La Toscana, il rigassificatore di Piombino e i patti non rispettati

  • Tempo di lettura:3minuti

Ormai lo sanno tutti, il rigassificatore è stato imposto nel porto di Piombino con autorizzazione firmata da Eugenio Giani in qualità di commissario straordinario del governo Meloni. L’autorizzazione scadrà a luglio 2026 e Giani da tempo assicura di essere contrario a un’ulteriore permanenza. Il Consiglio Regione Toscana il 14.01.2026 ha approvato a maggioranza una mozione nella quale i consiglieri esprimono con chiarezza il loro no alla permanenza dopo luglio 2026. Però Giani già il 30.12.2025 aveva ricevuto la richiesta di proroga senza scadenza da parte di Snam, resa pubblica solo il 21.01.2026.

Ecco, in verità lo stesso giorno del Consiglio, il 14 gennaio, Repubblica Firenze dava la notizia, in modo un po’ generico. Parlava di una istanza presentata intorno alla fine dell’anno agli organi competenti. Gli organi competenti sono Eugenio Giani, ed è anche corretto, dato che è lui il commissario. Dunque, Snam il 30.12 chiede una proroga sine die a Giani e il 31 chiede il rinnovo sempre sine die dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) al Ministero dell’ambiente. Il motivo sarebbe tecnico; lo dice Snam, in attesa di completare i lavori per il trasferimento in Liguria o in altro luogo da individuare.

E qui non sappiamo se ridere o piangere. I lavori in Liguria non sono neanche iniziati, il Governo non ha neanche nominato un nuovo Commissario e questi parlano di una proroga tecnica per finirli? La realtà è che il Governo prosegue la sua forsennata corsa al fossile, preferibilmente targato USA, ma non sa dove mettere l’impianto. La Liguria non lo ha voluto e non lo vuole all’unanimità e cosa c’è di più comodo che lasciarlo a Piombino, dove Giani lo volle per il bene del Paese? Questo è l’intento, evidente.

Ora cosa accadrà e cosa farà Giani? Perché il Ministero lo ha scritto cosa farà in relazione all’AIA, infatti ha avviato il procedimento, che coinvolgerà il Sindaco di Piombino, la Provincia e la Regione.

Ma Giani cosa farà ? Intanto bisognerebbe chiedersi se siano legittime concessioni senza scadenza.

E poi comunque dovrebbe avviare un procedimento, comprensivo stavolta di valutazione di impatto ambientale (VIA). Si, perché ogni parere che supporta la sua autorizzazione è limitato a 3 anni, non un giorno di più e non è neanche pensabile la proroga di un’autorizzazione per un impianto a rischio di incidente rilevante rilasciata senza pareri tecnici. Anche la sentenza del Tar Lazio dice che dopo i tre anni l’impianto o lascia il porto o smette di rigassificare. Quindi Giani deve avviare il procedimento oppure dimettersi da commissario e lottare insieme a tutti noi contro questa ulteriore presa di giro.

In concreto cosa ha detto Giani? Prima si è sperticato a dire che lui non firmava nulla, dopo 24 ore, in conferenza stampa, ha tuonato che non ci sarà proroga senza compensazioni . E domani cosa dirà?

Intanto a Piombino noi il 6 febbraio facciamo assemblea e abbiamo invitato anche Giani.

Aspettiamo la prossima puntata.

The following two tabs change content below.

Maria Cristina Biagini

Maria Cristina Biagini, di Piombino, pensionata del Comune di Piombino, dove per oltre 30 anni è stata la Responsabile Servizio Personale. Attivista del gruppo "Gazebo 8 giugno contro il rigassificatore", gruppo di cittadini piombinesi che si è reso conto per primo del disastro che stava arrivando con la decretazione d'urgenza. Coorganizzatrice l'8 giugno della prima manifestazione contro il rigassificatore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Captcha *