E’ bene, sotto l’impulso di eventi che sono catalogabili come specificatamente economici, prendere atto che il lessico, ed il modo di definire quanto accade, in questi ultimi tempi si è notevolmente arricchito. Parole che fino a poco tempo fa erano sconosciute ai più, oggi sono divenute, se non di uso corrente, sicuramente di uso diffuso e non solo per i cosiddetti esperti in materia. Faccio alcuni esempi: subprime; recessione; dazi; fabbisogno; bolla speculativa; delocalizzazione; prodotto interno lordo; rating; dumping; spread, e si potrebbe andare avanti per arrivare a DEFAULT.
Se facciamo mente locale, non possiamo non pensare alla crisi delle banche statunitensi di qualche decennio fa, per non parlare di quanto avvenne in Grecia con le cosiddette operazioni di salvataggio imposte dalla troika europea con prestiti, ristrutturazione del debito in cambio di austerità, privatizzazioni ecc.. Fatta questa necessaria premessa molto sintetica, cominciamo a parlare di Default, un interessante noir di Francesco Galardo, che può scrivere in modo molto competente sull’argomento, essendo economista e docente in materie economico-giuridiche.
Un noir tutto interno alle dinamiche dell’economia e della geopolitica, e non poteva mancare una citazione a Keynes, con un protagonista, Giovanni Santoro informatico di altissimo livello. Santoro viene cooptato dagli Stati Uniti, anzi dal potere economico di quel paese a dirigere il dipartimento di sicurezza informatica di Wall Street per le sue indubbie conoscenze. Quanto scritto da Galardo è un thriller finanziario che ci porta alla mente John Stich ed i suoi interessantissimi noir/studi economici. Un noir che entra a tu per tu con un disastro economico che scuote le fondamenta dell’intero sistema finanziario visto che la fiducia nel dollaro precipita di pari passo con le speculazioni e la più grande democrazia è colpita nei gangli fondamentali del potere; un’intera nazione è in preda al panico, allo sbando; una Casa Bianca presidiata e posta sotto controllo con un presidente pronto alla fuga, una Casa Bianca che non è più il simbolo della democrazia bensì di un banco dei pegni, in un paese in ginocchio, paralizzato: scuole e banche chiuse, servizi ridotti al minimo con la rabbia che si accentua, con irruzioni, senza controllo, verso la Casa Bianca. Odio e vendetta la fanno da padrone, con l’illusione di un finto benessere che va in frantumi e tutto, inevitabilmente, è messo in discussione. Viene ritratta un’America sotto attacco dal suo stesso popolo: strade presidiate da forze dell’ordine in tenuta antisommossa; con la prospettiva di poter avere un regime che possa rispondere ad una crisi economica senza precedenti; gli Stati Uniti una potenza economica sull’orlo del collasso; gli Stati Uniti che si sono svegliati da un sogno per entrare in un incubo: il DEFAULT; New York sempre più simile ad un campo profughi.
Individuare un capro espiatorio per capire chi manovra la crisi che scuote una potenza economica in un ciclo di crisi e rimbalzi è necessario, è una tempesta troppo perfetta per essere casuale e quindi qualcuno deve sicuramente gestire il tutto. Come detto in precedenza, siamo, anche, nel campo della geopolitica, visto che si parla di democrazia esportata con le armi, di Cina. Il protagonista Giovanni Santoro, di cui non dobbiamo qui perdere le tracce, ha rapporti familiari molto complicati: la moglie colpita dal cancro; un suocero arrogante che lo denigra su qualunque cosa; una figlia, Maria, una bambina grande, che vuole diventare famosa. Giovanni ama parlare da solo per concentrarsi e riordinare i pensieri e conosce bene il mercato finanziario e i suoi ingranaggi. Con il suo personaggio ci addentriamo in meccanismi informatici complessi, e allo stesso tempo incontriamo un uomo con sentimenti forti, con un suo vissuto nel settore della sicurezza informatica e una conoscenza non indifferente dell’esoterismo e della simbologia dei numeri, ricercato dalla CIA.
Ci troviamo di fronte ad una verità semplice ed allo stesso tempo assurda: la politica ha fallito ed un paese, e che paese, è in mano all’economia e all’alta finanza, mentre assistiamo ad un vero e proprio tsunami che travolge miliardi di dollari, spazzando via posti di lavoro. Quanto descritto non è lontano dalla realtà, da quanto accade, tra realtà ed irrealtà. Default è un noir che potrebbe essere paragonato ad un manuale di economia politica che mette a fuoco un collasso finanziario che investe tutta la sicurezza mondiale e la fragilità di una economia globale alla deriva. In ultimo: se questo romanzo è consigliato da Diego Di Dio …..
Francesco Galardo, Default, Homo Scrivens ed, Napoli 2025, pp 312, euro 18
Edoardo Todaro
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