A Gilberto Pierazzuoli e il suo soggetto collaborativo: una dedica

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Dedichiamo a Gilberto Pierazzuoli questo numero de La Città invisibile, il primo che esce senza il suo prezioso contributo. Instancabile studioso e sottile analista delle pratiche del capitalismo digitale, Gil ha arricchito la nostra rivista con numerosi, stimolanti articoli molti dei quali sono poi confluiti in tre volumi, accomunati dal sottotitolo “Per una critica del capitalismo digitale”. Lo vogliamo ricordare riportando uno stralcio dalla sua Prefazione al primo della trilogia, pubblicato nel 2022 e intitolato Il soggetto collaborativo.

“Il sogno di ogni capitalista dovrebbe essere quello di ridurre a zero il costo della manodopera ma, senza in qualche modo redistribuire la ricchezza prodotta, non avrebbe compratori per la sua merce. Ecco che, dal suo punto di vista, l’unica via di uscita è quella di suddividere gli umani in categorie stratificate dove si sfruttano gli occupanti degli ultimi livelli della scala sociale spremendo loro tutte le forze, prendendo loro tutto il tempo, cosicché in alcuni casi non si lavora per vivere ma si vive per lavorare. Questo è un delitto non soltanto diretto verso gli ultimi ma contro tutta la specie. E’ un delitto che definisce e cristallizza la condizione umana.

Di questo parla il libro. Del modo di appropriazione del capitalismo contemporaneo. Del modo di usare e creare gli automatismi digitali, gli algoritmi per impedire al soggetto collaborativo di esprimersi. Di un sistema che produce l’utile e l’inutile ma dove l’inutile non va a allietare e a reincantare il mondo, ma a moltiplicarne le discariche tossiche assoggettando e avvelenando, con una potenza mai vista prima, il mondo intero.

Questo è un libro costruito a tappe, pubblicato originariamente a puntate su La Città invisibile, il magazine on line del Laboratorio politico perUnaltracittà a cui è dedicato. Un libro che non nasce dunque nei salotti o nelle stanze dell’accademia ma dall’interrogazione di quell’intelligenza collettiva che viene sempre più espropriata. Lo potete leggere qui, riveduto e sistemato, nella sua veste completa che comunque risente della sua origine. Il discorso non si dipana infatti lungo una narrazione lineare, ma è costruito per soste, per argomenti e suggestioni. E’ materiale che cresce lungo il cammino.ma non in senso progressivo, piuttosto per accumulo e scarti, per ripetizioni e consolidamenti. Potrebbe sembrare un difetto, ma forse non lo è- Non ha una struttura consequenziale che persevera lungo argini definiti, ma che si allarga in anse lente, per poi accelerare in rivoli torrentizi. E’ materiale per la cassetta degli attrezzi di coloro che non amano lo stato di cose presenti. E’ perciò materiale per poeti e sognatori. Per narratori, mitografi e affabulatori che non disdegnano la tecnica.”

Gilberto Pierazzuoli, Il soggetto collaborativo. Per una critica del capitalismo digitale, ombre corte, 2022

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1 commento su “A Gilberto Pierazzuoli e il suo soggetto collaborativo: una dedica”

  1. Grazie per ricordare Gilberto. Non siamo stati intimissimi ma facenti parte dello stesso gruppo di amici degli anni 70. Rosso, Controcultura, il movimento anarchico ed il movimento dell’autonomia, la libreria Sole Rosso, Controradio, ci tenevano insieme, come i dolci fatti in casa da Nino o le chiacchierate a chiusura con Mauro nel primo Pane e Vino a Gavinana. E poi le cene al secondo Pane e Vino, in San Niccolò, dove per la prima volta abbiamo visto la Barbarina con il cappello da chef in testa. Che strana generazione che siamo stati… pieni di idee e convinzioni. La meglio/peggio??!!! Ritenersi senza tempo… da tutti i punti di vista. La vita di Gilberto e della Barbarina, una vita da indomiti❤

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