sarebbe servito, come non è servito l’appello che abbiamo rivolto il 22 marzo al Presidente Rossi, all’Assessore Saccardi e ai Direttori delle 3 ASL della Toscana, né il sollecito in data 28 marzo sulla tipologia delle mascherine, che alleghiamo. Non è servito neppure rivolgerci ai Consiglieri Comunali per sollecitare risposte alle domande che la nostra Associazione riceve dai familiari, infatti, tranne un comunicato stampa, nessun Consigliere ha ritenuto di dire qualcosa di certo per dare tranquillità alle famiglie.

Quindi crediamo che un team ad hoc che abbia il compito di studiare un nuovo modello gestionale debba avere anche una rappresentanza degli ospiti e delle loro famiglie.

Vale la pena ricordare che anni fa in molte RSA era presente il Comitato dei familiari, come previsto dalla convenzione; questi organismi sono stati progressivamente lasciati morire, non senza intralci nel loro percorso, vissuti come spazi antagonisti piuttosto che di collaborazione e critica costruttiva nell’interesse degli ospiti e del servizio. Se fossero stati presenti e funzionanti, forse avrebbero potuto essere utili in questa drammatica circostanza.

*A.D.I.N.A Firenze

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