Il 19 giugno Roberto Vannacci sarà a Gavinana insieme a Futuro Nazionale a chiedere lo sgombero del CPA Firenze Sud. Non è una provocazione isolata, né una semplice iniziativa elettorale. È l’ennesimo tentativo della destra più reazionaria di occupare il territorio, imporre la propria agenda securitaria e colpire chi ogni giorno costruisce organizzazione, solidarietà e conflitto sociale.
Siamo di fronte a una pratica politica che affonda le proprie radici nella tradizione fascista: criminalizzare gli spazi popolari, alimentare la guerra tra poveri, indicare nemici interni e soffocare ogni esperienza di autorganizzazione dal basso. Cambiano le parole d’ordine, ma l’obiettivo resta quello di sempre: difendere gli interessi delle classi dominanti attraverso la repressione del dissenso e la divisione dei settori popolari.
Il laboratorio politico perUnaltracittà esprime la propria solidarietà al CPA Firenze Sud. Futuro Nazionale rappresenta uno dei volti più estremi della destra contemporanea. Un’organizzazione che ha fatto della xenofobia, del nazionalismo e della cosiddetta “remigrazione” il proprio programma politico, cercando di rendere accettabili parole e pratiche che richiamano le pagine più oscure della storia europea. Le loro “passeggiate identitarie” sono strumenti di intimidazione politica e di presenza organizzata nei quartieri, funzionali alla costruzione di un blocco reazionario sempre più aggressivo.
Questo attacco si inserisce in un quadro più generale. Il governo Meloni e il ministro Piantedosi hanno più volte indicato centri sociali, movimenti e realtà di lotta come bersagli politici, nel tentativo di restringere gli spazi di agibilità democratica e colpire chi si organizza contro precarietà, sfruttamento, guerra e disuguaglianze. L’iniziativa contro il CPA Firenze Sud è parte di questo disegno.
Il CPA non è soltanto uno spazio fisico. È quarant’anni di lotte, antifascismo, mutualismo e radicamento sociale. È un presidio costruito giorno dopo giorno da generazioni di compagne e compagni, un luogo che ha saputo dare voce e organizzazione a chi spesso viene escluso dai processi decisionali e dalla rappresentanza politica. Colpire il CPA significa colpire la possibilità stessa di costruire una risposta collettiva alle ingiustizie di questo sistema.
Non è casuale neppure il luogo scelto. Gavinana è un quartiere che porta impressa nella propria storia la memoria della Resistenza. A Pian d’Albero, il 20 giugno 1944, i nazisti massacrarono i giovani partigiani della Brigata Sinigaglia. La scelta di presentarsi qui, alla vigilia di quella ricorrenza, rappresenta una sfida politica e simbolica che non intendiamo lasciare senza risposta.
Di fronte alla crescita delle destre, alla militarizzazione dei territori e all’attacco contro ogni forma di organizzazione popolare, la risposta deve essere collettiva e determinata. Per questo chiamiamo tutte le realtà comuniste, antifasciste, sindacali, sociali e popolari della città a partecipare all’assemblea pubblica e alla mobilitazione del 19 giugno.
Gavinana è partigiana.
Contro il fascismo, il razzismo e la repressione.
Il CPA non si tocca.





