S.I.N. Livorno: ambiente avvelenato ma invisibile alla politica (8)

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Livorno, nonostante le dichiarazioni rassicuranti diffuse dall’Amministrazione comunale nei giorni scorsi, non è una città virtuosa da un punto di vista ambientale!

La realtà è ben diversa dalla narrazione dominante, poco attenta alla valutazione del rischio ambientale e sanitario connessi al cocktail di veleni di origine industriale e portuale che quotidianamente si abbatte sulla popolazione locale. Non è un caso quindi se a Livorno ci si ammala e si muore di più rispetto al resto della regione.
La visione edulcorata che certa politica e certo ambientalismo di facciata periodicamente ci propongono non è proprio accettabile. Anzi, la riteniamo imprudente perché potrebbe indurre ad abbassare il livello di guardia, peraltro già inconsistente, nei confronti delle minacce cui i cittadini sono esposti.

“Tout va très bien, Madame la Marquise” sembra essere diventato il motto di chi gioca al ribasso, di chi vuole minimizzare, tergiversare, per non affrontare radicalmente la questione ambientale e sanitaria dell’area livornese. Anzi, l’accento viene posto sul traffico o sui presunti eccessi degli stili di vita delle popolazioni locali, mentre si tende a sorvolare sulla presenza ingombrante dei pericolosi impianti di smaltimento e trattamento dei rifiuti, del petrolchimico di Stagno e del relativo indotto, del porto commerciale e industriale.
Come è noto, anche in Sicilia, il problema è il traffico, per il resto niente da dire!

La previsione temporanea (quando saranno installate?) ed a singhiozzo da parte dell’Amministrazione comunale di tre striminzite centraline di monitoraggio ambientale, a ridosso del porto, è davvero ben poca cosa rispetto al rilievo delle questioni in gioco. Le altre già installate a volte funzionano a intermittenza, come nel caso della rilevazione del benzene nella centralina ENI di Stagno. Nel complesso i dati degli inquinanti sono sempre sorprendentemente al di sotto dei previsti valori limite, molto più alti di quelli raccomandati dall’OMS.

Non deve quindi sorprendere se i cittadini dell’Associazione Livorno Porto Pulito, esasperati da tanta indifferenza e genericità della politica locale, abbiano deciso di acquistare tre centraline da installare a ridosso delle aree portuali per il rilevamento della qualità dell’aria in una zona dove è fortemente compromessa. I dati sono consultabili nella piattaforma “Che aria tira?”, un progetto nazionale di Cittadinanza Attiva e di Citizen Science, di automonitoraggio della qualità degli ambiente di vita.

Eppure ci sarebbe di che preoccuparsi se, per esempio, facciamo riferimento ai valori delle emissioni in atmosfera dichiarati nel 2019 da ENI (Petrolchimico ed ex Enipower), così come pubblicati dal Portale Europeo delle emissioni industriali:

A queste sostanze, la cui tossicità e cancerogenicità è ben nota, andrebbero aggiunte le emissioni in atmosfera provenienti dal restante parco industriale dell’area, di cui per ora non abbiamo disponibilità, e quelli del porto che, nel 2017, ammontano in totale, come dichiarato dall’Autorità di Sistema Portuale, a circa 150.000 tonnellate/anno (410,9 t/die).
Nel complesso, con i soli dati disponibili, 2.996 tonnellate di inquinanti al giorno, hanno in media, tra il 2017 e il 2019, alterato profondamente gli equilibri ambientali delle popolazioni locali! Certo, le fonti sono eterogenee e non aggiornate, forniscono però un ordine di grandezza seppur parziale dell’entità delle emissioni in atmosfera e, d’altro canto, denunciano la grave carenza delle attività di monitoraggio ambientale.

Come è evidente, si tratta di una limitata sezione delle numerose sostanze che sono localmente emesse in atmosfera: polveri sottili, idrocarburi policiclici aromatici, idrogeno solforato e tante altre, pur non menzionate, gravitano sulle nostre teste e nei nostri polmoni.
Abbiamo omesso di citare, per brevità, i dati presenti nella scheda di caratterizzazione del SIN di Livorno/Collesalvetti, che però riportiamo in figura e segnaliamo che nessun intervento di bonifica è stato sino ad ora attuato.

Non è un caso poi che un bel mattino ci svegliamo e scopriamo che nel SIN di Livorno e Collesalvetti, in questi ultimi anni, come abbiamo già pubblicato, sono morte 422 persone in più rispetto ai decessi attesi, 118 sono i decessi aggiuntivi per tutti i tipi di tumore, 218 sono i casi di mesotelioma pleurico in più rispetto alla media regionale prevista, mentre la popolazione di Stagno e Livorno da decenni attende lo studio epidemiologico di coorte e il registro dei tumori. Le malformazioni neonatali sono state 174 con un tasso di eccedenza del 36%, quadruplo di quello registrato a Taranto.

A fronte di questa preoccupante situazione, è necessario farla finita con gli annunci trionfalistici e autocelebrativi e con la previsione di progetti faraonici, quali la Darsena Europa e la bio-raffineria ENI di Stagno.
I cittadini hanno immediato bisogno di politiche attive in grado di avviare, dopo decenni di attesa, i necessari interventi di bonifica dell’area e di garantire il reale diritto alla salute di tutti. In questo senso si mobilitano e si autorganizzano.
Non sono ammessi compromessi!

Maurizio Marchi – Medicina Democratica Livorno
Antonio Fiorentino – perUnaltracittà Firenze

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Qui gli articoli precedenti:
# 1 – IL S.I.N. DI LIVORNO BOMBA ECOLOGICA DELL’ALTO TIRRENO (1)
# 2 – A LIVORNO ABITANTI E LAVORATORI SI BATTONO PER UN PORTO PULITO E SICURO (2)
# 3 – PERCHÉ A LIVORNO POLITICA E IMPRESE SOTTOVALUTANO IL RISCHIO INDUSTRIALE E AMBIENTALE ? (3)
# 4 – PETROLCHIMICO DI LIVORNO: LA COLPEVOLE CONGIURA DEL SILENZIO E DELL’INERZIA (4)
# 5PISA, LIVORNO E IL PATTO DEL CACCIUCCO (INDIGESTO) (5)
# 6 – LIVORNO E COLLESALVETTI: PERCHÉ SI MUORE DI PIÙ (6)
# 7 – PORTO DI LIVORNO: LA VISIONE “AMBIENTALE” DEL SINDACO (7)

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Antonio Fiorentino

Architetto, vive e lavora tra Pistoia e Firenze dove rischia la pelle girando in bici tra bus, auto e cantieri. E’ un esponente del Gruppo Urbanistica di perUnaltracittà di Firenze, partecipa alle attività di Comitati di Cittadini e Associazioni ambientaliste.

1 commento su “S.I.N. Livorno: ambiente avvelenato ma invisibile alla politica (8)”

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