Rancore di Gianrico Carofiglio

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Avere per le mani l’ultimo libro scritto da Carofiglio, Rancore, e renderti conto che sei già alla fine. Hai letto 238 pagine e ti domandi, arrivando alla copertina finale, se hai davvero letto un libro oppure ti è solo parso di averlo fatto.

Carofiglio ci guida attraverso i personaggi nei meandri dei misteri che hanno contraddistinto, nel bene e nel male, questo paese. Leggi massoneria e tante cose riaffiorano alla mente: misteri, complicità e complotti. E poi i riferimenti all’oggi, segnato dall’emergenza sanitaria, al virus che si riadatta, come del resto la criminalità organizzata.

Tutto questo è sapientemente gestito da una investigatrice, Penelope Spada, ex PM. Investigatrice irregolare, che ben presto ha imparato le arti del mestiere; raccoglie e conserva tutto, visto che anche il particolare più irrilevante può assumere importanza determinante; mette sullo stesso piano logica e prova dei fatti, fortuna e bravura; evita le scelte sensate; con i dubbi la cui risoluzione è da demandare ad altri. Penelope, che oltre all’investigare deve condurre la propria battaglia contro il tabagismo, dà lezioni di vita che travalicano il suo lavoro, visto che si muove attenta rispetto a decidere cose che risultano fondamentali ma che lo sono in base ad intuizioni labili, dovute a simpatia, antipatia e/o preconcetti. Penelope vive il proprio lavoro investigativo come un lavoro creativo perché prendendo in prestito la filosofia confuciana, arriva a dire che la bravura non sta nel trovare le risposte giuste ma nel formulare le domande giuste.

Abbiamo anche da apprendere l’a b c dell’investigazione: 1) il fatto delittuoso; 2) il ragionamento indiziario e l’individuare una storia che torni; 3) la ricerca delle prove che confermino il punto 2. Penelope porta avanti un’indagine fuori dai canoni e che per questo deve essere bloccata. Ma abbiamo anche la figura del massone / barone universitario, il ricco e potente Vittorio Leonardi trovato morto. Morto per cause naturali, oppure …. Una figura che impersonifica la massoneria ed il suo funzionamento, le sue gerarchie, i suoi “punti di vista”.

Ma non è solo la massoneria a rendere attuale Rancore; cosa dire degli abusi commessi da chi svolge le indagini; di quello che accade in una stanza di un commissariato durante un interrogatorio “informale”; ma soprattutto di una confessione che in realtà è una resa dei conti con l’esistenza e che pone il dilemma su quale parte del campo schierarsi: punizione o verità!

Gianrico Carofiglio, Rancore, Einaudi, Torino 2022, pp 238, euro 18.50

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Edoardo Todaro

Oltre a svolger la propria militanza tra realtà autogestite (CPA) e sindacali (delegato RSU Cobas presso Poste spa) è appassionato di letture, noir in particolare. È tra i collaboratori, con le proprie recensioni, del blog Thriller Pages

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