Dubbi e proposte dei residenti sul progetto del nuovo viale dei Bambini e del viale dei Pini presentato in due incontri organizzati dal Quartiere 4 (il 9 e il 10 settembre) per ascoltare proposte e critiche dei residenti, rispondere a domande.
Il progetto di “riqualificazione” del viale dei Bambini e del viale dei Pini, per il quale è stato stanziato circa un milione di euro, prevede di risolvere alcune criticità annose – i pericoli d’inciampo, il mal funzionante smaltimento delle acque piovane, l’usura della pavimentazione in pietra serena (il 70% sarà sostituito con materiale più resistente) – e di apportare modifiche di contrasto al cambiamento climatico (ripavimentazione del viale con calcestruzzo drenante). Sono previste inoltre: attrezzature per la socializzazione (fioriere-panchine di cemento ecc.); un percorso di giochi (non solo di legno) per i bambini nel viale dei Bambini; attrezzature per l’attività fisica per adolescenti e adulti nel viale dei Pini; una bocciofila e tavoli per gli scacchi. Tutto ciò appare indispensabile all’amministrazione per “riqualificare” il quartiere e creare socialità senza stravolgere l’assetto dei due viali, che, secondo la Direzione Ambiente, sono già «molto fruiti dagli abitanti e non serve fare altro».
Appunto, non serve fare altro, se non averne cura.
L’architetto imbocchi poi il viale dei Bambini, il lungo viale-giardino che da piazza dei Tigli conduce alla piazza dell’Isolotto. Si possono notare gruppi di bambini e bambine arrampicarsi sui ceppi degli alberi tagliati che si trovano nei prati ai due lati della strada pedonale asfaltata. Sono utilizzati come dei trampolini in cui vi accedono camminando sulle grandi radici in superficie, ci salgono in piedi per saltare giù in terra e ricominciare da capo. Altre persone, grandi e piccine, lo attraversano a piedi o in bicicletta e altre ancora sostano sulle panchine (da rinnovare o sostituire) a parlare, guardare o a leggere il giornale.
Credo che l’Isolotto e il viale dei Bambini siano un vero paradiso per i bambini, perché qui si trovano molti degli elementi naturali che esercitano le loro abilità, il loro innato desiderio di nascondersi e arrampicarsi, la possibilità di muoversi liberamente senza il pericolo delle macchine e dei motorini. «L’occhio bambino ascolta il territorio, ne saggia le possibilità e le esplora. E si prepara a correre negli spazi liberi e piani; sa come nascondersi in curve e strettoie; ama svettare e ruzzolare su dossi e “montarozzi”, gode arrampicarsi su un albero e mette a rischio la sua abilità sfidandosi a camminare in equilibrio su tronchi, cordoli e muretti» (C. Tosi, 2021, p. 65).
Si vuole togliere il cemento e abbellire con vasi di cemento. Qualcuno domanda a cosa servono dei vasi in un’area tanto verde dove spontaneamente nascono fiori sull’erba, sulle siepi e intorno agli alberi? Non sarebbe meglio curare di più il verde e in maniera costante? Se già non riusciamo a tenere bene quello che abbiamo, riusciremo a mantenere le fioriere e i giochi di legno? Chiede un altro. Ci sono altre questioni emerse nei vari interventi dei residenti, per esempio molti hanno chiesto perché con quel milione di euro non si interviene su altri problemi del quartiere: per esempio, rimettere a posto i marciapiedi malmessi o il sistema fognario difettoso, o una maggior cura del verde con potature ragionate, o la sistemazione delle siepi e magari dotare la piazza di qualche parcheggio in più per i disabili. Pensare, insomma, a tutto il quartiere e non solo ai luoghi-simbolo.
Proprio il viale dei Bambini, esempio ideale di bosco cittadino, va trasformato? Tutti coloro che sono intervenuti agli incontri del Q4, si sono interrogati sulla necessità di una maggiore manutenzione e di restauro di quello che c’è già e che in nessun modo va cambiato, e non di riqualificazione, parola peraltro molto ambigua che spesso nasconde il peggio. Si chiede se si sia fatta una valutazione sulla progettata eliminazione degli scalini di pietra tra il verde e la pavimentazione al fine di riportare tutto allo stesso livello: cosa succederà dopo una forte pioggia? Un ragazzo adolescente interviene chiedendo due semplici porte da calcio nel prato di piazza dei Tigli dove molti ragazzi giocano a pallone.
Pensiamo infatti che, qualora emergano dei bisogni di attrezzature varie, il quartiere possieda diverse aree in cui sistemarle senza stravolgere l’idea magistrale di Tiezzi, Michelucci e gli altri del viale dei Bambini. Tra l’altro ci sono già delle aree con giochi, in piazza dell’Isolotto, nell’area recintata per i più piccoli alle baracche verdi e sulla Montagnola, quest’ultima voluta dal Comitato dei genitori per trasformare un’area abbandonata al degrado in luogo di educazione ambientale e di socializzazione, e sostenuta dal Quartiere 4.
A proposito di progettazione partecipata ci hanno riferito che i tempi sono stretti, il progetto va portato alla Sovrintendenza a breve perché i lavori dovranno terminare a fine 2027. Hanno detto di aver registrato tutte le nostre proposte e criticità e che proporranno, in base a queste, delle modifiche al progetto. Abbiamo allora chiesto di ritornare a mostrarci le modifiche per una nuova valutazione condivisa. Lo faranno? Vogliamo pensare positivamente, ma c’è un particolare non indifferente: i soldi stanziati vanno spesi e alle nostre richieste di utilizzare una parte di quei soldi per i lavori davvero necessari e il resto per la cura e la manutenzione del verde ci è stato risposto che non si può, i soldi vanno spesi per la “riqualificazione” dei viali. Quali modifiche potranno realmente apportare?
Nicolò Budini Gattai
Ultimi post di Nicolò Budini Gattai (vedi tutti)
- Quale spazio per i bambini dell’Isolotto? Riflessioni su un progetto di “riqualificazione” del verde - 21 Settembre 2026
- Francesco Tassone, lotte contro vecchi e nuovi colonialismi in Calabria. Un convegno - 14 Settembre 2026
- Costruttori di fortini, conquistatori di quartieri - 15 Giugno 2021





