Romanzo mondiale di Marco Niro

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Il Campionato del mondo di calcio è finito da poco, ma avendo ben presente i vari avvenimenti che lo hanno caratterizzato, Romanzo mondiale. Il gioco sporco del potere, scritto da Marco Niro, fondatore del collettivo Tersite Rossi, è ancora più interessante. Si racconta che i Mondiali di calcio vanno comprati per far sì che si svolgano a Petrolia, capitale dell’Emirato sotto osservazione delle organizzazioni a difesa dei diritti umani; bisogna comprarli perché nulla al mondo è privo di prezzo.

Niro ci descrive un calcio, in tutto e per tutto, dentro le logiche del profitto e ciò che da questo consegue. Prima di tutto lo sfruttamento di una forza lavoro a basso costo per costruire gli stadi che ospiteranno le partite; a discendere, fino alla violenza sulle donne.

In quel che ci racconta Niro, troviamo una particolare descrizione dei quartieri fatiscenti nelle campagne della Nigeria e le aspettative di Rashidi, il protagonista schiavo a tempo indeterminato, che vede il proprio desiderio di giocare a calcio cambiare tutto fino a trasformarlo in lavoratore sotto sfruttamento con un salario da fame. Il suo destino si incontrerà con quello dei presenti in queste pagine: da Rita ed Ernesto, teatranti che hanno l’obiettivo di sabotare i mondiali. Sentenza, calciatore portoghese a fine carriera con una vita segnata dalla povertà, in eterna sfida con il diretto concorrente, l’argentino Mago; Sentenza con le sue metafore sfata l’opinione diffusa che i calciatori siano capaci di esprimere solo banalità.

L’Emiro deve farsi apprezzare a livello internazionale e per dimostrare che tutto va bene, tira fuori dal cappello una soluzione inaspettata: i mondiali giocati dai lavoratori vedranno Rashidi rivelarsi un vero campione, il vincitore per un giorno. Rashidi parteciperà attivamente alla mobilitazione che si svilupperà nei cantieri tra la mano d’opera sfruttata, con lo strumento di uno sciopero che durerà una settimana, porterà ad un miglioramento delle condizioni per tutti eccetto che per lui, essendo stato individuato come il simbolo di quella lotta.

Oltre ai riferimenti già detti, Niro, in modo esplicito, ci porta all’attualità della situazione politica internazionale parlando dello Stato Islamico, del Jihād e delle intenzioni di questo verso il mondiale. Come detto all’inizio, tutti gli ingredienti del campionato mondiale appena terminato li ritroviamo nelle varie squadre (Argentina, Francia, eccetera): dalla corruzione al calcio come macchina di propaganda. Il libro racconta un mondo del calcio messo sotto accusa in modo totalmente sarcastico ed ironico. Comunque il post-partita vedrà il riscatto di seimila lavoratori che, con il loro lavoro sfruttato, hanno permesso lo svolgimento del mondiale.

Questo è un romanzo che immagina il futuro prossimo di un calcio al servizio della geopolitica e dell’economia globale come, ad esempio, quando immagina la vendita ai privati di quote della Fifa. Da non dimenticare che in Romanzo mondiale chi vince sarà l’Argentina.

Marco Niro, Romanzo mondiale. Il gioco sporco del potere, Garrincha edizioni, 2026, pp 162, euro 15

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Edoardo Todaro

E' tra i collaboratori con le sue recensioni di Carmilla Online, Giallo e Cucina, Osservatorio contro la repressione, La Città invisibile, oltra a svolgere la sua militanza in realtà autogestite (CPA, Firenze per la Palestina)

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