Confini disumani: spettacolo di “Equilibrio dinamico”

LA GIUSTA FOLLIA

“Confini Disumani” è il titolo di uno spettacolo, di una “performazione artistica” unica e al tempo, universale. Perché universale è lo spaesamento che rompe la normalità con le sue strettoie e il suo equilibrio. E “Equilibrio dinamico” è il nome azzeccatissimo di questa compagnia nata a Bari che ha come coreografa Roberta Ferrara che si è ispirata al testo di E. De Luca “Solo andata”. I costumi sono di Roberto Colamorea, le luci di Roberto Colabufo. I danzatori sono Nicola De Pascale, Tonia Laterza, Serena Angelini, Anabel Barotte Moreno, Beatrice Netti, Camilla Romita, Antonello Amati.

Sono tutti loro che vi travolgeranno, vi provocheranno emozioni piene, vi porteranno in quella giusta follia per riconsegnarvi a voi stessi. E’ uno spettacolo da ballare e riballare, da fare proprio. Che vorticosamente stordisce e mette in luce i passi malcerti, il nostro incedere traballante, dubbioso, fitto però di ansie ed appetiti.

C’è di tutto: dalla marionetta alla maschera, al perdono, al lutto, alla maternità, al perduto (e non il paradiso). Ai limiti dell’incuria dell’umanità, alla Maria piangente, alla danza dei sufi, ai rituali di molti paesi. Insomma, con l’animo squassato ho applaudito e molto ringraziato di “esser stata morsa” e quel pezzo di Puglia, terra di taranta, che vive in me, mi ha portato a volerne parlare, per omaggio.

Si tratta di balletto moderno, non si danza la pizzica, si danza per evocare storie e di storie ce ne sono tante che incrociano quel mondo. Quello di de Martino che è stato consulente di Gianfranco Mingozzi per il documentario “La Tarantula” che abbiamo messo come sfondo al vorticare dei ballerini in questo video clip celebrativo. La musica di Ludovico Einaudi, Gian Luca Garetti che ci aveva raccontato il libro di Paolo Pecere “Il dio che Danza”. Ma c’è anche altro che qui non compare. Un altro documentario, quello di Cecilia Mangini: “Stendalì” con testo di Pier Paolo Pasolini sulle prefiche, su morte e canto rituale, di nuovo un testo di de Martino, e tutte le danze rituali.

 In “Confini disumani” c’è tutto questo, di antico e di perenne, ma anche un’umanità persa, quella dei confini, di un sud del mondo che è terra di frontiera che respinge, ma che è anche contenitore accogliente che metabolizza tutto, nel grido, nel canto, nella danza e nella memoria.

Una suggestione reificata e di nuovo smaterializzata in questo breve gioco di montaggio che mette insieme il materiale girato allo spettacolo, e tutto quello che si muoveva sullo sfondo.

Cercate la compagnia nei programmi delle estati culturali sparse per la penisola. E’ un’esperienza sicuramente consigliabile anche a coloro che non coltivano una passione specifica per il balletto moderno.

 

Barbara Zattoni

forse vuol dire che hai apprezzato il nostro modo di fare giornalismo.

Come sai la La Città invisibile è una rivista del tutto gratuita. Nessuno è costretto a pagare per informarsi in maniera libera e indipendente e contribuire così a diffondere una visione critica dei danni delle politiche liberiste.

Se ti piace quello che scriviamo sostieni le attività del laboratorio politico perUnaltracittà condividendo i contenuti che riterrai opportuno sui tuoi social e magari con un piccolo contributo: scopri qui come fare.

Grazie per averci letto, e buon tutto!

la redazione de La Città invisibile

Stampa il testo
The following two tabs change content below.

Barbara Zattoni

"Cheffa" del Ristorante Pane e Vino, autrice di libri di cucina e altro (La cucina del riuso - Il libro dei dolci) e modista. Ha collaborato con perUnaltracittà al ciclo d'incontri "Europa tossica". Attualmente insegnante di cucina a Cordon Blue e chef a domicilio. Il suo sito internet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Captcha *