L’ecologia anticapitalista e le marce di primavera

Decine di migliaia di persone si sono messe in marcia, in questi giorni di primavera, in tutta Italia, a cominciare dai giovani del Fridays for future, per opporsi alla crisi ecologica, alla sudditanza ed alle devastazioni sociali ed ambientali prodotte dagli interessi di grandi poteri economici e politici e delle mafie, per fermare il riscaldamento globale, le grandi opere, il TAV, l’agricoltura chimica, gli aeroporti, gli inceneritori etc.

Un’ ecologia movimento di massa, non più piccola minoranza di amanti della natura o di specialisti accreditati, che lotta per uscire  dalla crescente insostenibilità sia climatica, sia socio-economica, indotta dal capitalismo neoliberale.

‘L’esigenza ecologista è nella propria specificità, una dimensione indispensabile della lotta contro il capitalismo’  (1)

Una questione ecologica che va oltre il problema della semplice difesa della natura, cui il capitalismo ha estratto tutte le risorse possibili riempendola di scarti, e che mette in pratica strategie offensive per recuperare polmoni verdi, e liberare territori abitabili dallo sfruttamento, si pensi al Parco agricolo della Piana, minacciato dalle lobbies del potere politico, economico, finanziario.

– Circa 8000 persone hanno preso parte alla marcia NO aeroporto, SI Parco della Piana FI-PO-PT, sabato 30 marzo. Vedi video.

L’ecologia è solo anticapitalista, perché  il capitalismo si mangia la vita e riduce allo stato di merda sia il pianeta, che il modo di vivere e relazionarsi a sè ed agli altri. L’ecologia NON è compatibile col capitalismo verde, altrimenti detto green washing o green economy, cioè altra opportunità di businnes, ulteriore mercatizzazione per estrarre profitto dalla natura e dalla crisi ambientale.

Per fortuna ci sono ancora tante persone che anziché aderire ai loro interessi immediati hanno voglia di cambiare la società, perché  ‘ la nostra sopravvivenza sulla terra è minacciata non solo dalla degradazione ambientale ma anche dalla disintegrazione del tessuto di solidarietà sociali e dei modi di vita psichici che necessitano quindi di una reinvenzione complessiva.’  (2) Perché  ‘ il potere capitalista si è delocalizzato, deterritorializzato, sia in estensione, ampliando la sua influenza  sull’insieme della vita sociale, economica e culturale del pianeta, sia in ‘intensione’, infiltrandosi dentro gli stati soggettivi più inconsci’ (3).

– Circa centomila persone c’erano il 23 marzo a Roma la Marcia per il Clima e Contro le Grandi opere,  in rappresentanza dei tanti movimenti italiani. Hanno sfilato per ore, per le strade della capitale, per sottolineare la gravità della crisi ecologica in atto, e per costruire una comune strategia ambientale-anticapitalista. Nel più totale silenzio mediatico, ovviamente.

– Aveva fatto da prologo, sabato 22 marzo, un convegno promosso da Genuino Clandestino, dal titolo: Cosmopolitiche, Pratiche e movimenti della transizione ecologica, al CSOA Forte Prenestino, di Roma. Genuino Clandestino, rappresenta un’ insieme comunità agro-ecologiche che si auto-organizzano per creare un nuovo modo di vivere collettivo, ‘genuino’  non artificiale, basato sull’autodeterminazione alimentare, sui sistemi di garanzia partecipata, per liberare territori disintossicati dal capitalismo e dalle agromafie.

E’ iniziata una primavera di pratiche politiche per scongiurare il disastro cui la gestione capitalistica del pianeta sembra condurci.

 

1) A.Gorz, Ecologia e libertà, in F.Guattari, Quaderni di Testalepre 2017-2018, a cura di A.Ghelfi, 2018.

2) F.Guattari, Caosmosi, in F.Guattari, Quaderni di Testalepre 2017-2018, a cura di A.Ghelfi, 2018.

3) F.Guattari, Le tre ecologie, in F.Guattari, Quaderni di Testalepre 2017-2018, a cura di A.Ghelfi, 2018.

*Gian Luca Garetti