Possiamo dire tranquillamente che Mala. Roma criminale può essere considerato a pieno titolo l’appendice a quanto già letto in Atlante storico della mala milanese, e recensito proprio qui.
Da Milano si passa a Roma. Parti da Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, alias Strega, il narcotraffico, la curva nord e vai in parallelo con la storia della mala di Roma. Il suo omicidio segna la fine del patto di non belligeranza tra albanesi e uno dei cartelli del narcotraffico più forti e pericolosi d’Italia, quello dei Senese, che ha come unico principio di riferimento i soldi, e per i soldi si spara.
Piscitelli, re del recupero crediti, arrogante – ma l’arroganza nella mala non è tollerata – megalomane ed inaffidabile che vuol rompere la propria dipendenza dai Senese e creare un impero della droga senza precedenti.
E’ un omicidio anomalo per le modalità di gestione della mala a Roma, dove prima ci si accorda e non si mette in atto l’omicidio. A Roma le alleanze inter malavita nascono e muoiono, e più che combattere con le armi conviene farlo con relazioni sempre al di sopra di ogni sospetto: non si fa la guerra ad altri ma si costruiscono alleanze.
Si tratta di un omicidio che non avveniva dai tempi della Banda della Magliana. Un omicidio funzionale a ridefinire gli equilibri criminali del controllo del territorio. Piscetelli alle cronache dei mass media per il tentativo di scalare i vertici della Lazio calcio, con Chinaglia; Piscitelli che non è un soldato ma un narcos con una intelligenza fuori dal comune, che fa spostare gli equilibri criminali della città più da morto che da vivo.
Il tutto si svolge in un contesto, le periferie, che non ha alternative alla strada come università della vita e dove la cosiddetta reputazione è guadagnata sul campo. Al centro di queste lotte intestine alla mala di Roma, c’è il “mondo di mezzo” reso famoso da Carminati/Buzzi, una Roma in cui la città “di sopra” comanda su quella “di sotto”. Una Roma che vede l’evolversi della metodologia nell’intervenire della mala, per raggiungere i propri obiettivi, ad esempio il prestito a strozzo passa dal cravattaio alla mafia.
Quanto scritto in queste pagine non è qualcosa che appartiene al passato: il clan Senese, a cui accennavamo prima, è tornato prepotentemente di attualità in questi giorni collegato alle vicende, poco chiare, del sottosegretario alla giustizia Del Mastro. Ciò di cui abbiamo parlato non è un racconto, è la realtà di una storia intricata, una storia che assomiglia ad una vera e propria partita a scacchi, dove ognuno muove i propri pezzi cercando di mangiare quegli avversari. Un mondo criminale scosso, tanto per cambiare, grazie al pentitismo. Comunque, può sembrare una frase fatta, ma dall’omicidio di Piscitelli a Roma nulla è stato più come prima.
Francesca Fagnani, Mala Roma criminale, SEM, 2024, 240 pp, 18 euro
Edoardo Todaro
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