La “grande porcata” del Decreto Semplificazioni. A goderne l’aeroporto di Firenze

Nella bozza del Decreto Semplificazioni c’era un articolo, il 37, che prevedeva il silenzio-assenso per i procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

Prevedeva, qualora l’amministrazione competente non riuscisse a concludere nei 90 giorni di legge il procedimento di compatibilità ambientale (e assai spesso la complessità del progetto o la sua scarsa definizione obbliga l’amministrazione stessa a richiedere approfondimenti andando quindi oltre i termini) la VIA sarebbe da intendersi come rilasciata con parere positivo.

Per esperienza direttamente vissuta in oltre 35 anni di lavoro nella pubblica amministrazione spiego sinteticamente le conseguenze di questa nefasta “semplificazione”.

Un qualsiasi politico a capo di una qualsiasi giunta che ha previsto nel proprio programma di governo la realizzazione di una certa opera (ad esempio: un aeroporto; un’autostrada; un inceneritore) vede in questa norma la soluzione tombale di tutti i suoi problemi (e di chi lo ha preceduto) avendo finalmente la possibilità di mantenere le promesse fatte a prescindere dalla verifica della loro sostenibilità.

Per essere il più chiaro possibile, visto come si sono conclusi tanti procedimenti di VIA, vedo già brillare gli occhi a chi prima chiedeva ai propri uffici di fare “presto e bene” nei procedimenti autorizzativi e invece, da domani (lui come TUTTI GLI ALTRI), suggerirà agli stessi uffici di riflettere prima di assumere la decisione, di approfondire, di leggere e rileggere le carte (SENZA FRETTA), perché le decisioni vanno ben ponderate (così si giustificheranno). E poi se il tempo sarà scaduto… vabbè, grazie comunque per l’impegno.

Il silenzio-assenso quando si parla di ambiente e salute umana è, oltre che illegittimo, inaccetabile, eppure periodicamente qualcuno tenta di scavalcare le norme.

Pensare che la crisi di un paese sia risolvibile anche con queste furbizie è deprimente.

Di male in peggio

Con l’articolo 37 pensavo di aver già visto tutto il male che era possibile immaginare messo a disposizione di chi non ama la tutela dell’ambiente, del paesaggio e, cosa quanto mai grave, della salute umana, ma mi sbagliavo: hanno fatto di peggio. Dall’articolo 37 della versione precedente siamo passati all’articolo 50 del nuovo testo “in progress”, dove scopro che una particolare novità è stata introdotta (probabilmente dalla solita indisturbata manina): si tratta dell’aver concesso ANCHE ai “Piani di sviluppo aeroportuale per i quali è prevista la VIA” la regola per cui “tutti gli elementi già valutati in sede di VAS costituiscono DATI ACQUISITI” e la VIA stessa, effettuata in modo integrato con la VAS, si conclude con un UNICO PROCEDIMENTO.

E’ opportuno ricordare che tale significativa semplificazione oggi è valida solo per i Piani portuali.

Questa modifica è tutt’altro che inspiegabile se si pensa all’aeroporto di Firenze che a tutt’oggi non ha avuto molta fortuna, né con la VAS (bocciata), tanto meno con la VIA (anch’essa bocciata), e che con questa furbata introdotta nel nuovo articolo 50 del decreto semplificazioni rinasce come l’Araba Fenice dalla sue ceneri.

Per capirsi: la VAS non dovrà essere rifatta, e nel procedimento di VIA “semplificato” confluiranno semplicemente tutti i dati della precedente Valutazione strategica finita come ricordiamo, eliminando così il rischio di ricadere nelle stesse contraddizioni che hanno portato la magistratura a bocciarne gli esiti.

Non si sono però fermati a questo e hanno avuto anche un pensiero gentile verso i cittadini riducendo da 60 a 45 giorni i tempi per presentare le eventuali osservazioni al progetto da parte del pubblico interessato.

Dato che l’ipocrisia è l’ottavo dei vizi capitali che affliggono gli uomini, perchè non smettere con questa pantomima della “semplificazione” e dichiarare, senza infingimenti, che le istruttorie si vorrebbero condotte direttamente dal proponente (lui si che sa bene come opportunamente concludere il procedimento!), sfoltendo così anche l’organico delle pubbliche amministrazioni, per molti “parcheggio” di nulla facenti.

Fabio Zita

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Fabio Zita

Fabio Zita

Fabio Zita, architetto,  fino al 2014 dirigente del Settore VIA della Regione Toscana, membro della Commissione VIA nazionale, ha diretto in seguito il Settore Tutela, riqualificazione e valorizzazione del Paesaggio, coordinando fra l'altro la formazione del Piano Paesaggistico regionale.

2 risposte

  1. Avatar Giovanni ha detto:

    Caro amico architetto Zita. Quello che dici sul Decreto Semplificazioni più recente fa pensare anche a me a una manina. E quanto previsto sarebbe molto dannoso per l’ambiente, fra le altre cose. Se il tuo articolo lo lasci su questa rivista on line lo leggiamo in pochi. Perché non lo mandi a qualche giornale, per es. a Il Fatto? Perché non lo mandi magari attraverso Tomaso Montanari? Perché non ne mandi copia al ministro competente e ai membri della commissione parlamentare competente? Insomma: deve diventare, questo decreto, una cosa nota a tutti. Hai fatto 30, per favore fai 31. Grazie comunque e saluti
    Giovanni Falaschi

  2. Avatar Giovanni ha detto:

    Nella fretta ho scritto “deve diventare, questo decreto,” naturalmente intendevo dire “questo tuo articolo”. Scusa
    G.Falaschi

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